Prologo. NASAFile 121/12/2012Diario personale: Dott. F. Drewnson.Ci siamo. Si sta avvicinando e nessuno di noi, eminenti scenziati, è riuscito a fermarla. Eppure l'avevamo prevista. L'avevano prevista 3000 anni fa anche i Maya. Ci avevano avvertito. Ma noi, eminenti stupidi, non abbiamo creduto, non abbiamo voluto credere. Ed ora sta arrivando. E non possaimo fermarla. Ormai è tardi. Potremmo bombardarla con 100.000 testate nucleari, ma sarebbe inutile, alla velocità che sta arrivando. Ricordo all'inizio del mese quando ricevemmo quella telefonata."Chi scopre la meteora sceglie il nome, è esatto?"."Sì, è così"."Voglio chiamarla Dotty, come mia moglie: stramaledetta vipera velenosa dalla quale non esiste scampo!"Da allora fu nominata Dotty. E Dotty sta arrivando. A 3500 km al minuto. Ormai il punto critico, entro il quale doveva essere distrutta, è stato superato. Lascio questo scritto a tutti i posteri.Non è stata Dotty a distruggerci. I responsabili siamo noi. Noi grandi scienziati. Noi esseri umani, infallibili e dotti. Noi che non abbiamo creduto. Noi che ci siamo accorti troppo tardi. Il cielo si sta oscurando. Nubi violacee in cielo. Lampi e fulmini e grandine e....E' finita. Arriva. Caldo insopportabile. Afa. Perdonateci per ciò che non abbiamo fatto.Addio.LORO ci sono. -o-o-o-o-o- Ero su un letto fatto di strane foglie rosse accanto alla via. Accanto a me c'erano un tozzo di pane e una decina di frutti. O almeno credo fossero frutti. Mangiai con ingordigia. E bevvi uno strano succo che vi trovato vicino. Mi alzai, rinfrancato un pò dal frugale pasto.La camicia strappata ed i pantaloni logori fino al ginocchio che indossavo quando mi risvegliai nel letto del fiume, poche ore prima, mi avevano fatto da cuscino.Avevo vestiti nuovi addosso.Puzzavano, ma erano caldi. La camicia era stretta, ma in compenso i pantaloni erano piuttosto abbondanti.Qualcuno mi aveva vestito e dato da mangiare, nonchè fatto un letto dove distendermi.Chi?Non avevo risposte. Ero esausto e svenuto, probabolmente. I calzoni mi cadevano."Porca puttana!!" gridai."Mi hanno dato delle braghe giganti e mi hanno rubato la cintura. Che diavolo me ne faccio se non riesco ad allacciarli!!!"Imprecai. Nella foga diedi un calcio al mio giaciglio improvvisato. Le foglie volarono via. Una di esse cadde poco più lontano dove, tra gli arbusti di rovi e spine, intravidi un luccichio di metallo.Mi pentii subito di quell'urlo. In fondo ero stato aiutato. Ero stato dissetato e mi avevano saziato la fame. O almeno qualcuno ci aveva provato.E poi tra quei rovi, le vidi.Probabilmente colui che mi aveva aiutato, non era riuscito a farmele indossare e le aveva posta vicino alla strada di modo che le vedessi.Mi chinai e le raccolsi.Scossi la testa. "Che gusti di merda" pensai.Le indossai. Dissi tra me e me:"Sembro un pagliaccio". sorrisiE da allora non me ne sono più separato.Anche quando dovrò partire per la mia missione, appena finisco questo diario, le avrò addosso. Simbolo per tutto il paese.Un simbolo di speranza, di luce, di colore. Un' icona colorata. Delle semplici bretelle.Gialle e verdi.
Prologo.
Prologo. NASAFile 121/12/2012Diario personale: Dott. F. Drewnson.Ci siamo. Si sta avvicinando e nessuno di noi, eminenti scenziati, è riuscito a fermarla. Eppure l'avevamo prevista. L'avevano prevista 3000 anni fa anche i Maya. Ci avevano avvertito. Ma noi, eminenti stupidi, non abbiamo creduto, non abbiamo voluto credere. Ed ora sta arrivando. E non possaimo fermarla. Ormai è tardi. Potremmo bombardarla con 100.000 testate nucleari, ma sarebbe inutile, alla velocità che sta arrivando. Ricordo all'inizio del mese quando ricevemmo quella telefonata."Chi scopre la meteora sceglie il nome, è esatto?"."Sì, è così"."Voglio chiamarla Dotty, come mia moglie: stramaledetta vipera velenosa dalla quale non esiste scampo!"Da allora fu nominata Dotty. E Dotty sta arrivando. A 3500 km al minuto. Ormai il punto critico, entro il quale doveva essere distrutta, è stato superato. Lascio questo scritto a tutti i posteri.Non è stata Dotty a distruggerci. I responsabili siamo noi. Noi grandi scienziati. Noi esseri umani, infallibili e dotti. Noi che non abbiamo creduto. Noi che ci siamo accorti troppo tardi. Il cielo si sta oscurando. Nubi violacee in cielo. Lampi e fulmini e grandine e....E' finita. Arriva. Caldo insopportabile. Afa. Perdonateci per ciò che non abbiamo fatto.Addio.LORO ci sono. -o-o-o-o-o- Ero su un letto fatto di strane foglie rosse accanto alla via. Accanto a me c'erano un tozzo di pane e una decina di frutti. O almeno credo fossero frutti. Mangiai con ingordigia. E bevvi uno strano succo che vi trovato vicino. Mi alzai, rinfrancato un pò dal frugale pasto.La camicia strappata ed i pantaloni logori fino al ginocchio che indossavo quando mi risvegliai nel letto del fiume, poche ore prima, mi avevano fatto da cuscino.Avevo vestiti nuovi addosso.Puzzavano, ma erano caldi. La camicia era stretta, ma in compenso i pantaloni erano piuttosto abbondanti.Qualcuno mi aveva vestito e dato da mangiare, nonchè fatto un letto dove distendermi.Chi?Non avevo risposte. Ero esausto e svenuto, probabolmente. I calzoni mi cadevano."Porca puttana!!" gridai."Mi hanno dato delle braghe giganti e mi hanno rubato la cintura. Che diavolo me ne faccio se non riesco ad allacciarli!!!"Imprecai. Nella foga diedi un calcio al mio giaciglio improvvisato. Le foglie volarono via. Una di esse cadde poco più lontano dove, tra gli arbusti di rovi e spine, intravidi un luccichio di metallo.Mi pentii subito di quell'urlo. In fondo ero stato aiutato. Ero stato dissetato e mi avevano saziato la fame. O almeno qualcuno ci aveva provato.E poi tra quei rovi, le vidi.Probabilmente colui che mi aveva aiutato, non era riuscito a farmele indossare e le aveva posta vicino alla strada di modo che le vedessi.Mi chinai e le raccolsi.Scossi la testa. "Che gusti di merda" pensai.Le indossai. Dissi tra me e me:"Sembro un pagliaccio". sorrisiE da allora non me ne sono più separato.Anche quando dovrò partire per la mia missione, appena finisco questo diario, le avrò addosso. Simbolo per tutto il paese.Un simbolo di speranza, di luce, di colore. Un' icona colorata. Delle semplici bretelle.Gialle e verdi.