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pimpiripettenuse pimpirepettepàm!


La vispa Teresaavéa tra l'erbettaa volo sorpresagentil farfalletta,e tutta giulivastringendola vivagridava a distesa:"L'ho presa, l'ho presa!" Ma a lei, supplicando,l'afflitta gridò:"Vivendo e volandoche male ti fò?Tu sì mi fai malestringendomi l'ale.Dhe, lasciami!Anch'io son figlia di Dio!" Confusa e pentita,Teresa arrossì,dischiuse le ditae quella fuggì! (Luigi Sailer)   Se questa è la storiache sanno a memoriai bimbi d'un annopochissimi sannoche cosa le avvennequand'era ventenne. Un giorno di festala vispa Teresa,uscendo di chiesa,si alzava la vestaper farsi vederele calze chiffonneche a tutte le donnefa molto piacere. Armando il pittore,vedendola bella,le chiese il favoredi far da modella.Teresa arrossì...ma disse di sì."Verrete?" "Verrò.Ma badi, però ..." "Parola d'onore"rispose il pittore. Il giorno seguenteArmando l'artistastringendo frementela nuova conquistagridava a distesa:"T'ho presa, t'ho presa!"Ma a lui supplicandoTeresa gridò:"Su, su, mi fa malela spina dorsale.Mi lasci, che anch'ioson figlia di Dio...Se ha qualche programmane parli alla mamma."A tale minacciaArmando tremò,dischiuse le braccia...ma quella restò. Perduto l'onore,perduta la stima,la vispa Teresa,più vispa di prima,per nulla pentita,per niente confusa,capì che l'amorenon è che una scusa. Per circa sei lustrifu cara a parecchi:fra giovani e vecchi,fra oscuri ed illustri,la vispa Teresafu presa e ripresa.Contenta e giulivas'offriva e soffriva(la donna che s'offre,se apostrofa l'esse,ha tutto interessea dire che soffre). Ma giunta ai cinquanta,con l'anima affranta,col viso un po' tinto,col resto un po' finto,per trarsi d'impacciodai prossimi acciacchiapriva uno spacciodi sale e tabacchi. Un giorno un cliente,chiedendo un toscano,le porse la mano...così ... casualmente.Teresa la prese,la strinse e gli chiese:"Mi vuole sposare?Farebbe un affare!"Ma lui di rimandorispose: "No, no!Vivendo e fumando,che male ti fo?"Confusa e pentita,Teresa arrossì,dischiuse le ditae quello fuggì. Ed ora Teresa,pentita davvero,non ha che un pensiero:andarsene in chiesa.Con l'anima straccasi siede e stabacca,offrendo al Signorei resti d'un cuoreche batte la fiacca. Ma spesso, fissandocon l'occhio smarritola polvere giallache resta sul dito,le sembra il detritodi quella farfallache un giorno ghermivastringendola viva.Così, come allora,Teresa risentela voce innocenteche prega ed implora:"Deh, lasciami: anch'ioson figlia di Dio!". "Fu proprio un bel caso!- sospira Teresafiutando la presache sale nel naso-Ma se non son lestami scappa anche questa!".E fiuta e rifiuta,tossisce e starnuta:il naso è una trombache squilla e rimbombae pare che l'ecosi butti allo spreco... Tra un fiotto e un rimpianto,tra un soffio e un eccì,la vispa Teresa...lasciamola lì. (Trilussa)SIGLA