STRENGHT OF THE WIND

INCAZZATURE....


Mi godo il sottofondo di questa canzone di Sting per ricordare qualcosa del mio passato, quando a 16 anni ho cominciato a lavorare in campagna a giugno partivo con le mie valigie e fino a settembre inoltrato rimanevo dove vivo ora a lavorare. Non è esattamente un lavoro d'ufficio, anzi direi che non è un lavoro come un altro visto che per la frutta è tutto un altro discorso. A seconda di come la raccogli la fatica cambia, da immensa per le cassette di legno a sopportabile per i grandi cassoni per i centri commerciali. Ricordo tutti questi anni fino al 2007, l'ultimo anno, anche il più difficile visto che dal 2006 avevo cominciato a sentire il peso di un mio problema ancora irrisolto. In quegli anni non mi ha mai spaventato la fatica, anzi, direi che mi piace sentire la maglietta che si attacca alla pelle per il sudore, non ho mai pensato alle ore in una giornata, mai pensato a quanto male potessi sentire alle braccia o alla schiena, al sole che brucia la pelle... niente di tutto questo.... La difficoltà più grande era affrontare ogni giorno mio zio... Non sapevi mai come si alzava, non sapevi quali problemi avesse in testa, non sapevi nulla, magari poteva arrivare con la colazione e un attimo dopo urlare come un pazzo per qualsiasi cosa... era un pò pescare un terno al lotto... il problema era che non potendo o magari non volendo urlare con dei dipendenti urlava con me... nessun problema perchè ero già grosso a 11 anni non credo di aver mai avuto problemi a sopportare qualsiasi cosa, un pò perchè alla fine della giornata sapevo che avevo fatto tutto nel migliore dei modi, un pò perchè sapevo che se urlava aveva qualcosa che gli era successo a casa o dai miei nonni. E io in quell'attimo che lui era lì era come se sfogasse tutto quello che ribolliva dentro. Alla sera quando arrivava sapeva che durante il giorno aveva urlato per nulla e mi guardava dispiaciuto, io prendevo la bici e andavo a casa... quando invece non veniva alla fine della giornata io cercavo un angolo lungo il fiume e mi sedevo a guardare le rane saltellare tra una ninfea e l'altra... quando a settembre andavo via lui spesso piangeva, perchè sapeva che una stagione era finita e nonostante l'età toccava a lui sopportare tutto quello che facevo io e spesso mia nonna diceva che piangeva perchè sapeva che tutte le volte che mi urlava era solo perchè il suo momento in quella giornata non era facile... Non so, forse sono sempre stato bravo a capire, forse cerco solo di essere me stesso....  da qualche anno non c'è più nulla solo terra nuda... e quest'anno ci saranno un mare di pannocchie... una stagione della vita è finita... è solo una storia un pezzo della mia storia...