Creato da algori il 31/01/2007

quello che sono

Storie di tutti i giorni

 

 

LETTERA APERTA

Post n°161 pubblicato il 18 Aprile 2011 da algori
Foto di algori

 

Seduto sulla panchina, con lo sguardo perso chissa dove, e la mente avvolta tra mille pensieri. Mi chiedo il perché di questa malinconia. Questo vuoto che sento dentro ogni giorno che passa. Sono talmente tante le cose che vorrei fare, le sensazioni ed i brividi che vorrei vivere…… ed invece. Quando accade questo non mi limito a sperare arrivi sera, per consentire al tempo di cancellare un giorno triste, ed aspettare il mattino che al risveglio, la vita mi conceda un altro giorno da vivere. Se guardo avanti è tutto così incerto, da non concedermi il più piccolo appiglio su cui aggrapparmi e superare questo momento. Ed allora mi volto indietro chiedendomi come sono arrivato a questo punto e mi accorgo che………

La vita, la famiglia, i figli, hanno portato via tutti i nostri pensieri, i sogni i desideri. Ci siamo limitati a vivere aspettando il finire del giorno e ripartendo quello successivo. In corsa verso chissa dove. A dare risposte e presenza a chi ci chiedeva aiuto. E’ stato come salire in auto per un lungo viaggio, ed aver pigiato forte sull’accelleratore per arrivare alla meta nel più breve tempo possibile, senza aver assaporato nemmeno per un istante il paesaggio che attraversavamo nel nostro peregrinare. E per non rischiare di arrivare alla meta ed aver perso tutto, mi concedo in questo istante una pausa. Mi guardo attorno e mi accorgo che sono cosi tante le cose belle che mi circondano che resto ammutolito a cercare risposta del perché abbia corso cosi tanto e la malinconia di tutto ciò che è passato ed ho perso senza nemmeno rendermene conto.

Posso cambiare tutto. Posso fare della mia vita meglio di ciò che è stata fino ad ora. Posso………..

Posso farlo solo se a fermarmi non sono solo io, ma anche la persona che è al mio fianco……

Ma bisogna voler fermarsi, e non riesco a spiegarle il perché o forse è lei a non voler sentire ragione.

Vorrei che ci sedessimo su questa panchina ed insieme guardassimo dentro noi stessi ed al nostro cuore.

Vorrei lasciare per qualche istante che chi ci circonda percorresse pochi metri della loro vita senza che noi ce ne occupassimo come stiamo facendo ora, sempre accorti a proteggerli…. Ma da chi non lo sappiamo neppure noi.

Vorrei dedicassimo un po di tempo a noi stessi. A capire cosa stiamo facendo e dove stiamo andando.

Vorrei fermassimo il tempo, guardassimo dentro il nostro cuore. Imparassimo cosa significa vivere e volersi bene.

Vorrei crescere nell’intelletto, imparare a sognare, capire il significato vero della vita, rafforzare i miei sentimenti, dare ascolto ai brividi del mio cuore, limitare la ragione e dare ascolto all’amore.

Ogni parola, espressione, scelta, considerazione, discuterla, ponderarla, litigare, cambiare idea, combattere, vincere, perdere……..

Capire il perché dei nostri atteggiamenti, l’evoluzione della nostra eta dove ci porta, le nostre scelte che ci spingono verso errori

Esplorare nuovi mondi, nuovi modi di pensare, ciò che ci rende felici, cio che ci regala l’amore.

 

Non c’è tempo. Non riesco a fermarla. Mi trascina dentro il vortice della vita….. e…….

Ed è già un altro giorno.

Quella panchina è già dimenticata. I pensieri fatti oramai solo un ricordo…

Questa è la vita.

 
 
 

YARA

Post n°160 pubblicato il 14 Marzo 2011 da algori
Foto di algori

Sono diversi giorni che ci penso e non riesco a liberare la mente fino a quando non metterò su carta questo mio disappunto.

