".....Se dunque Internet permette da un lato di giocare con la propria sessualità, sperimentandosi continuamente e senza inibizioni, dall’altro può rappresentare un pericolo per quei soggetti che vedono in Internet un luogo in cui nascondersi ed evitare di affrontare nella “realtà” l’incontro con l’altro, alimentando un disagio latente o, nei peggiori dei casi, stimolando il manifestarsi di una vera e propria condizione patologica. ..."Un sistema di reti in continua espansione, noto nell’insieme come Internet, collega milioni di persone in nuovi spazi, che vanno modificando il modo in cui pensiamo, la forma delle nostre comunità, il modo di percepire la nostra più profonda identità. Il sesso virtuale, ossia quello vissuto in rete si esplica tra due o più partecipanti, che si scambiano descrizioni di atti fisici, affermazioni verbali e reazioni emotive relative alla propria identità. I rapporti sessuali su Internet si hanno con soggetti che possono essere o meno del nostro stesso sesso, che possono fingere di essere del sesso opposto, che possono descriversi attraverso le fantasie più trasgressive. Timidezza e diffidenza scompaiono grazie a siti web intriganti, che non richiedono di entrare realmente in contatto con l’altro per una relazione sessual-sentimentale. Nel cybersesso viene eliminata la dimensione dell’interazione fisica e dunque questo può essere definito come un sistema in cui l’altro scompare a diversi livelli: a livello spaziale, temporale, di genere, di percezione. In sintesi, come sostiene Albanese, si può affermare che l’altro si situa nel regno dell’astratto e viene esaltato in quanto assente (Albanese C. 2000). L’anonimato consente di esprimere parti di sé che nella realtà vengono nascoste o represse. E’ frequente l’uso di pseudonimi femminili da parte di maschi, così come l’assunzione di ruoli sessuali differenti dalla realtà. L’anonimato degli interlocutori porta l’utilizzatore a considerare l’altro non come una persona reale, ma in un certo senso come una parte del proprio mondo interno. Ciò comporta una tendenza a dare sfogo a quello che potrebbe essere definito, attraverso un linguaggio psicoanalitico, un comportamento regressivo: disinibizione generalizzata, uso eccessivo di proposizioni di natura sessuale e generosità insolita. Questo quadro risulta evidente se si prendono in considerazione Chat line a carattere sessuale spesso legate a siti erotici e pornografici. Secondo i dati del Censis il sesso on-line è in aumento in considerazione del fatto che il 59% degli uomini afferma di essere preoccupato riguardo alle performance sessuali. Il 43,9% di questi soggetti individua inoltre nella stanchezza la causa delle defaillance sessuali ed il 35,9% ha chiamato in causa il nervosismo. Lo stress sembra dunque essere colpevole delle performance deludenti ed il sesso virtuale, praticabile nei ritagli di tempo, elimina l’ansia da prestazione ed aggiunge un enorme vantaggio: si può esser certi di non contrarre alcuna malattia a trasmissione sessuale. Per alcuni Internet diviene un rifugio da una vita sessuale “reale” poco gratificante ed una modalità per alimentare le fantasie per l’autoerotismo; per altri è l’unica opportunità di vivere la propria sessualità senza inibizioni, grazie ad un altro sé che gioca e trasgredisce, rimanendo però nell’anonimato. La costruzione dell’identità virtuale avviene man mano che vengono integrate caratteristiche di personalità e l’insieme di queste caratteristiche rimandano molto spesso ad un sé ideale. La ricerca di eccitazione on-line rappresenta per molti anche un semplice passatempo, un gioco intrigante ed appagante, a volte fine a sé stesso. IAD (Internet Addiction Disorder) e Cybersex La Canadian Medical Association sostiene da alcuni anni l’emergenza di una forma di dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorder) che, come altre patologie da dipendenza, provocherebbe condizioni astinenziali, isolamento sociale, problemi coniugali e prestazionali, problemi economici e lavorativi. I soggetti più a rischio sarebbero compresi tra i 15 ed i 40 anni, con difficoltà comunicative legate a problemi psicologici, psichiatrici, di emarginazione, familiari e relazionali. Nel caso specifico di Cybersex Addiction il soggetto è dedito e dipendente da attività di carattere sessuale svolte in rete mediante l’uso di servizi e-mail, IRC, canali CUSeeMe, etc..Il sesso migliore viene praticato con un/a partner attraente e compiacente, ma senza alcun tipo di coinvolgimento fisico. In tale condizione il Cybersex Addiction, caratterizzato dunque da un abuso di Internet ed in particolare dei siti con materiale di stampo sessuale, può rappresentare un nuovo tipo di comportamento di evitamento, grazie al quale ci si può rifugiare nella rete per non affrontale le proprie problematiche sessual-relazionali. Negli USA si stima che 1/5 dei soggetti con diagnosi IAD sia dipendente da attività sessuali. Estratto da: www.iissweb.it/
