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Messaggi di Luglio 2021

NON ABBANDONARE GLI ANIMALI...POTREBBERO NON SOPRAVVIVERE

Post n°1403 pubblicato il 27 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

 Gli animali amano. Quando si fa entrare nella nostra vita un animale, diventa un membro della famiglia.


CANE E GATTO


Amano stare con i compagni umani, da cui cercano di apprendere pure.

Un abbandono è qualcosa di traumatizzante per loro. Oltretutto non essendo abituati a vivere e a cavarsela fuori casa, rischiano la morte o una vita breve e con disagi altissimi...

 

Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell'80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti. L'abbandono è un reato punito con l'arresto fino a un anno o con una multa fino a 10.000 euro.

 

Quando si decide di prendere un animale è per sempre. Loro ci accompagnano durante tutta la vita, amandoci. Oltretutto esiste anche la pet therapy (terapia con animali), questo perché tramite la loro presenza, riescono a trasmetterci emozioni, tirarci su di morale nei momenti più tristi e a stimolare la nostra interiorità.

Riflettiamo su questo e quanto siano importanti e a volte anche fondamentali gli animali che vivono con noi

 
 
 

LE PROVE E LA MENTE di Paramahansa Yogananda

Post n°1402 pubblicato il 22 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Le prove non sono fatte per distruggerci: sono fatte per sviluppare il nostro potere. 

 

YOGANANDA


Esse fanno parte della naturale legge dell'evoluzione e sono necessarie per noi per avanzare da un livello più basso ad uno superiore. Tu sei molto più forte di tutte le tue prove.
Se non lo capisci adesso, dovrai capirlo più tardi.
Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo e così liberarti dai dolori e dai dispiaceri.
Non dire mai "sono finito". Non inquinare la tua mente pensando che se cammini un po' di più ti sforzerai troppo o che se non puoi avere un certo tipo di cibo soffrirai, e così via.
Non permettere mai alla tua mente di ospitare pensieri di malattia o di limitazione: vedrai che il tuo corpo cambierà in meglio.
Ricorda che la mente è il potere che governa questo corpo, quindi se la mente è debole anche il corpo diventa debole.
Non intrististi o preoccuparti di nulla. Se rafforzi la tua mente non sentirai sofferenze fisiche. Non importa cosa succede, devi essere assolutamente libero nella tua mente.
Come in un sogno puoi pensare che stai male e svegliandoti di colpo vedi che non è vero,
così nello stato di veglia devi sapere che la vita non è altro che un sogno.
La mente non ha alcun legame con il corpo se non quello che tu gli dai.
Quando la mente potrà rimanere distaccata dal corpo a tuo piacimento, tu sarai libero.
Ricorda che sei immortale.
Per poter superare le prove della vita avrai bisogno di ringiovanire sia il corpo che la mente.
Dovrai sviluppare l'elasticità mentale.

 
 
 

GIUNI RUSSO: MORO PERCHE' NON MORO (2 versioni)

Post n°1401 pubblicato il 19 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

GIUNI RUSSO: MORO PERCHE' NON MORO

Testo ispirato dalla poesia "Desiderio del cielo" di Santa Teresa d'Avila.

Dalla Basilica S. Lorenzo Maggiore a Milano

 

GIUNI RUSSO

 

TESTO

Vivo ma in me non vivo

E' il bene che dopo morte imploro

Che mi sento morire

Morire perché non moro

E più in me non vivo

Vivo nel tuo immenso amore

Mi vuole mi struggo ogni ora per intenso ardore

Vivo ma in me non vivo

Moro perché non moro

E più in me non vivo

Moro perché non moro

Ti ho dato il Cuore scritto a immagine con segni d'oro

Moro perché non moro

 

Non mi tradire fortissimo amore che imploro

Moro perché non moro

 

Moro perché non moro

Quanto è mai lunga all'esule

Quest'affannosa vita

Quanto mai duri i vincoli

Che m'hanno ormai sfinita

Per quello che ho nell'anima

Che posso fare, o vita

Se non te stessa perdere

E andare in lui smarrita

Vivo ma in me non vivo

Moro perché non moro

E più in me non vivo

Moro perché non moro

Ti ho dato il Cuore scritto a immagine con segni d'oro

Moro perché non moro

Non mi tradire fortissimo amore che imploro

Moooo  o rooo

Vivo ma in me non vivo

Moro perché non moro...... 

 

 

 

Fantastica interpretazione di Lene Lovich in un concerto dal vivo a Torino.

