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Una "forza di luce" repulsiva


LA LUCE: L'ENERGIA DEL FUTUROE' stata osservata su un chip al silicio dividendo un fascio di radiazione infrarossa in due sottofasci forzati poi a percorrere cammini di differenti lunghezze in nanocavi al silicio.Un gruppo di ricercatori dell’Università di Yale ha scoperto una forza "repulsiva" della luce che potrebbe essere utilizzata per controllare componenti su microchip al silicio, aprendo la strada a futuri nanodispositivi che potrebbero essere controllati dalla luce invece che dall’elettricità.Gli stessi studiosi in passato avevano scoperto una forza attrattiva della luce, dimostrando come essa possa essere sfruttata per muovere componenti nei sistemi micro- e nano elettrici basati su semiconduttori. Ora, in sostanza, hanno annunciato la scoperta di un fenomeno complementare, già previsto per via teorica ma mai osservato direttamente.Secondo quanto riporta un articolo pubblicato "Nature Photonics" il gruppo guidato da Hong Tang, professore associato della School of Engineering & Applied Science dell’Università di Yale, si tratterebbe "di una forza luminosa bipolare, la cui componente repulsiva è differente dalla ben nota pressione di radiazione, che agisce su un oggetto su cui incide la luce: essa infatti è in direzione ortogonale rispetto alla direzione di propagazione della luce stessa."Al fine di ottenere la forza repulsiva su un chip al silicio, il gruppo ha separato un fascio di radiazione infrarossa in due sotto-fasci, forzati poi a percorrere cammini di differenti lunghezze in un nanocavo. Come risultato, i due fasci si sono sfasati l’uno rispetto all’altro, determinando una forza repulsiva con intensità direttamente proporzionale allo sfasamento. Proprio questa circostanza permette il controllo della forza con notevole precisione da parte degli sperimentatori."Siamo in grado di controllare in che modo interagiscono i due fasci di luce", ha spiegato Mo Li, primo autore dell’’articolo. "Ciò non è possibile nello spazio vuoto, ma solo quando la luce è confinata in nanoguide nanoscopiche poste molto vicine le une alle altre sul chip.""Questo tipo di forza è affascinante perché agisce in modo diverso da quanto è possibile osservare con cariche elettriche opposte: mentre queste ultime si attraggono, fasci di luce fuori fase in questo caso si respingono", ha commentato Wolfram Pernice, che ha partecipato allo studio. "Queste forze luminose potrebbero un giorno consentire un controllo delle telecomunicazioni che richiederebbe una potenza molto inferiore ma sarebbe più veloce delle tecniche utilizzate finora. Inoltre, utilizzare la luce ha un altro vantaggio sull’elettricità: può essere inviata lungo un circuito praticamente senza problemi di interferenza ed elimina la necessità di disporre di un ampio numero di cavi elettrici."Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Una__forza_di_luce__repulsiva/1339228