Creato da SIAMOVIVI_TOSCANA il 31/01/2009

SIAMOVIVI_TOSCANA

MOVIMENTO DI AGGREGAZIONE POPOLARE

 

INiZIATIVE SIAMO VIVI

Post n°36 pubblicato il 05 Marzo 2010 da SIAMOVIVI_TOSCANA

SIAMOVIVI M.A.P. : INIZIATIVE E EVENTI
a -ANTINUCLEARE:
Presidio antinucleare il 23 maggio 2010 a SESSA AURUNCA e costituzione del C.P.A. SIAMOVIVI CAMPANIA.
http://www.facebook.com/event.php?eid=272982825786&ref=ts
b –ABOLIZIONE DELLA POVERTA’
Manifestazione su “SALARIO SOCIALE GARANTITO PER TUTTI” a Roma il 24 o...ttobre 2010
http://www.facebook.com/event.php?eid=272982825786&ref=ts#!/event.php?eid=303817575217&ref=ts
c –DALLA PARTE SBAGLIATA DELLE SBARRE
http://www.facebook.com/event.php?eid=272982825786&ref=ts#!/group.php?gid=180221228264&ref=ts

Chiunque volesse aderire e/o partecipare SU QUESTE ci trova in assemblea permanente su skype,
Contatto skype:freedomforpeople


SIAMOVIVI, un sogno che sarebbe più bello se ci fossi anche tu!

Un abbraccio M.A.P. SIAMOVIVI

 
 
 

SIAMO VIVI C.P.A COMITATI PERMANENTI ANTINULEARE

Post n°34 pubblicato il 13 Febbraio 2010 da SIAMOVIVI_TOSCANA

aderisci e fai aderire a

SIAMOVIVI COMITATI PERMANENTI ANTINUCLEARE

http://www.facebook.com/group.php?gid=97333043193&ref=ts

 
 
 

SESSA ARUNCA 23 MAGGIO 2010

Post n°33 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da SIAMOVIVI_TOSCANA
Foto di SIAMOVIVI_TOSCANA

La Cernobyl italiana: la centrale del Garigliano

I pericoli oggi sembrano scongiurati. Ma una ventina di anni fa alla centrale nucleare del Garigliano successe qualcosa. Mettendo a rischio un vasto territorio, dal Volturno al Circeo. Non molti lo sanno. Ma è possibile che ci sia stata anche una Cernobyl italiana. Una ventina di anni fa, nell’area del Garigliano. «E se anche non volessimo usare i toni della catastrofe come precisa Mauro Cristaldi, docente di anatomia comparata all’Università La Sapienza di Roma, gli effetti nefasti registrati nell’area sono innegabili e sufficientemente documentati».

La situazione OGGI

Tutto questo richiama in prima battuta quel rilascio di radionuclidi registrabile ancora oggi nelle aree incriminate (soprattutto Cesio-137). Anche se il tutto avviene in una misura che tanto l’esercente Enel quanto l’Anpa giudicano insignificante. Soprattutto considerando che in merito si tende non solo a rispettare il livello consentito di dosi rilasciate, il che equivarrebbe a compiere una scelta minimalista del tipo "facciamo il minimo indispensabile" quanto ad utilizzare in definitiva la migliore tecnologia esistente, in nome di un unico obiettivo: ottimizzare. Posizioni queste, fortemente ribadite dal capo del Dipartimento rischionucleare dell’Anpa, Roberto Mezzanotti. Il quale oltretutto rileva «come nell’individuazione del parametro adottato per le dosi massime non si è sottovalutata la potenziale concomitanza di altre fonti di contaminazione cui gli individui possono essere esposti nell’area». Ma se questo sarebbe l’oggi, dove per Mezzanotti «il problema più attuale resta quello della gestione dei rifiuti radioattivi e della sicurezza dei lavoratori addetti» (con relativa problematica del raffreddamento delle scorie), rimane il grosso punto interrogativo di quello che può essere accaduto in passato e nel corso di tutti questi anni in aree come quella del Garigliano, considerati oltretutto i tempi lunghi legati alla contaminazione da nucleare. «Con il grave sospetto anzi, riprende Cristaldi, di un’attenzione sui controlli che negli ultimi anni sembrerebbe essere scemata. Mentre la gran parte dei rilevamenti, di pertinenza dell’ente gestore, l’Enel, non appaiono in grado di fornire gli elementi necessari per sapere con certezza quale sia l’attuale stato di salute della zona. Anche perché ci sarebbe ancora chi parte dal falso postulato che, una volta chiusa la centrale, il problema sia in gran parte risolto.»

