c'era già il loro nido sotto l'androne d'ingresso alla mia tana quando ho traslocato qua, nel dicembre di otto anni fae poi a primavera le ho viste arrivare, quelle due piccole navigatrici di cieloeroiche e sorprendenti da sgomento davanti ad un ridicolo essere umano che non sa spostarsi da un se a un si, se non attraverso millemila vitequelle piccole creature invece, così piccole da essere troppo piccole persino per le proprie ali, riescono a percorrere distanze così immense rispetto alla propria piccolezza da lasciare davvero lì a chiedersi: ma quanto cazzo ho da imparare da loro?ed ogni primavera le ho viste tornare, quelle due piccole impavide navigatrici del cielo, dopo che avevano percorso l'Africa..ed ogni anno ho visto fiorire dal nido i beccucci dei loro tributi al futurole ho viste nutrirliho visto le lezioni del primo volo (roba che neanche pieroangela si sogna)ho visto la famiglia intera perfettamente allineata sul filo della vite d'uva americana in cortile, tutte alla medesima rispettosa distanza perfetta l'una dall'altraper poi spiccare il voloe unirsi a tutte le altree mettersi a disegnare nel blu tutte le loro acrobazie danzanti e spericolate e così musicalmente armoniose da piangere..ogni anno ho partecipato a tutto questo ma l'anno scorso non sono tornatee quest'anno nemmenoe il nido è abbandonatoe sono davvero poche le loro compagne di volo tornate a disegnare il cielo e a cavalcare le nuvole sopra al mio eden eppure io le aspetto ancorae mi siedo lì a guardare in superchè è il loro nido che custodisce la mia tana, non viceversa SIGLA
le mie rondini
c'era già il loro nido sotto l'androne d'ingresso alla mia tana quando ho traslocato qua, nel dicembre di otto anni fae poi a primavera le ho viste arrivare, quelle due piccole navigatrici di cieloeroiche e sorprendenti da sgomento davanti ad un ridicolo essere umano che non sa spostarsi da un se a un si, se non attraverso millemila vitequelle piccole creature invece, così piccole da essere troppo piccole persino per le proprie ali, riescono a percorrere distanze così immense rispetto alla propria piccolezza da lasciare davvero lì a chiedersi: ma quanto cazzo ho da imparare da loro?ed ogni primavera le ho viste tornare, quelle due piccole impavide navigatrici del cielo, dopo che avevano percorso l'Africa..ed ogni anno ho visto fiorire dal nido i beccucci dei loro tributi al futurole ho viste nutrirliho visto le lezioni del primo volo (roba che neanche pieroangela si sogna)ho visto la famiglia intera perfettamente allineata sul filo della vite d'uva americana in cortile, tutte alla medesima rispettosa distanza perfetta l'una dall'altraper poi spiccare il voloe unirsi a tutte le altree mettersi a disegnare nel blu tutte le loro acrobazie danzanti e spericolate e così musicalmente armoniose da piangere..ogni anno ho partecipato a tutto questo ma l'anno scorso non sono tornatee quest'anno nemmenoe il nido è abbandonatoe sono davvero poche le loro compagne di volo tornate a disegnare il cielo e a cavalcare le nuvole sopra al mio eden eppure io le aspetto ancorae mi siedo lì a guardare in superchè è il loro nido che custodisce la mia tana, non viceversa SIGLA