AMARE DAVVERO

Post N° 40


L’AMORE  Quando l’amore vi chiama, seguitelo, Benché  le sue vie siano faticose  e ripide.E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a esso,Quantunque la spada nascosta tra le sue piume vi possa ferire.            E quand’esso vi parla, credetegli,            Sebbene la sua voce possa frantumare i vostri  sogni come il vento del nord devasta il giardino.Poiché proprio come l’amore vi incorona, così vi crocifiggerà. Come è per la vostra crescita, così favorisce la vostra potatura.Proprio come sale fino alla vostra altezza per accarezzare i vostri più teneri rami che tremano nel sole,Così esso scenderà alle vostre radici per scuoterleDov’esse sono più fortemente attaccate alla terra.  Come covoni di grano vi raccoglie a sé. Vi trebbia per mettervi a nudo.Vi setaccia per liberarvi  dalle vostre pellicole.Vi macina sino a rendervi candidi.  Vi impasta sino a quando  non sarete flessibili,             E poi vi cede al suo sacro fuoco, affinché voi possiate diventare pane sacro per la santa mensa di Dio.Tutte queste cose farà a voi l’amore affinché possiate conoscere  i segreti del vostro cuore, e in quella conoscenza diventare così un frammento del cuore della Vita.Ma se per paura cercherete  dell’amore soltanto la pace e il piacere,Meglio sarebbe allora per voi coprire la vostra nudità,uscire dall’aia dell’amore,Ed entrare nel mondo senza stagioni dove voi riderete, però non tutto il vostro riso, e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.L’amore non dà nient’altro che se stesso e non prende nulla se non da se stesso.L’amore non possiede, né vorrebbe essere posseduto,Perché l’amore basta all’amore.  Quando amate non dovreste dire: “Dio è nel mio cuore”, ma piuttosto “Sono nel cuore di Dio”. E non pensiate di poter dirigere il corso dell’amore, perché è l’amore, se vi trova degni, a dirigere il vostro corso.  L’amore non ha nessun altro desiderio  che quello di adempiersi. Ma se nel vostro amore non potete fare a meno di desiderare, fate che questi siano i vostri desideri:Sciogliersi ed essere come un ruscello che canta la sua melodia alla notte.Conoscere la pena di troppa tenerezza.Essere feriti dalla comprensione stessa dell’amore.E sanguinare volentieri e con gioia.Destarsi all’alba con un cuore alato e render grazie per un altro giorno d’amore;Riposare nell’ora del meriggio e meditare l’estasi dell’amore;Rincasare la sera con gratitudine,E addormentarsi con una preghiera in cuore per l’amato e un canto di lode sulle labbra.      Tratto dal libro di Kahlil Gibran, Il Profeta,  Universale Economica Feltrinelli