La situazione negli anni ’80

Da qui il ritorno a bomba a ieri e alla "Cernobyl di casa nostra". Che è la Madre di tutti i timori di contaminazione. Nell’occhio del ciclone l’area posta tra il Volturno e il Garigliano e che si estende tra le province di Latina, quella di Caserta e l’Abruzzo. Si tratta di quello stesso entroterra che si apre sul mar Tirreno con il golfo di Gaeta ed il promontorio del Circeo. Mare frequentatissimo d’estate... E sul quale, anche su questo, si apre l’ennesimo giallo. L’ambientazione si pone nell’anno 1983. Fu infatti allora che una lettera firmata da un tecnico dell’Enea e da altri due colleghi fu fatta recapitare all’avvocato Tibaldi di Formia (per via inusuale), senza nessuno scritto di accompagnamento e del tutto anonima. Nella lettera, che avrebbe dovuto circolare solo all’interno delle strutture preposte, si faceva riferimento alla necessità di considerare con attenzione lo stato di salute di quei 1.700 km2 di mare compresi tra il Volturno ed il Circeo e nei quali si sarebbe nel frattempo registrato un preoccupante livello di contaminazione da Cesio-137 e Cobalto-60. Tale da riconsiderare i rischi di balneazione, di inquinamento dei fondali e la sospetta tossicità di prodotti ittici e mitili (questi ultimi sono dei forti riconcentratori di scorie) provenienti dall’area. Mentre si richiedeva altresì un veloce intervento con apposite campagne radioecologiche. Tenendo conto infine del particolare effetto delle correnti, tali da portare il particolato lungo la penisola di Gaeta. Tutto scongiurato? «Il rischio non è azzerato, precisa Cristaldi, ed espone in modo particolare il personale residente nell’area, i pescatori e chi si alimenta di pescato.» Comunque, della lettera che avrebbe dovuto spingere gli amministratori locali a ben altra vigilanza, non si sarebbe avuta notizia senza lo strano giro che la portò nelle mani di Tibaldi. Operazione a cui fecero seguito prima le querele e poi l’assoluzione in istruttoria dello stesso avvocato di Formia sancita dal pretore di Sessa Aurunca. Insomma nessun reato di diffamazione a suo carico.

Il "CASO GARIGLIANO"

