STEINER: CORPO, ANIMA, SPIRITO di G. Bertani
Si parla di corpo astrale, come di ciò che permette la conoscenza di un oggetto presente, ma si chiama anima (l’Io) ciò che dona durata a quella conoscenza; si vede perciò da quanto si è detto, come siano strettamente legati nell’uomo, il corpo astrale e l’Io. Quando si vuole una indicazione esatta, si può chiamare il corpo astrale dell’uomo, corpo animico e l’anima – in quanto unita a quel corpo – anima senziente. L’Io, sale ad un gradino più alto, quando dirige la propria attività sull’elaborazione di ciò che ha accolto in sé e fatto suo. La parte dell’anima, cui ciò spetta, si può chiamare anima razionale. È proprio tanto dell’anima senziente quanto dell’anima razionale, elaborare ciò che esse ricevono dall’esterno, attraverso i sensi e conservarne la memoria. Ma esiste un livello ancora diverso e più alto dell’Io. Bisogna a questo scopo, richiamare l’attenzione sopra un fatto semplice e cioè che in tutto il campo del linguaggio, vi è una sola parola che per la sua essenza, si distingue da tutte le altre, l’Io appunto. L’Io ha senso, solo quando un essere l’adopera per indicare sé stesso. “Io sono un Io, solo per me; per ogni altro Io, sono un tu, e ogni altro è per me un tu”. L’essenza propria dell’Io è indipendente da tutto ciò che è esterno e per questa ragione l’Io non può essere chiamato con quel nome da niente che gli sia esterno. Niente di esterno ha accesso a quella parte dell’anima umana di cui ora parliamo. Essa è il “santuario nascosto“, in cui può riuscire a penetrare solo un essere, che sia della sua stessa natura. “Il Dio che abita nell’uomo, parla quando l’anima stessa si riconosce come lo”. Come l’anima senziente e l’anima razionale vivono nel mondo esterno, così un terzo elemento dell’anima si immerge nel divino, quando essa arriva alla percezione della sua propria essenza. L’Io è quindi della stessa natura e della stessa essenza del divino, ma non è una cosa sola con Dio. Se si vuol usare un paragone, si può dire che l’Io sta alla Divinità, come una goccia d’acqua sta al mare. L’uomo può trovare in sé, un che di divino, perché la sua più intima essenza proviene dal divino. L’uomo raggiunge, per mezzo di questo terzo elemento della sua anima, una conoscenza interiore di sé stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno. La scienza occulta chiama questo terzo elemento dell’anima, l’anima cosciente. Essa considera quindi la parte animica dell’uomo, costituita da tre elementi: l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente, e la parte corporea, anch’essa costituita da tre elementi: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale. È nell’anima cosciente, che incomincia a rivelarsi la vera natura dell’Io. Quindi mentre attraverso la sensazione e l’intelletto l’anima si abbandona ad altre cose esteriori, come anima cosciente, essa afferra la sua propria essenza e lo fa attraverso una certa attività interiore, traendo dal profondo la propria essenza. Con la percezione dell’Io, cioè con l’auto-conoscenza, incomincia l’attività interiore.Fonte:
http://www.anticorpi.info/2010/08/steiner-corpo-anima-e-spirito.html