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Paramahansa Yogananda – esperienza fuori dal corpo


Autobiografia di uno Yogi di Paramahansa YoganandaCapitolo 14 -Un'esperienza della coscienza cosmica 
 "Il mio corpo divenne immobile, radicato al suolo; come se un gigantesco magnete mi avesse risucchiato l'aria dai polmoni, non respiravo più. L'anima e la mente sciolsero all'istante i loro legami con il corpo e si riversarono all'esterno da ogni suo poro, come sottili e fluidi raggi di luce. Il corpo era come morto, eppure avevo la profonda consapevolezza di non essere mai stato completamente vivo prima di allora. Sentivo che la mia identità non era più circoscritta negli angusti limiti del corpo, ma si estendeva a comprendere tutti gli atomi circostanti. Le persone nelle strade lontane sembravano muoversi dolcemente agli estremi confini del mio essere. Vedevo le radici delle piante e degli alberi apparire nel terreno, divenuto semitrasparente, e potevo scorgere la linfa che fluiva all'interno......Sulle placide, infinite sponde della mia anima irruppe un oceano di gioia. Compresi che lo Spirito di Dio è beatitudine inesauribile, che il suo corpo è intessuto di un'infinità di raggi di luce. Dentro di me un meraviglioso, crescente splendore cominciò ad avviluppare le città, i continenti, la terra, il sistema solare e i sistemi solari, le evanescenti nebulose e i fluttuanti universi. Il cosmo intero, soffuso di una dolce luminosità, come una città vista in lontananza di notte, riluceva nell'infinta dl mio essere. La luce abbagliante, che splendeva oltre i contorni nitidamente delineati di questo sferico panorama, si attenuava leggermente ai margini esterni, dove potevo scorgere una calda luminosità, sempre immutata. Era indescrivibilmente diafana, mentre le immagini dei pianeti erano composti da una luce più densa....Mi resi conto che il centro dell'empireo era un punto di percezione intuitiva del mio cuore. Uno splendore diffuso scaturito dall'intimo del mio essere s'irradiava in ogni parte della struttura dell'universo. La divina amrita, nettare d'immortalità, palpitava in me, fluida come l'argento vivo. Udii la voce creativa di Dio risuonare nell'Aum, la vibrazione del motore cosmico.Tratto da autobiografia di uno Yogi di Paramahansa Yogananda - Pagina140-141