Ma c’era stato davvero un "caso Garigliano" tale da consigliare misure più rigorose di controllo e di intervento e che invece in buona misura mancarono? Nonché tali da preoccupare ancora per l’oggi, ad oltre vent’anni di distanza? I numeri di allora, «mentre quelli di oggi sono caratterizzati da una totale mancanza sul piano epidemiologico da non potersi escludere una colpevole sottovalutazione del rischio permanente» dice ancora Cristaldi che ricorda ancora come il collega Mastroiacomo dell’Università Gemelli tempo fa gli abbia segnalato l’impossibilità di continuare il monitoraggio sull’area, visto il totale esaurimento dei fondi sono di per sé eloquenti. Come quelli ufficiali emersi da un’inchiesta del 1981 sulle malformazioni congenite registrate nei vitelli allevati nella zona contigua alla centrale. E che segnalano un sospetto intensificarsi di malformazioni genetiche a partire dagli anni 1964/65 (perfetta coincidenza con l’apertura della centrale), con casi di ermafroditismo e anchilosi. Fino ad arrivare, nella sola fascia S.Castrese-Sessa Aurunca, ad una preoccupante percentuale del 3%. Il tutto accompagnato per intanto dalla chiusura della centrale in seguito al verificarsi di una serie di incidenti. «Avvenimenti sui cui effetti 10 anni dopo non esistevano studi specifici», puntualizza Tibaldi. Né più rassicurante appare il dato relativo alle malformazioni genetiche registrate sui neonati (19,57 %. nel 1984) e raccolto e archiviato ufficialmente dalla Usl Latina-6 di Formia, con casi di bambini anencefali registrati all’Ospedale di Minturno o il ciclopismo del I semestre ’84 presso l’Ospedale Civico di Gaeta. Scenario infine reso ancora più cupo dai dati Istat del settennio ’72-’78 sulla mortalità per tumore e leucemia nella piana del Garigliano, spaventosamente attestato sul 44,48% (21,63 in tutta la provincia di Latina) contro una media italiana di poco superiore al 7%. Ora, è vero che nel dicembre del 1987 gli elementi di combustibile irraggiato sono stati completamente trasferiti dal Garigliano presso l’impianto di fabbricazioni nucleari "Avogadro" di Saluggia riducendo all’1% la quantità residua di radioattività presente nell’impianto, ma non per questo il rischio nell’area può dirsi del tutto debellato. «Intanto perché, precisa ancora Cristaldi, non è un indicatore sufficiente per la sicurezza dell’area la riduzione della radioattività presente sull’impianto e poi perché sono le radiazioni di media e bassa attività quelle maggiormente indicative ed attive.» Cosicché mentre Tibaldi continua a tutt’oggi a denunciare casi di malformazioni "certificate" nell’area e a ricevere frequenti segnalazioni di casi analoghi, Cristaldi continua con forza a mettere in guardia da quanto «non risulterebbe in modo evidente sul fronte cancero-genetico e avrebbe quindi spinto ad abbandonare la ricerca epidemiologica in loco. Perché, conclude, il dato è meno controllabile e più facilmente confondibile di quanto si creda. Ma non per questo deve spingere a restare inerti ». Enzo Cilento Istituto Superiore di Sanità.. Niente allarmismi :sui possibili rischi All’Istituto Superiore di Sanità sono contrari a qualsiasi forma di allarmismo. In primo luogo il dottor Eugenio Tabet, dirigente di ricerca dell’Istituto. «Non va dimenticato, esordisce infatti, che fin dall’atto di autorizzazione concessa alle nostre centrali, erano specificatamente previsti un programma ed una rete di sorveglianza ambientale sufficientemente rassicurante. Con controlli periodici e sistematici che, so per certo, vengono ancora compiuti. Come accade in Emilia, a Caorso, e in generale ovunque, almeno in Europa Occidentale.» Da qui, secondo Tabet, la mancanza di rilevazioni e dati epidemiologici "scientifici" nelle aree specifiche «anche perché, aggiunge, a meno che non si verifichino incidenti, le centrali non liberano che quantità di radioattività ridotte ed a così modesto raggio da non dover preoccupare più di tanto. Considerando oltretutto che dovunque e comunque le dosi di radiazioni cui sono esposti gli esseri umani non sono mai uguali a zero». A chi del resto gli oppone cifre preoccupanti sull’insorgenza di patologie leucemiche e tumorali nelle aree nuclearizzate, Tabet risponde con un invito alla prudenza e con il fatto che «i casi di tumore ad oggi sono ovunque numerosi, purtroppo, e in crescita. Il che può facilmente mascherare e nascondere qualsiasi connessione causale tra presenza del sito nuclearizzato e crescita dei fenomeni patologici». Del resto anche l’Istituto superiore di sanità il suo appello lo ha lanciato. «Siamo stati tra i primi infatti ad aver sollevato il problema della "decommisioning". Noi e i radioprotezionisti. E anche se siamo contrari a qualsiasi clima apocalittico, chiediamo da tempo che si intervenga in merito. Il che, come suggeriscono anche le ultime mosse del ministro Bersani, mi sembra che stia avvenendo. Certo, suggerirei di intervenire con tempestività cercando intanto di tamponare la situazione. Magari prendendo in considerazione l’opportunità di utilizzare i siti nucleari già esistenti, riqualificandoli in depositi secondo le tecniche più sicure attualmente a disposizione.» Garigliano: La testimonianza dell’avvocato Tibaldi..

