Ultimamente l'horror si aggrappa al lato perturbante del cellulare. Del resto era inevitabile. Perché dall'automobile al frullatore, al tagliaerba è tutto un rincorrersi di oggetti capaci di trasformarsi in porte, accessi nell'al di là. Tutto benissimo. I fantasmi son serviti come si conviene. Con quegli effetti speciali visivi ed acustici che li rendono anche così affascinanti. Però si può notare una certa standardizzazione dell'ectoplasma. Insomma dopo Poltergeist si ha la sensazione che sono trent'anni che i vecchi lenzuoli si sono trasformati in interferenza elettromagnetica. Non a caso l'esperto di turno, un po' sull'onda esorcistica, assimila le presenze alla luce. Quindi non meravigliatevi se filtrano nei segnali telefonici. Si tratta sempre di onde. Tutta questa elettromagnetizzazione, scusate la parola, del morto ritornato, fa sempre meno effetto di uno zombie qualunque. Il fantasma elettrico, tutto sommato, è una creatura igienizzata, anche se mostra brutti segni o espressioni un po' prese a prestito da Munch. E del resto il film poi ha bisogno di corpi putrescenti per aumentare il livello di disgusto. Ma infine tutto è molto composto. Non ha deviazioni questa versione di Valette. E The Call di Miike, pur non essendolo, sembra al confronto un capolavoro!