Bagaglio a vita...

RIFLESSIONI


E' possibile che il comportamento dell'Allumeur sia il bisogno di esternare le carenze affettive, d'amore di comprensione e appartenenza subite; recitando una parte compatibile ai bisogni di un dipendente emotivo egli permette a se stesso di eternare una rapporto che soddisfi i suoi bisogni emotivi. Equamente il dipendente emotivo, rivivendo con l'allumeur il passato di frustazione emotiva, soddisfa il suo desiderio inconscio di voler "farcela" ad ottenere quella considerazione affettiva un tempo nel passato a lui/lei negata rendedosi cosi' compatibile alla necessita' di controllo dell'allumeur. Un rapporto di amicizia con una piacevole intesa, intrigante, eccitante, con complicita' mentale e coinvolgimento apparentemente totale all'inizio...dagli attimi fuggenti nel "rispetto reciproco" "senza obblighi"...un gioco del gatto e topo dove lo scenario non stabilisce chiaramente chi sia il topo e chi il gatto! La tecnologia moderna della comunicazione facilita l'allumeur di "molestare" una vittima che non si rende conto di essere un dipendente emotivo e cade nella trappola dell'abilita' linguistica nei messaggi scritti o verbali ricevuti??? Ammettendo che questa possa essere una possibilita', come ci si puo' difendere da tale aggressione??? Si potrebbe definire un bullying amoroso??? Oppure e' solo una recita nel teatro della vita che tutti, chi piu' chi meno, conducono per poter sopravvivere in questo mondo svuotato di regole sociali, morali e senza intercomunicazione chiara e sincera? un rapporto che aiuti a  far fronte alla solitudine e all'egoismo (giustificato da tanti come "individualismo") che ci circonda?