Nella cinta del cratere

L’avvocato Marcantonio Tibaldi vive da sempre in un paesino vicino Formia, S.S. Cosma e Damiano, «in piena cinta del cratere», come dice lui. Cioè nel bel mezzo dell’area nuclearizzata del Garigliano. Laddove fin dai primi anni ’60 e poi fino all’8 agosto 1978 è stata attiva la centrale nucleare. Ed è dal 1959 che Tibaldi è consumato dal dubbio - poi diventato certezza pressoché assoluta per lui, che la presenza del nucleare abbia comportato enormi fattori di rischio per la salute. «Ciò cui abbiamo assistito in questi anni è spaventoso. -esordisce- infatti "La mortalità per leucemia e per cancro è aumentata in modo esponenziale in tutte e tre le regioni esposte alle radiazioni della centrale del Garigliano: in provincia di Latina, nel basso Lazio e in Abruzzo. Mentre tutto ciò che io sostengo e denuncio da tempo attende ancora una smentita da parte di chi pure dovrebbe sentirsi in dovere di rispondere: Enel, Enea e Ministero della Sanità. Il che vuol dire che mancano argomenti per zittirmi.» Del resto quei dati raccolti negli anni ’83 e ’84 e poi pubblicati in due volumi derivano da un’osservazione diretta del territorio oltre che da quanto l’Istat veniva rendendo noto negli stessi anni. «Faccio qualche esempio. -riprende- A San Castrese, in provincia di Caserta, i casi di mortalità per tumore sono passati dall’1,8% del ventennio ’44-’64 all’11,4% di quindici anni più tardi. A San Cosimo e Damiano (Lt) si è passati nello stesso periodo dal 6,8% al 16%. A Minturno dal 5,6% al 10,6%. A Formia infine dal 7,21% all’11,41%.» «Quello che posso dire -prosegue l’avvocato pontino- è che non c’è famiglia nell’area del Garigliano che non abbia dovuto assistere a questa ecatombe anche all’interno del proprio nucleo. Come quella famiglia di San Cosimo in cui ben 8 componenti su 9 (mentre anche il nono si è già ammalato) sono morti per cancro. Senza trascurare il fatto che ai bambini dell’area di Formia ammalati di leucemia e a consulto presso il professor Mandelli viene ripetuto di continuo dal famoso luminare che si tratta delle stesse patologie riscontrate nell’area di Cernobyl.» Tibaldi che ancora ricorda i primi casi di malformazioni genetiche riscontrate nel bestiame di sua proprietà agli inizi degli anni ’60, non intende comunque abbandonare la sua lotta. E anzi dopo aver pubblicato Lettere ai giudici sulla centrale del Garigliano senza riceverne risposta, ha ancora un bel po’ di domande da porre. Circa «gli esperimenti che portarono alla chiusura della centrale del Garigliano e che fecero criccare la centrale» precisa; o circa gli scarichi radioattivi della centrale della Casaccia direttamente nella rete fognaria. Anche se questo gli ha procurato non poche noie, anche legali. «Ma io non ho paura. E anzi mi muovo soprattutto per quel senso civico ed umanitario che mi deriva da anni di ricerche e dall’esperienza diretta di quel che ho visto accadere in quest’area e nella mia famiglia. Perché in questo tempo ho visto andarsene allo stesso modo i miei cugini e un fratello, oltre che un gran numero di amici. Mi sembra abbastanza.»

RADIAZIONI PERICOLOSE

Naturale tendenza dei radionuclidi è entrare nei processi della crescita e nella catena alimentare concentrandosi fortemente negli organismi viventi. Mentre non vanno sottovalutati imprevedibili effetti sinergici con altri agenti nocivi: dalle altre installazioni produttive ai pesticidi.

