Quello di cui scriverò ora esula dalla mia vita sentimentalema è una cosa a cui non so dare spiegazionie VISTO CHE MI RIGUARDA (lo specifico per evitare commenti inutili) e non ricevo risposta altrove, mi permetto di chiedere qui.Pensavo che io e te si fosse amici/he.Pensavo che la parola amicizia avesse per telo stesso valore che ha per me.Pensavo che, perlomeno, avessi capito il valore che IO le do.Pensavo che, anche nei silenzi, tu mi sentissi vicina.Pensavo che i tuoi silenzi avessero la stessa valenza.Pensavo di non piacere alla tua metà e me ne stavo in disparte(dopo aver provato a entrarci in contatto). Pensavo che tu l’avessi capito.E se anche non l’avessi fatto, io te l’ho spiegato.Pensavo che, anche tu ritenessi un’amicizia (almeno) un po’al di sopra di qualche conoscenza di blog/chat.Pensavo che, quando i nostri occhi si sono incontrati la prima volta,tu avessi letto nei miei la gioia di avere un amico/a come te.Pensavo di aver letto nei tuoi la stessa cosa.Pensavo che saremmo stati amici/he in eterno.Ho pensato tanto e, nonostante mi imponga di prenderla come viene, ancora non riesco a smettere di pensare che:- vorrei aver provato la sensazione errata negli ultimi tempi- vorrei sbagliarmi nel credere di aver letto male nei tuoi occhi- vorrei non dover dare ragione a chi ti definisce diverso/a dalla persona che io credevo di conoscere- vorrei non dover usare questo spazio ma visto che altrove non rispondi e che almeno qui posso scrivere ciò che mi va…
Papaveri e papere
Quello di cui scriverò ora esula dalla mia vita sentimentalema è una cosa a cui non so dare spiegazionie VISTO CHE MI RIGUARDA (lo specifico per evitare commenti inutili) e non ricevo risposta altrove, mi permetto di chiedere qui.Pensavo che io e te si fosse amici/he.Pensavo che la parola amicizia avesse per telo stesso valore che ha per me.Pensavo che, perlomeno, avessi capito il valore che IO le do.Pensavo che, anche nei silenzi, tu mi sentissi vicina.Pensavo che i tuoi silenzi avessero la stessa valenza.Pensavo di non piacere alla tua metà e me ne stavo in disparte(dopo aver provato a entrarci in contatto). Pensavo che tu l’avessi capito.E se anche non l’avessi fatto, io te l’ho spiegato.Pensavo che, anche tu ritenessi un’amicizia (almeno) un po’al di sopra di qualche conoscenza di blog/chat.Pensavo che, quando i nostri occhi si sono incontrati la prima volta,tu avessi letto nei miei la gioia di avere un amico/a come te.Pensavo di aver letto nei tuoi la stessa cosa.Pensavo che saremmo stati amici/he in eterno.Ho pensato tanto e, nonostante mi imponga di prenderla come viene, ancora non riesco a smettere di pensare che:- vorrei aver provato la sensazione errata negli ultimi tempi- vorrei sbagliarmi nel credere di aver letto male nei tuoi occhi- vorrei non dover dare ragione a chi ti definisce diverso/a dalla persona che io credevo di conoscere- vorrei non dover usare questo spazio ma visto che altrove non rispondi e che almeno qui posso scrivere ciò che mi va…