Lei è RITA una bimba di 11 anni, nata ad Açailândia, a 750 km da São Luis, in una periferia molto povera fatta di case di fango e paglia e cresciuta qui insieme a 11 fratelli. Nel 2006 Rita viene a Casa Riod con la mamma per iniziare a curare, presso l’ospedale della capitale, il Mielomeningocele, una grave malformazione che ha dalla nascita e che è peggiorata a causa delle precarie condizioni igieniche in cui è vissuta. Questa malattia le ha provocato la paralisi della vescica, con conseguente incontinenza vescicale e fecale e paralisi di una gamba. Dopo quattro mesi di soggiorno a Casa Riod, la mamma ci comunica la decisione di trasferirsi con Rita presso un’amica, per accorciare il tragitto verso l’ospedale. Pochi giorni dopo una telefonata ci informa che Rita è stata abbandonata; da quel momento il Tribunale dei Minori ne affida la tutela a S.V.A.M. Rita ha un sorriso delicato e una dolcezza in quegli occhi che no, non si può raccontare a parole, però oggi non ha più i reni funzionanti, a causa dell’aggravarsi della sua malattia. È entrata in emodialisi, tre volte alla settimana, in attesa del trapianto. Ogni giorno lottiamo al suo fianco. A volte è molto faticoso ma in certi momenti è anche “terribilmente bello”, perché lei ci insegna molto sulla forza, sulla speranza e sull’importanza di ogni giornata.
LA STORIA DI RITA
Lei è RITA una bimba di 11 anni, nata ad Açailândia, a 750 km da São Luis, in una periferia molto povera fatta di case di fango e paglia e cresciuta qui insieme a 11 fratelli. Nel 2006 Rita viene a Casa Riod con la mamma per iniziare a curare, presso l’ospedale della capitale, il Mielomeningocele, una grave malformazione che ha dalla nascita e che è peggiorata a causa delle precarie condizioni igieniche in cui è vissuta. Questa malattia le ha provocato la paralisi della vescica, con conseguente incontinenza vescicale e fecale e paralisi di una gamba. Dopo quattro mesi di soggiorno a Casa Riod, la mamma ci comunica la decisione di trasferirsi con Rita presso un’amica, per accorciare il tragitto verso l’ospedale. Pochi giorni dopo una telefonata ci informa che Rita è stata abbandonata; da quel momento il Tribunale dei Minori ne affida la tutela a S.V.A.M. Rita ha un sorriso delicato e una dolcezza in quegli occhi che no, non si può raccontare a parole, però oggi non ha più i reni funzionanti, a causa dell’aggravarsi della sua malattia. È entrata in emodialisi, tre volte alla settimana, in attesa del trapianto. Ogni giorno lottiamo al suo fianco. A volte è molto faticoso ma in certi momenti è anche “terribilmente bello”, perché lei ci insegna molto sulla forza, sulla speranza e sull’importanza di ogni giornata.