I radionuclidi pericolosi

Il Trizio, che si sostituisce all’idrogeno dell’acqua.Il Cesio-137, che si concentra nei muscoli. Lo Stronzio-90, che si sostituisce al calcio nelle ossa e nel midollo. Il Cobalto-60, che tende invece ad accumularsi nei visceri. Senza contare i radionuclidi del Plutonio e quegli altri che, emessi a bassissime concentrazioni di partenza, poi tendono a concentrarsi negli organismi viventi. Nel latte (I-131), nel sangue e nel pescato (Fe-59 e P-32). Con tanto di frequenti mutazioni indotte nelle cellule germinali. EFFETTI DELLE PICCOLE DOSI Se in passato la comunità scientifica ha sempre rassicurato circa i danni da radiazioni in "piccola dose" di centrali e centri di ricerca, da qualche anno sono sotto accusa anche le emissioni di "piccole dosi". Queste, frazionate nel tempo, provocano processi riparativi soggetti ad errori da parte delle cellule che hanno ricevuto la piccola dose. Così la rottura del Dna passa inosservata e viene trasmessa all’organismo come "naturale". Da qui rallentamento nella crescita, diminuzione di difese immunitarie e di resistenza alle sostanze tossiche, minor tempo di vita, insorgere di tumori anche a grande distanza cronologica dal periodo di somministrazione.

RADIAZIONI DI "SCARICO"

In ogni caso le centrali nucleari, anche a regime normale, emettono radiazioni ionizzanti che vengono espulse dal camino della centrale. Pur in presenza di appositi filtri. Il camino nucleare della centrale del Garigliano in funzione, per esempio immetteva nell’atmosfera 120.000 metri cubi di effluvi aeriformi ogni ora. Si trattava di vapori trattati da filtri posti alla base del camino. Filtri efficaci al 99,97%, secondo fonti Enel ed Enea. Mentre il restante 0,03% veniva espulso in stato di non purificazione. Per un volume globale di 36 metri cubi di sostanze radioattive aeriformi liberate nell’ambiente circostante ogni ora. Metri cubi che ovviamente diventano milioni se si moltiplicano per i 15 anni (1964-1978) in cui la Centrale è stata attiva. Il Centro di ricerca della Casaccia (una ventina di chilometri a Nord di Roma) viaggia invece a 90.000 metri cubi l’ora.

 
 
 

Presidi di Borgo Sabotino e Cagliari del 25 ottobre 2009

Post n°32 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da SIAMOVIVI_TOSCANA
 

Grande successo politico dei presidi di SIAMOVIVI, nell’ottica di un progetto di aggregazione e di azione fuori dalla logica partitica e parlamentare.
POLITICA SI PARTITOCRAZIA NO, RITORNARE A FARE POLITICA PER IL BENE DEL CITTADINO

SIAMO RIUSCITI A METTERE DAVANTI A TUTTO L’ESIGENZE DELLA GENTE, NON GLI INTERESSI POLITICI

Il nostro obiettivo non era numerico, ma riuscire ad organizzare un evento e soprattutto dare un seguito reale e concreto allo stesso.
E’ stato un grande successo sia a Cagliari che a Latina, e SIAMOVIVI, ha voluto lanciare un messaggio semplice, molti di noi si sono sobbarcati viaggi anche di 17 ore di treno per esserci, sono arrivati i gruppi di SIAMOVIVI TOSCANA, PUGLIA, VENETO, PIEMONTE, CAMPANIA, LOMBARDIA, Emilia-Romagna, FRIULI, LUCANIA, solo per essere vicini alla popolazione e per far capire che se si vuole e se superiamo il protagonismo personale e/o di partito è possibile fare qualcosa.
E questo la gente di Borgo Sabotino e di Cagliari ha apprezzato, ed ha apprezzato soprattutto il fatto, che il nostro intento non nasconde nessuna mira elettorale, quello lo lasciamo agli squallidi mendicanti di consensi, noi siamo di un’altra razza, noi vogliamo solo il bene della gente comune, dare loro voce e porci come loro interlocutori disinteressati, è questo ci è stato riconosciuto ed è stata la più bella vittoria che potessimo conseguire.
Alcuni, forse molti, hanno denigrato i nostri propositi, li abbiamo smentiti, CI SIAMO RIUSCITI, perché lo abbiamo voluto, ed OGNUNO di noi ha dato il massimo che poteva dare, ci siamo riusciti perché SIAMOVIVI, e non ci presteremo mai a giochetti o sciacallaggii politici.
A questo proposito c’è stato, voluto o no, un tentativo di sciacallaggio, bene era previsto anche questo, all’autore/i, inconsapevole o meno del fatto, noi diciamo che si è solo guadagnato un titolo di giornale e null’altro, e con chi pensa di poterci “manovrare” o “ utilizzare”, noi diciamo semplicemente che non sarà mai al nostro fianco nelle azioni che intraprenderemo, e non saremo MAI al suo/loro fianco, noi siamo solo da una parte: dalla parte della gente, del POPOLO.
A noi non interessano i titoli dei giornali, a noi interessa ESCLUSIVAMENTE, un discorso di aggregazione popolare sul nucleare e su altre problematiche che la gente purtroppo SUBISCE e non sceglie.