E' un duetto virtuale con Giuni Russo, ma di grande potenza e coinvolgimento

 

 

 
 
 

IL FUOCO SACRO DI GIUNI RUSSO (conversione e carmelitane scalze)

Foto di alf.cosmos

Maria Antonietta parla a cuore aperto di Giuni, un Nicodemo moderno che nella notte della vita s'interroga sul Mistero. Incontra la spiritualità di S. Ignazio di Loyola e quella carmelitana, le cause della sua rinascita religiosa. Dopo la lettura degli "Esercizi Spirituali" e di altri testi di ascetica e mistica, la luce del Risorto splenderà inesorabilmente nelle sue interpretazioni.

 

GIUNI RUSSO SANTA TERESA D'AVILA

 

Giuni ha cominciato a interessarsi di spiritualità leggendo la mistica dei grandi santi della Chiesa, un'esperienza poi decodificata nelle canzoni. La prima fu "Moro Perché Non Moro".  Come è nata l'idea di musicare un testo di Santa Teresa?

 

Dopo aver letto libri di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce, si mostrò  determinata nel musicarli ma non ci riusciva. Io avevo deposto le armi come musicista, erano ormai trascorsi cinque anni dalla lettura dei testi e mi sembrava un progetto irrealizzabile. Le dissi di cavarsela da sola. Un giorno, dopo la preghiera del vespro, in Sardegna, mi cantò un verso di uno scritto di Teresa d'Avila "Moro perché non moro", dicendomi di tenere a mente le parole e la melodia. Lei era smemorata. Non avevamo un registratore, tantomeno le strade sterrate di campagna non aiutavano a catturare l'atto creativo del momento. Ricordo che si creò comunque un'atmosfera magica. Ebbe quella che noi cristiani chiamiamo "ispirazione". Fu il punto d'arrivo di un lungo percorso di conversione e meditazione, un punto di partenza dal punto di vista artistico.

 

Prima di conoscere la spiritualità carmelitana, Giuni inizia il suo cammino cristiano grazie a  Sant'Ignazio di Loyola.

Meditava sugli "Esercizi Spirituali" e ne rimase colpita a tal punto che volle praticarli. Ho ancora con me il libro che leggeva copiosamente, con sue annotazioni e sottolineature. Si chiedeva chi potesse guidarla in questo esercizio, dove trovare il sacerdote o la comunità per vivere un'esperienza simile.  Ci siamo messi alla ricerca di un istituto e andammo in un monastero in Toscana. Nei pressi di Sansepolcro (Arezzo), trovammo un'indicazione con su scritto "Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola". Lei disse: "Non è possibile, gira subito, andiamo a vedere!". Ci accolsero delle suore che gestivano una casa di spiritualità dove venivano proposti gli esercizi ignaziani. Vista la possibilità di seguirli a Milano, città dove abitavamo, ci indicarono la casa di spiritualità delle Suore del Cenacolo e lì cominciammo gli esercizi guidati da un gesuita. Le suore divennero poi nostre amiche e madrine di cresima.

 

E in quella casa avvenne un altro incontro...

Quando cominciammo gli esercizi, andammo in biblioteca dalle suore. Improvvisamente Giuni puntò il dito verso un libro posto assai in alto su uno scaffale. Chiese alla madre superiora se poteva prestarglielo. Era la biografia di Santa Teresa d'Avila, "Fuoco in Castiglia".

Tra i tanti libri puntò proprio quello? 

Certo. Come incontrammo quella freccia sulla strada che ci indicò la via da percorrere per gli esercizi spirituali ignaziani, mentre invece stavamo andando in un altro luogo, così incrociammo la vita di santa Teresa grazie all'istinto di Giuni e chissà... al caso. Cominciò ad appassionarsi di Santa Teresa, Edith Stein e Giovanni della Croce fino al punto di musicarne alcuni poemi.

 

Una cosa stupisce di Giuni: la capacità di "sbriciolare" la mistica cristiana, un tema ostico e mai apparso nelle canzoni che convergono verso la spiritualità, solitamente ispirate - nella stesura dei testi -  alla letteratura biblica. Come è riuscita nell'impresa?

 

Credo ci fosse una predisposizione che venisse dall'Alto, unita a una grande forza di volontà. È sempre stata determinata. Fin da bambina sognava di fare la cantante e voleva diventarlo in maniera non usuale, come invece siamo abituati a vedere oggi, dove basta avere un pò di voce per pretendere di fare musica e avere successo nel più breve tempo possibile.  Lei ha seguito l'istinto e non le logiche di mercato.

 

Quanta distanza c'è tra un pezzo leggero come "Un'estate al mare" e "Il Carmelo di Echt", un brano che racconta la deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz di Edith Stein?

