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TOTEM E LA LUPA


Premessa/confessione: non ho mai letto niente di Alessandro Baricco, quindi non posso dare giudizi su di lui come scrittore. E bon. Ma circa un mese fa, facendo pigramente zapping davanti alla tv, mi sono imbattuta in "Totem", lavoro (di cui ignoravo l'esistenza) che risale al 1998 e che viene definito impeccabilmente e compiutamente così: "Totem non è teatro, anche se un po' ci assomiglia. Totem è qualcosa che sta al di qua del teatro. E' come entrare in una vecchia soffitta e mettersi a rovistare in mezzo alla polvere. Solo che invece della foto di nonno bambino e del grammofono scassato, a Totem vengono fuori parole, musica, voci. Piccoli pezzi di mondo da salvare e portarsi nel taschino". Detto in modo più prosaico si tratta di monologhi, chiacchierate e letture di brani di diversi autori da parte di artisti vari e di Baricco stesso; ai miei occhi il tutto era avvolto in un'atmosfera musicale e poetica che farebbe venire voglia di avvicinarsi alla letteratura anche al più refrattario dei refrattari. Ed io, che alla letteratura non sono certo refrattaria (anzi), davanti a Totem sono come caduta in ipnosi, incantata proprio come una bambina raggomitolata davanti al camino in una sera d'inverno ad ascoltare i racconti del nonno sulla sedia a dondolo...Non so che effetto mi farebbe leggere Baricco, probabilmente prima o poi lo sperimenterò, ma so che ascoltarlo mi ha affascinata non poco.Però ho scritto tutto questo non solo e non tanto perchè Totem quella sera mi ha intrigata dall'inizio alla fine, ma soprattutto perchè mi ha fatto scoprire questo, secondo me, vero e proprio capolavoro sublime che mi sono fiondata a catturare in libreria il giorno dopo: Oltre il confine, di Cormac McCarthy.(consiglio: se avete voglia di aprire il link, che è quello che dà il vero senso a questo post, prendetevi del tempo e mettetevi comodi)