L’evento non è stato e non sarà un fatto fine a se stesso, si costituiscono ora i comitati antinucleari di zona, coordinati da SIAMOVIVI con i seguenti obiettivi:

1- diffondere e stimolare la presa di coscienza antinuclearista della popolazione;
2- esserne voce unitaria e punto di riferimento;
3- informare e PORRE LA PARTECIP-AZIONE attiva dei cittadini, come soluzione ai problemi;
4- chiedere ai comuni delle zone interessate di unirsi al nostro progetto, schierarsi contro il nucleare e far parte dei comitati permanenti di zona con delibere di consiglio, creando cosi un territorio “denuclearizzato” e porre il problema della bonifica dello stesso;
5- costituire al proprio interno un comitato tecnico, che informi circa proposte alternative e soluzioni all’attuale politica nucleare;
6- vigilare in modo permanente sul territorio e monitorarlo, misurandone il livello di contaminazione; essere da riferimento informativo e di azione per le zone interessate.

Venerdì 30 ottobre alle 18.00 presso la sede di LEGA AMBIENTE LATINA (viale Paganini n° 76 nel quartiere Q4 che si trova sul lato sinistro della Strada Statale 148 andando verso Roma), ci sarà la prima riunione a Latina e in seguito anche Cagliari comunicherà la data del prossimo incontro.

La strada è stata segnata, un piccolo passo è stato fatto e lo riteniamo un grande successo, siamo riusciti a riunire persone e gruppi di diverse provenienze, chi c’era e chi ci sarà si spoglia di simboli e dimostra che realmente vuole CAMBIARE, ed in questo senso la presenza “super partes” di SIAMOVIVI diventa una garanzia per gli stessi aderenti al progetto!
Abbiamo avuto riconoscimenti ed apprezzamenti, ma quelli più graditi e significativi li abbiamo avuto dalla gente, che ha visto le nostre vere intenzioni, ed ha recepito il nostro solo ed esclusivamente come un GESTO D’AMORE!
A COLORO CHE NON INTENDONO PARTECIPARE E MOSTRANO INDIFFERENZA, NOI DICIAMO:
SARETE VOI STESSI VITTIMA DELLA VOSTRA INDIFFERENZA, e comunque lotteremo anche per VOI.

 
 
 

Intervento di SIAMOVIVI TOSCANA a Borgo Sabotino del 25/10/2009

Post n°31 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da SIAMOVIVI_TOSCANA
 
