Attualmente, la dipendenza affettiva, non è stata classificata come patologia nei vari sistemi diagnostici psichiatrici, come il DSM IV e si cerca di farla rientrare nei vari disturbi contemplati in essi, anche se ricerche svolte in questo campo, come quelle di Giddens, la vorrebbero vedere come un disturbo autonomamente inserito. Secondo quest'ultimo la dipendenza presenta alcune specifiche caratteristiche: L’"ebbrezza" (il soggetto affettivamente dipendente prova una sensazione di ebbrezza dalla relazione dei partner, che gli è indispensabile per stare bene).La “dose” - il soggetto affettivamente cerca “dosi” sempre maggiori di presenza e di tempo da spendere insieme al partner. La sua mancanza lo getta in uno stato di prostrazione. Il soggetto esiste solo quando c’è l’altro e non basta il suo pensiero a rassicurarlo, ha bisogno di manifestazioni continue e tangibili. L’aumento di questa “dose”non di rado esclude la coppia dal resto del mondo. Se la dipendenza è reciproca la coppia si alimenta di se stessa. L’altro è visto come un’ evasione, come l’unica forma di gratificazione della vita. Le normali attività quotidiane sono trascurate quotidianamente. L’unica cosa importante è il tempo trascorso con l’altro perché è la prova dela propria esistenza. Quando il partner non c’è il soggetto sente di non esistere e non è in grado nemmeno di “pensare” ad una vita in cui il partner non ci sia. In realtà questo modello di pensiero rivela un basso grado di autostima. Perdita dell’Io – nella dipendenza affettiva esiste un alto rischio di perdita del sè, della propria capacità critica e quindi, a maggior ragione, della critica dell’altro, vissuto come irrinunciabile affetto. Il senso di perdita di identità è seguito da sentimenti di vergogna e di rimorso. In alcuni momenti si percepisce qualcosa di distorto nella relazione con l’altro, che la dipendenza è nociva e che se ne vorrebbe fare a meno, ma la constatazione di essere intrappolati in un modello dipendente fa sentire indegni e quindi spinge ancora di più verso l’abbraccio dell’altro che accoglie e perdona, ben felice, talvolta, di possedere. La dipendenza è percepita come un’esperienza speciale e lo è nel senso che null’altro è altrettanto soddisfacente. Secondo Giddens, la dipendenza affettiva è una reazione difensiva ed una fuga, un riconoscimento di mancanza di autonomia.
Post N° 71
Attualmente, la dipendenza affettiva, non è stata classificata come patologia nei vari sistemi diagnostici psichiatrici, come il DSM IV e si cerca di farla rientrare nei vari disturbi contemplati in essi, anche se ricerche svolte in questo campo, come quelle di Giddens, la vorrebbero vedere come un disturbo autonomamente inserito. Secondo quest'ultimo la dipendenza presenta alcune specifiche caratteristiche: L’"ebbrezza" (il soggetto affettivamente dipendente prova una sensazione di ebbrezza dalla relazione dei partner, che gli è indispensabile per stare bene).La “dose” - il soggetto affettivamente cerca “dosi” sempre maggiori di presenza e di tempo da spendere insieme al partner. La sua mancanza lo getta in uno stato di prostrazione. Il soggetto esiste solo quando c’è l’altro e non basta il suo pensiero a rassicurarlo, ha bisogno di manifestazioni continue e tangibili. L’aumento di questa “dose”non di rado esclude la coppia dal resto del mondo. Se la dipendenza è reciproca la coppia si alimenta di se stessa. L’altro è visto come un’ evasione, come l’unica forma di gratificazione della vita. Le normali attività quotidiane sono trascurate quotidianamente. L’unica cosa importante è il tempo trascorso con l’altro perché è la prova dela propria esistenza. Quando il partner non c’è il soggetto sente di non esistere e non è in grado nemmeno di “pensare” ad una vita in cui il partner non ci sia. In realtà questo modello di pensiero rivela un basso grado di autostima. Perdita dell’Io – nella dipendenza affettiva esiste un alto rischio di perdita del sè, della propria capacità critica e quindi, a maggior ragione, della critica dell’altro, vissuto come irrinunciabile affetto. Il senso di perdita di identità è seguito da sentimenti di vergogna e di rimorso. In alcuni momenti si percepisce qualcosa di distorto nella relazione con l’altro, che la dipendenza è nociva e che se ne vorrebbe fare a meno, ma la constatazione di essere intrappolati in un modello dipendente fa sentire indegni e quindi spinge ancora di più verso l’abbraccio dell’altro che accoglie e perdona, ben felice, talvolta, di possedere. La dipendenza è percepita come un’esperienza speciale e lo è nel senso che null’altro è altrettanto soddisfacente. Secondo Giddens, la dipendenza affettiva è una reazione difensiva ed una fuga, un riconoscimento di mancanza di autonomia.