I «due lati» del rapporto, «desiderio» e «amicizia», sono due poli intorno ai quali la comunicazione dell’allumeur fa ruotare la caratterizzazione del rapporto per non farlo diventare in definitiva nessuna delle due cose...un elemento tipico del doppio legame è l’impossibilità a uscire dallo schema, dalla rigidità dei ruoli one-up e one-down. La natura della complementarità instauratasi tra i due attori è tale che non è possibile mettere in discussione il rapporto o la comunicazione che lo caratterizza, per cui il paradosso non può essere fatto oggetto di una metacomunicazione. In parte ciò è dovuto a quanto è noto come ingiunzione negativa, la cui spiegazione è nel forte valore emotivo della relazione, che rende difficile per la vittima relativizzare e mettere in discussione il rapporto e la comunicazione con l’allumeur.«Sembra tuttavia che in certi casi la fuga sia resa impossibile da certi espedienti che non sono puramente negativi, per esempio volubili promesse d’amore, e cose del genere» [cfr. Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley e John H. Weakland, “Verso una teoria della schizofrenia”, 1956, in Bateson 1972, p. 251]. L’enunciatore delle «volubili promesse d’amore» è colui che qui chiamo allumeur. L’impossibilità di metacomunicare può dunque essere il risultato di strategie retoriche.Spesso, a causa del fatto che i silenzi dell’allumeur e la mancanza di spiegazioni sembrano normalizzare ogni suo comportamento, la vittima è portata a provare sensi di colpa ; nonostante tutto, l’esperienza negativa ormai accumulata può portare la vittima a decidere per una rottura.L’inganno dei frame evocatiLa compresenza di compiacenza e diniego nel messaggio allumistico è resa possibile dall’implicitezza di entrambi, dal fatto cioè che è la stessa vittima a ricostruirli attraverso una catena di inferenze. Il messaggio allumistico deve allo stesso tempo mostrare i due contenuti, perché insieme svolgano la loro funzione paralizzante, e nasconderli, per non evidenziare la loro paradossale compresenza e inficiare così tutta la strategia, svelando le regole di un gioco che per funzionare necessita la segretezza. Così, compiacenza e diniego non sono mai espressi a un grado pieno, ma la comunicazione porta la vittima a inferirli.La comunicazione non verbale ha raggiunto livelli patologici: miti, giochi, erotismo, musica, poesia, simbologia transpersonale...Ma tutto rimaneva sul piano ambiguo del non detto, del magico. Io mi ero innamorata per la prima volta [cfr. Il Venerdì di Repubblica, n. 895, 13/05/2005, p. 179].(estratto da: http://www.script-pisa.it/) see also site: http://squilibri.splinder.com/archive/2005-07
ARMA a doppio taglio INVISIBILE
I «due lati» del rapporto, «desiderio» e «amicizia», sono due poli intorno ai quali la comunicazione dell’allumeur fa ruotare la caratterizzazione del rapporto per non farlo diventare in definitiva nessuna delle due cose...un elemento tipico del doppio legame è l’impossibilità a uscire dallo schema, dalla rigidità dei ruoli one-up e one-down. La natura della complementarità instauratasi tra i due attori è tale che non è possibile mettere in discussione il rapporto o la comunicazione che lo caratterizza, per cui il paradosso non può essere fatto oggetto di una metacomunicazione. In parte ciò è dovuto a quanto è noto come ingiunzione negativa, la cui spiegazione è nel forte valore emotivo della relazione, che rende difficile per la vittima relativizzare e mettere in discussione il rapporto e la comunicazione con l’allumeur.«Sembra tuttavia che in certi casi la fuga sia resa impossibile da certi espedienti che non sono puramente negativi, per esempio volubili promesse d’amore, e cose del genere» [cfr. Gregory Bateson, Don D. Jackson, Jay Haley e John H. Weakland, “Verso una teoria della schizofrenia”, 1956, in Bateson 1972, p. 251]. L’enunciatore delle «volubili promesse d’amore» è colui che qui chiamo allumeur. L’impossibilità di metacomunicare può dunque essere il risultato di strategie retoriche.Spesso, a causa del fatto che i silenzi dell’allumeur e la mancanza di spiegazioni sembrano normalizzare ogni suo comportamento, la vittima è portata a provare sensi di colpa ; nonostante tutto, l’esperienza negativa ormai accumulata può portare la vittima a decidere per una rottura.L’inganno dei frame evocatiLa compresenza di compiacenza e diniego nel messaggio allumistico è resa possibile dall’implicitezza di entrambi, dal fatto cioè che è la stessa vittima a ricostruirli attraverso una catena di inferenze. Il messaggio allumistico deve allo stesso tempo mostrare i due contenuti, perché insieme svolgano la loro funzione paralizzante, e nasconderli, per non evidenziare la loro paradossale compresenza e inficiare così tutta la strategia, svelando le regole di un gioco che per funzionare necessita la segretezza. Così, compiacenza e diniego non sono mai espressi a un grado pieno, ma la comunicazione porta la vittima a inferirli.La comunicazione non verbale ha raggiunto livelli patologici: miti, giochi, erotismo, musica, poesia, simbologia transpersonale...Ma tutto rimaneva sul piano ambiguo del non detto, del magico. Io mi ero innamorata per la prima volta [cfr. Il Venerdì di Repubblica, n. 895, 13/05/2005, p. 179].(estratto da: http://www.script-pisa.it/) see also site: http://squilibri.splinder.com/archive/2005-07