Con fare elegante ma altero al tempo stesso, mi fa accomodare per servirmi uno scozzese. Con sapiente savoir faire, e, à la façon d'un maitre, posiziona accanto, un bicchiere cristallino e una bottiglia d'acqua.La osservo carpito da ogni suo gesto ch'era come scolpito nell'aria da un grande artista.Movimenti mai bruschi sembravano intonati al sottofondo di pianoforte del Preludio I di J.S.Bach.Benvenuto, ha fatto buon viaggio...mi chiede....e, senza attendere la mia risposta, s'incammina verso il dehor. L'odore di cloro saliva dalla piscina facendo contrasto col profumo del Balvenie doublewood 12 anni....quasi lo dissacra.Si serva da bere - mi dice - ...io prendo lo stesso -invitandomi a portarglielo.La raggiungo e porgendole il bicchiere incrocio i suoi occhi incastonati in un viso perfetto, Per un attimo mi ero perduto, dovevo riprendermi da tale piacere.Aisha mi sorride consapevole dell'effetto provocato ma, non usandolo come arma cerca di mettermi a mio agio iniziando una conversazione che poco aveva di serio.Aneddoti, esperienze passate, il suo presente e i suoi sogni futuri, hanno riempito buona parte della mattina.Avrei voluto chiederle perchè è sola, perchè esce di rado ma, ho preferito solo ascoltarla per non interrompere quella poesia.Ad un certo punto mi prende la mano e, consapevole del mio stupore mi chiede se può leggerla. No...rispondo, preferisco non conoscere il mio futuro; quello che accadrà domani lo affronterò comunque -ribadisco-.La nostra conversazione durò ancora una mezz'ora, interrotta dall'arrivo del domestico che annunciava che il pranzo era servito.Seduti ad un tavolo rotondo, uno di fronte all'altro, continuammo a chiacchierare per tutto il pranzo e fino al dessert.E' la terza volta in meno di due anni che il rito si ripete uguale ogni volta. Un senso di attrazione e di frustrazione provo ogni volta per non osare il gesto di rottura. Troppo dolce è quella donna, Troppi avi tra le cuture, troppi "se" nella mia testa, troppo a cui rinunciare.Forse....la prossima volta....chissà!