Una distanza siderale, direi. Quando fu proposto a Giuni di incidire "Un'estate Al Mare" accettò per gioco, convinta poi di poter interpretare brani a lei più consoni. Questo non fu possibile, se non per l'intervento provvidenziale di Franco Battiato. Le case discografiche spingono sempre sul commerciale e progetti alternativi mettono in ansia le Major. Ancora oggi manager senza scrupoli mi chiedono con insistenza di editare "Un'estate al Mare" e "Alghero" per fare soldi. Ma i soldi poco interessavano. L'ostracismo dei discografici fece molto soffrire Giuni che lo stesso non rinunciò al suo modo di scrivere musica e d'interpretarla. Fino ad arrivare a brani come "Il Carmelo di Echt" di Juri Casmisasca sul sacrificio di Santa Teresa Benedetta della Croce, "La sua figura" e molti altri.

 

"La sua figura" è uno dei pezzi più intensi dell'intera discografia di Giuni. Ad un recente festival di musica ho consigliato al direttore artistico di inserirla nel palinsesto. Il soprano scelto per l'interpretazione, ascoltandola la prima volta, ha pianto per la commozione. Cosa si prova di fronte a reazioni del genere? 

L'affetto della gente verso Giuni è indescrivibile. Un sentimento che s'accompagna a un senso di rabbia per come Giuni è stata maltrattata dall'industria discografica italiana. In un momento di sconforto, voleva lasciare la musica. Lei non si piegò mai alle strategie di mercato e il risultato delle sue scelte coraggiose si manifesta nelle reazioni positive del pubblico.

Forse non tutti sanno che l'ispiratore de "La Sua Figura" è San Giovanni della Croce.

 

Potremmo definirla come sorella di "Moro Perché Non Moro". Mentre Giuni suonava il pianoforte, la canzone sgorgò spontaneamente dopo aver letto un verso di un poema di San Giovanni della Croce: "Sai che la sofferenza dell'amore non si cura, se non con la presenza e la sua figura" (Dove mai ti celasti). Costruimmo poi il testo intorno all'inciso.

 

"La sposa" è un brano interpretato insieme alle Carmelitane Scalze del monastero di Milano, dove ora riposa Giuni. Come siete riusciti a convincere le claustrali a cantare?

 

E' bastato portare tutto l'occorrente per la registrazione e far passare un microfono tra le grate. Le suore amavano  Giuni. Vincendo qualche piccola e naturale resistenza, hanno cantato a cappella. Giuni era di casa in quel monastero a tal punto che scelse, in punto di morte, d'essere lì seppellita. 

 

L'Italia è in debito di riconoscenza nei suoi confronti. Ci si dimentica e in fretta di grandi artisti che hanno fatto la storia della musica. Cosa fare per conservare la memoria di Giuni? Alice nel suo ultimo album "Lungo la strada" omaggia Giuni e reinterpreta "A' cchiu' bella", un testo di Totò da lei già cantato. Basterà?

 

Alice è stata una grande amica di Giuni, cosa molto rara nel mondo dello spettacolo. Un'artista sensibile e vicina. Vorrei creare a Milano un museo per conservare la memoria di Giuni Russo. Supereremo  presto sicuramente tutti i problemi organizzativi, mentre curiamo varie pubblicazioni musicali postume, come il cd "Cercati in me"  (pubblicato nel 2008) dove interpreta "Il Cantico dei Cantici" e "Il Cantico spirituale" di San Giovanni della Croce e alcuni testi di Santa Teresa.

 

Pubblicato il 30 aprile 2010 da: https://lettovisto.myblog.it/2010/04/30/il-fuoco-sacro-di-giuni-russo/

 

P.S.

Le sue interpretazioni, dopo la conversione, trasmettono emozioni molto profonde e sono un viaggio interiore anche per chi deve affrontare sofferenze come il tumore che ha vissuto nell'ultimo periodo della sua vita terrena.

Ognuno ha la sua strada e il suo percorso Interiore è passato attraverso queste esperienze che hanno scosso la sua Anima.

Il suo corpo fisico è stato sepolto nel cimitero delle monache carmelitane scalze.

 

Nacque il 10 settembre 1951a Palermo

E abbandonò il corpo il 14 settembre 2004 a Milano

 

 

Giuni Russo con le Carmelitane Scalze - La sposa

(Dopo 45 secondi comincia il coro delle Carmelitane Scalze)

 

 

Nel prossimo post pubblicherò un brano di Giuni Russo struggente e bellissimo in una doppia versione....non mancate...