SESSO VIRTUALE
".....Se dunque Internet permette da un lato di giocare con la propria sessualità, sperimentandosi continuamente e senza inibizioni, dall’altro può rappresentare un pericolo per quei soggetti che vedono in Internet un luogo in cui nascondersi ed evitare di affrontare nella “realtà” l’incontro con l’altro, alimentando un disagio latente o, nei peggiori dei casi, stimolando il manifestarsi di una vera e propria condizione patologica. ..."Un sistema di reti in continua espansione, noto nell’insieme come Internet, collega milioni di persone in nuovi spazi, che vanno modificando il modo in cui pensiamo, la forma delle nostre comunità, il modo di percepire la nostra più profonda identità. Il sesso virtuale, ossia quello vissuto in rete si esplica tra due o più partecipanti, che si scambiano descrizioni di atti fisici, affermazioni verbali e reazioni emotive relative alla propria identità. I rapporti sessuali su Internet si hanno con soggetti che possono essere o meno del nostro stesso sesso, che possono fingere di essere del sesso opposto, che possono descriversi attraverso le fantasie più trasgressive. Timidezza e diffidenza scompaiono grazie a siti web intriganti, che non richiedono di entrare realmente in contatto con l’altro per una relazione sessual-sentimentale. Nel cybersesso viene eliminata la dimensione dell’interazione fisica e dunque questo può essere definito come un sistema in cui l’altro scompare a diversi livelli: a livello spaziale, temporale, di genere, di percezione. In sintesi, come sostiene Albanese, si può affermare che l’altro si situa nel regno dell’astratto e viene esaltato in quanto assente (Albanese C. 2000). L’anonimato consente di esprimere parti di sé che nella realtà vengono nascoste o represse. E’ frequente l’uso di pseudonimi femminili da parte di maschi, così come l’assunzione di ruoli sessuali differenti dalla realtà. L’anonimato degli interlocutori porta l’utilizzatore a considerare l’altro non come una persona reale, ma in un certo senso come una parte del proprio mondo interno. Ciò comporta una tendenza a dare sfogo a quello che potrebbe essere definito, attraverso un linguaggio psicoanalitico, un comportamento regressivo: disinibizione generalizzata, uso eccessivo di proposizioni di natura sessuale e generosità insolita. Questo quadro risulta evidente se si prendono in considerazione Chat line a carattere sessuale spesso legate a siti erotici e pornografici. Secondo i dati del Censis il sesso on-line è in aumento in considerazione del fatto che il 59% degli uomini afferma di essere preoccupato riguardo alle performance sessuali. Il 43,9% di questi soggetti individua inoltre nella stanchezza la causa delle defaillance sessuali ed il 35,9% ha chiamato in causa il nervosismo. Lo stress sembra dunque essere colpevole delle performance deludenti ed il sesso virtuale, praticabile nei ritagli di tempo, elimina l’ansia da prestazione ed aggiunge un enorme vantaggio: si può esser certi di non contrarre alcuna malattia a trasmissione sessuale. Per alcuni Internet diviene un rifugio da una vita sessuale “reale” poco gratificante ed una modalità per alimentare le fantasie per l’autoerotismo; per altri è l’unica opportunità di vivere la propria sessualità senza inibizioni, grazie ad un altro sé che gioca e trasgredisce, rimanendo però nell’anonimato. La costruzione dell’identità virtuale avviene man mano che vengono integrate caratteristiche di personalità e l’insieme di queste caratteristiche rimandano molto spesso ad un sé ideale. La ricerca di eccitazione on-line rappresenta per molti anche un semplice passatempo, un gioco intrigante ed appagante, a volte fine a sé stesso. IAD (Internet Addiction Disorder) e Cybersex La Canadian Medical Association sostiene da alcuni anni l’emergenza di una forma di dipendenza da Internet (Internet Addiction Disorder) che, come altre patologie da dipendenza, provocherebbe condizioni astinenziali, isolamento sociale, problemi coniugali e prestazionali, problemi economici e lavorativi. I soggetti più a rischio sarebbero compresi tra i 15 ed i 40 anni, con difficoltà comunicative legate a problemi psicologici, psichiatrici, di emarginazione, familiari e relazionali. Nel caso specifico di Cybersex Addiction il soggetto è dedito e dipendente da attività di carattere sessuale svolte in rete mediante l’uso di servizi e-mail, IRC, canali CUSeeMe, etc..Il sesso migliore viene praticato con un/a partner attraente e compiacente, ma senza alcun tipo di coinvolgimento fisico. In tale condizione il Cybersex Addiction, caratterizzato dunque da un abuso di Internet ed in particolare dei siti con materiale di stampo sessuale, può rappresentare un nuovo tipo di comportamento di evitamento, grazie al quale ci si può rifugiare nella rete per non affrontale le proprie problematiche sessual-relazionali. Negli USA si stima che 1/5 dei soggetti con diagnosi IAD sia dipendente da attività sessuali. Estratto da: www.iissweb.it/