Per un uomo come me, che è padre di una bambina di 10 anni che fa ginnastica e va in palestra come Yara, che non riesce ad immaginare dolore più grande di perdere la propria figlia in quel modo, che solo quando vedo l’immagine di quella bambina nella palestra mi manca il respiro perché se accadesse a mia figlia ne potrei morire…

Per uno come me che sa ancora piangere quando riceve un abbraccio dai propri figli, e che per loro sogna le cose più belle di questo mondo, quando invece la realtà di ogni giorno descrive tali orribili accadimenti da far crollare il più forte uomo di questo mondo…

Chiedo e supplico con tutto il cuore Voi giornalisti, cronisti, presentatori di telegiornali, di approfondimenti e quant’altro di smetterla di descrivere con così solerte dovizia di puntualizzazioni, di precisazioni, di immagini, il modo in cui Yara è stata uccisa.

Riuscite per un solo istante ad immaginare cosa provano il padre e la madre di quella bambina quando sentono al telegiornale un giornalista dire che la loro figlia è stata dissanguata? E’ stata oggetto di un rito satanico, è stata colpita con più oggetti….

Riuscite a fermarvi un solo istante e spiegarmi il perché dovete riferire al mondo intero tali precisazioni, tali parole prive del benché minimo rispetto verso le persone che davvero Yara la amano e non certo voi che vi ritenete paladini della verità e vi sentite in dovere di riferire qualsiasi puntualizzazione di questa tragedia nascondendovi dietro al diritto di cronaca ma con il solo scopo e fine di raccogliere ascoltatori per la vostra trasmissione??

Vi chiedo e vi supplico. Smettetela di esporre le notizie senza dare ascolto al vostro cuore. Se non ci sono novità proferibili senza offendere la sensibilità delle persone coinvolte nei fatti orribili che dipingono la nostra vita ogni giorno, sostituite il telegiornale della sera con un cartone animato, o un film romantico e d’amore, un documentario per i nostri figli che di certo insegna molto di più delle Vostre parole.

Vi supplico ed imploro, siate più sensibili nelle vostre affermazione ed usate la stessa attenzione che impiegate nell’esposizione di ragioni politiche tra destra e sinistra, anche tra il cuore e la ragione. Vedrete che tante cose vi sembreranno migliori.

Un abbraccio sincero a te Yara che di certo sei lassù in cielo. Una lacrima, un sorriso, un dolce pensiero, una supplica…… proteggi ora che sei un’angelo…. Noi piccoli uomini ed i nostri cuori.

 

 
 
 

FINE SETTIMANA DI RIPOSO

Post n°159 pubblicato il 07 Marzo 2011 da algori

Dopo le tensioni sul lavoro dei giorni scorsi, un fine settimana di sole e riposo era proprio ciò di cui avevo bisogno. Sabato e domenica lassù nel mio paradiso lontano da tutto e da tutti solo con i miei pensieri, e con la spensieratezza che solo quel luogo mi sa dare. Partenza da casa sabato in tarda mattinata dopo aver fatti gli ultimi lavori a casa. Arrivo giusto ad ora di pranzo lassù con i miei genitori. Giornata un po nuvolosa, ed allora un breve riposino e poi passeggiata solitaria per il paese, su e giù per le vie ed ammirare case e paesaggio. Cuffie e musica anni 80, e camminare è quasi come volare. Rientro dai miei, partita a carte e chiacchierata rigenerante, a ridere di noi e dei nostri ricordi. Cena con loro, birra in un bar del centro paese e poi rientro a casa mia. Strada facendo mi chiama mia sorella Anna, e mi tiene al cellulare per oltre un’ora a raccontarsi, a dirmi come sta, i pensieri e le riflessioni ora che si sta separando dal marito. Erano anni che non parlavamo cosi noi due, mi è mancata davvero tanto. E poi a dormire. Al mattino, dopo essermi alzato faticosamente dal letto, prendo la macchina, e via RIVA DEL GARDA. Passeggiata tranquilla per il paese, colazione al bar, lettura prolungata del giornale seduto sulla panchina in riva al lago sotto un bellissimo sole fino ad ora di pranzo. Pranzo dai miei, gita turistica sul parco fatto da mio padre, passeggiata per il paese con musica anni 80, e poi rientro a casa.  Non ho pensato al lavoro un solo istante. La giornata era talmente bella da rubare e riempire tutti i miei pensieri. Da solo, quanti sogni e serenità sono riuscito a ritrovare. Fantastico, devo rifarlo almeno una volta al mese per ritornare quello che ero. Buon inizio di settimana a tutti.