Foto di SIAMOVIVI_TOSCANA

Il Movimento di Aggregazione Popolare SiamoVivi è l’inizio di un sogno, desiderato da tanti. Nasce tutto da un’idea lanciata su Libero Community e subito colta da altre persone, ed immediatamente si è generato un effetto calamita. Tutto è scaturito dalla “fede” di chi ha iniziato, lavorando come se fosse una ragione di vita, ma subito trovando un terreno molto fertile intorno, il vero motivo del successo: l’idea di far confluire il dissenso sotto un'unica voce.
Nasce cosi il progetto SIAMOVIVI, ponendosi come obiettivo lo sviluppo di un processo di aggregazione con la creazione del MOVIMENTO DI AGGREGAZIONE POPOLARE.
SIAMOVIVI, vuole solo che ci sia giustizia ed uguaglianza sociale, che tutti abbiano la possibilità di parlare, di vivere, di avere dignità, di essere liberi.
Tutte cose che già esistono, c’è solo un problema, non sono bene comune ma sono in vendita, qualcuno ha deciso che devono avere un prezzo. Oggi queste cose che sono un diritto di tutti hanno un costo, elevato per la maggior parte degli uomini, e quindi sono-siamo costretti a rinunciare alla nostra liberta, alla nostra dignità, alla vita che vorremmo, senza inquinamento provocato dalle grandi industrie, senza ingiustizie perpetuate verso i più deboli, senza guerre causate dalle industrie delle armi, senza violenze, senza esperimenti su virus eseguiti dalle lobby farmaceutiche.
Questo gruppo di persone ha iniziato solo con la propria speranza di fare qualcosa e se all’inizio ha guardato solo avanti, ad un certo punto si è voltato un attimo…ed ha visto voi, la vera benzina che ha alimentato questo progetto, senza di voi nulla sarebbe stato possibile, dopo un po’ non c’è stato bisogno di voltarsi per vedere chi ci fosse dietro, erano e sono in molti al nostro fianco, una cosa meravigliosa, anche se molti di noi non si conoscono immaginiamo i vostri occhi, e dentro c’è la stessa luce che brilla nei nostri…la luce della speranza!La voglia di dire: io SONO VIVO!!! Io vorrei essere la milionesima parte del cambiamento che verrà, e comunque quegli occhi vogliono potersi guardare allo specchio e dirsi, IO ci ho provato, perché mi sento VIVO.
Abbiamo avuto diversi incontri sul reale, partecipato a manifestazioni, aderito e coinvolto movimenti singoli gruppi ed associazioni sul territorio: il DESIDERIO di essere partecipi e protagonisti delle scelte che condizionano la nostra vita è grande ed è di tanti, di tutti quelli che giorno dopo giorno confluiscono nel Movimento, perché si sentono VIVI!!!!
Oggi siamo a Borgo Sabotino e Cagliari in due presidi regolarmente autorizzati.
È un primo passo meraviglioso…ma la cosa che più mi auspico e che dei cuori con gli stessi ideali si sia avvicinato, e che abbia iniziato a battere forte insieme, quel battito comune sarà il ritmo che ci deve accompagnare, SEMPRE!Per coloro che sono ancora indecisi, non vicini, che pensano dubbiosi: partecipate, non è la lotta di pochi, vivere è la nostra lotta.
Dietro SIAMOVIVI non c’è nessuno, c’è solo lo sgomento di questo sconcio, c’è la rabbia di aver consentito tutto questo, di sentirsi responsabili, verso i giovani, i bambini che verranno, verso i nostri figli, verso la nostra coscienza di esseri liberi!
Partecipate, non perdete tempo! Tutti voi siete importanti per un mondo migliore, non è più tempo di perdere…tempo.Non siamo più un desiderio, ma la piccola parte di un sogno che diventa realtà, è questo accade quando non è una sola voce a farsi sentire, ma mille unite all’unisono, la voce del POPOLO, la voce della gente!Raggiungeremo degli obiettivi, ma già aver riunito tanti cuori è già una grande cosa.
L’aspetto più positivo è che stiamo “applicando” nel gruppo l’idea che noi abbiamo di SOCIETA, non c’è nessun capo, nessuno schiavo, siamo padroni di noi stessi, autonomi, stiamo cercando di autogestirci, ma non limitati da qualcuno ma tenendo presente di essere un gruppo, siamo solo autolimitati dal rispetto e dalla considerazione che abbiamo per gli altri, c’è confronto costruttivo, voglia di crescere…se vogliamo cambiare il mondo dobbiamo cambiare anche un po’ noi.
Ed accade perché abbiamo un cuore “diverso”, che batte anche per gli altri, che è veramente libero e felice se lo sono tutti.
Grazie a tutti dal profondo del nostro cuore che oltre a battere insieme a voi si è completamente aperto al vostro.
Sì, stiamo realizzando un sogno che sarebbe più bello se ci fossi anche TU.

 
 
 
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