ANTILAZIO

SPECIALE: DI PADRE IN FIGLIO [II° PARTE]


4- Nel 1927 vincemmo scegliendo di non essere voi...Verbale della seduta tenutasi nella sede della Lazio il 6 corrente (GIUGNO 1927 ndr.) alle ore 22:00. Presenti per la Lazio Vaccaro e Bitetti, vicepresidenti; Delodi, segretario; Palmieri, Saraceni, Giuliani e Contin, consiglieri. Per la Fortitudo Saraceni Gioacchino, Sampaolesi Enrico, De Bernardis Amerigo, Bartoli Sebastiano, Righini, Bonetti.Aperta la discussione, il console Vaccaro scusa l'assenza del presidente generale Varini, porta il saluto della Lazio ai colleghi della Fortitudo, dichiara che la Lazio è pronta a venire a una combinazione con la Fortitudo nell'interesse precipuo dello sport calcistico romano, aggiunge che l'on. Igliori, presidente dell'Alba, ha in precedenza dichiarato che egli, qualora si addivenga ad una combinazione con la Fortitudo, si impegna per la Società di aderire alla combinazione ed alle stesse condizioni che si stabiliranno con la Fortitudo. Il vicepresidente Vaccaro, per brevità della discussione, dice di aver raggiunto in alcuni punti la materia da discutere e precisamente: Denominazione sociale, Colori, Consiglio sociale, Giocatori, situazione finanziaria, revisione soci. I rappresentanti della Fortitudo contraccambiano i sentimenti espressi dal console Vaccaro, scusano l'assenza del comm. Foschi che ha dovuto improvvisamente recarsi fuori Roma e chiedono che sia data la precedenza alla questione finanziaria. Il sig. Giorgio Vaccaro per la Lazio dichiara che la Società desidera un riconoscimento integrale del debito fatto per acquistare il posto in Divisione Nazionale in complessive lire 200.000, riconoscendo altresì il debito della Fortitudo in proporzione del 50% dello scoperto di lire 200.000 denunziato dalla Lazio, venendo quindi a riconoscere alla Fortitudo per intero la cifra di lire 100.000 denunziata al passivo dal comm. Foschi nella riunione tenuta il 3 c.m.I rappresentanti della Fortitudo fanno la seguente dichiarazione che il console Vaccaro prega di dettare a verbale e che è la seguente: la Fortitudo non può prendere in considerazione l'offerta che i rappresentanti della Lazio sarebbero disposti a riconoscere i debiti degli altri contraenti soltanto al 50% dei debiti della Lazio. Trova che le condizioni finanziarie del nuovo Ente, data la premessa, non offrono possibilità di una liquidazione del passato, in quanto i creditori vedendo disporsi organismi che hanno conseguito altri risultati tecnici e morali desidererebbero di avere ogni loro anticipo subito e ciò rappresenta complessivamente per le altre società una cifra ingente. Mentre i finanziatori di questa Fortitudo, Ente educatore Fascista, sono altresì disposti a continuare il finanziamento della Fortitudo, non trovano accettabile andare incontro ad eventuali incertezze: ne è giusto sacrificare chi seppe e saprebbe continuare ad offrire il meglio di loro stessi per un Ente (sia pure nuovo) che sportivamente, tecnicamente incontri la loro approvazione. A dichiarazione di quanto sopra il rappresentante della Fortitudo sig. Righini aggiunge che alle lire 100.000 denunciate dal comm. Foschi e che rappresentano i debiti commerciali della Società, debbono aggiungersi altre somme imprecisate aggirantesi sulle lire 300.000 per anticipi fatti da terzi che, come dalla sopraddetta dichiarazione, dovrebbero essere subito rimborsate. Il sig. Vaccaro aggiunge che egli è anche disposto a prendere in esame la possibile sistemazione di un eventuale maggiore passivo della Fortitudo in quanto la proposta della Lazio era semplicemente come base della discussione, ma i rappresentanti della Fortitudo insistono sulla dichiarazione fatta e ritengono inutile ogni ulteriore trattativa. La seduta viene pertanto tolta alle ore 23.Vicepresidente Giorgio Vaccaro - Segretario Mario Delodi fonti: laziowikips: nel 1927 nun c'avete avuto li sordi pe esse NOI!! Nonostante il Gen. Giorgio Vaccaro da San Marzanotto d'Asti (un nome, un programma, una garanzia, un destino laziale) c'abbia provato in ogni modo a fondersi con la Fortitudo "nell'interesse precipuo dello sport calcistico romano", che poi era il motivo per il quale da Roman, Alba e Fortitudo, nacque poi la A.S. ROMA 1927!! Ciò emerge senza interpretazioni o leggende dal verbale d'assemblea redatto il 6 giugno 1927 da Mario Delodi presso la sede della Lazio, e pubblicato poi sul quotidiano "Il Tevere" l'11 giugno successivo. speciale in costruzione