 
 
 

GRAZIE DANIELE

Post n°158 pubblicato il 19 Novembre 2010 da algori
Foto di algori

Al lavoro, dopo la 3° riunione della giornata in cui strategie, procedure, budget e risultati sono l’obiettivo da raggiungere sopra ogni cosa, come se al mondo non esistesse null’altro se non il fatturato ed i lavori da realizzare. Suona il cellulare, mi apparto per rispondere. Dall’altra parte una vocina ‘Ciao papà’, rispondo con la voce roca e seria ‘Ciao Daniele’.

Ieri sera sono tornato a casa, l’ho abbracciato, baciato, chiesto com’era andata la giornata. Era allegro ma c’era qualcosa che non andava e non riuscivo a capire. Tira fuori il libretto della scuola e mi chiede di firmare un brutto voto. Rimango in silenzio, già l’avevo avvisato che non volevo vedere brutti voti. Lui scherzando insiste ‘dai papà firma’. Prendo la penna e tranquillamente mentre firmo gli dico ‘con questa firma ti sei giocato il portatile che volevo regalarti a natale’. D’un tratto si fa serio e non parla più.  Più tardi lo accompagno a dormire ‘Buona notte daniele’ Buona notte papà, ‘Ti voglio bene’ io di più risponde. ‘Ciao tesoro mio’ Ciao pa’. E da allora non ci siamo visti più.

 Rispondo quindi ora al telefono ‘dimmi Daniele cosa succede’. Urlando dalla felicità ‘papà ho preso 10 e lode, la professoressa ha detto che sono stato bravissimo ed ho studiato più di quello che dovevo. Posso giocare un’ora alla play station sabato come premio?. Gli rispondo certo daniele sei stato bravissimo. Daniele ancora ‘Vieni a casa presto papà stasera perché so che devi andare via ma vorrei che firmassi tu il voto’. Va bene daniele, ci vediamo dopo.

Non so, forse vi sembrerò sciocco, ma per fortuna ero in una stanza solo al buio ed ho pianto. Ed anche con gli occhi lucidi ancora, non riesco a pensare soddisfazione e momento più dolce di questo. Ecco perché ho sempre voluto essere papà.

 
 
 

NOVEMBRE 2010

Post n°157 pubblicato il 19 Novembre 2010 da algori
Foto di algori

Mentre tutto ciò che mi circonda continua a travolgere e riempire a dismisura le mie giornate, mi fermo un istante. Guardo fuori. Uno splendida giornata di sole e siamo già a fine novembre. Una canzone di Ramazzotti passa nella mia mente, seppur triste e malinconica. E’ passato un altro anno ancora e tante sono le cose successe …… così in fretta…. Scivolate via senza lasciare alcun segno e pochi e lievi ricordi quasi fossero inutili e senza senso. Eppure credetemi cosi non sono….. Sebbene il lavoro e la vita trascorrano freneticamente, ci sono istanti, flash, attimi che rimangono dentro e che lasciano il segno. Non ho altra scelta. Per far si che nulla vada perso devo riprendere a scrivere e a trasferire su questa pagina la mia vita, che forse, anzi spero e ne sono certo, sarà speciale e tutta da raccontare.

 
 
 

il sogno nel cassetto

 

UN GRANDE UOMO

Anche per me, la fede, ha gli occhi ed il coraggio di quest'uomo

 

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