 
 
 

PALLINA HA SEMPRE AMATO

Post n°1399 pubblicato il 09 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

Un mese fa PALLINA è andata nell'Aldilà.

PALLINA ha sempre amato sua madre MUSIC e il fratello LEO, ma anche me e SPEEDY, la tartaruga.

Fin da quando ho portato a casa SPEEDY, PALLINA andava a trovarlo (è maschio) e anche SPEEDY la cercava, uscendo dalla vaschetta e andando da Lei, che addirittura gli faceva degli scherzi, mettendosi dietro la porta per poi comparire all'improvviso.

                                                                                                       

PALLINA SPEEDY

 

                                                                                                                                        

Pure ultimamente, quando PALLINA era in fase avanzata di malattia, voleva andarlo a trovare e si metteva davanti alla vaschetta a vegliarlo.

Verso la fine, avendo poche forze, tendeva a tenere la testa bassa...è capitato che SPEEDY, vedendo solo le orecchie deve aver pensato a un agguato o qualcosa del genere e l'ha morsa proprio all'orecchio. E' stata una scena drammatica perché ho subito sollevato PALLINA e SPEEDY è rimasto attaccato all'orecchio....

Questo è avvenuto 1-2 giorni dopo questa foto

Nonostante tutto nei giorni seguenti e con poche forze PALLINA, sentendo che ormai era alla fine,  voleva continuare ad andare a trovarlo perché capiva che poteva essere l'ultima volta che poteva stargli vicino... Naturalmente ero presente anche io e la tenevo un po' a distanza...

Questo dimostra che comunque PALLINA ha voluto dimenticare l'evento negativo e che in Lei ha prevalso l'Amore e non la paura di essere morsa.

 

Mi sembra importante voler ricordare questo.

Gli animali amano e PALLINA lo ha dimostrato fino alla fine.

 

Mia cara PALLINA, detta PALLINELLA

Ti amo tantissimo 

 
 
 

Aivanhov: DATE E VI SARA' DATO

Post n°1398 pubblicato il 05 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

L'IMPORTANZA DEL DONARE

 

AIVANHOV

 

"Esiste una legge per cui, quando si fa un vuoto in un luogo dello spazio, qualcosa viene immediatamente a colmarlo.

Questa legge fisica si applica anche alla vita psichica, cioè quando si dà, si riceve.

Quando avete vuotato i vostri serbatoi interiori, perché avete dato il vostro Amore ed i vostri buoni pensieri a tutte le creature, qualcosa arriva immediatamente dall'alto per riempirvi.

Perciò amate e sarete amati.

Date e vi sarà dato.

Date anche quello che vi manca ed otterrete.

Desiderate essere illuminati e non sapete come attirare a voi la luce?

È molto semplice: cominciate con l'illuminare chi è meno illuminato di voi e riceverete Luce, perché in questo caso un altro essere, che possiede più Luce di voi, verrà a darvi la sua luminosità".

Omraam Mikhael Aivanhov 

 
 
 

PERCHE' CREDERE ANCHE SE NON SI VEDE? di Rudolf Steiner

Post n°1397 pubblicato il 01 Luglio 2021 da alf.cosmos
 
Foto di alf.cosmos

CAPTARE LE CONNESSIONI

 

 meditazione

 

 

Se qualcuno chiede: Ma come posso fidarmi di ciò che dicono i ricercatori spirituali, quando non riesco a vedere da solo? - la domanda è in realtà ingiustificata. Perché è perfettamente possibile, con una semplice riflessione, arrivare alla sicura convinzione che le comunicazioni siano vere.

Se qualcuno si trova incapace di farlo, non è perché è impossibile "credere" a qualcosa che non si vede; è dovuto al fatto che il pensiero di cui disponiamo non è stato sufficientemente liberato dai pregiudizi, almeno non in modo completo o abbastanza profondo.

Per essere sufficientemente chiari su questo punto, dobbiamo essere pronti a riconoscere che il pensiero dell'uomo può, se si applica con energia e determinazione, afferrare più di quanto si supponga generalmente. Perché questo pensiero ha al suo interno una realtà interiore dell'essere che ha una connessione con il mondo supersensibile.

L'uomo è, di regola, incosciente della connessione, poiché è abituato ad applicare la sua facoltà di pensiero al solo mondo dei sensi; quindi, quando sente delle comunicazioni dal mondo supersensibile, le stabilisce come incomprensibili. Sono comunque completamente comprensibili e non solo per coloro il cui pensiero è stato educato attraverso l'addestramento spirituale.

 

Tratto da "La Scienza occulta" di Rudolf Steiner