Ci vuole così poco, perchè risprofondi in quel buco nero... in quel vuoto avido e mai sazio. Speravo di essere cresciuta... di aver elaborato il mio abbandono, di essere riuscita a far prevalere ragione e carattere. Invece eccomi pervasa dalla solita inconsolabile disperazione che non mi lascia scampo nemmeno per dimostrare a te, che il mio più grande desiderio è quello di essere cambiata. Tiro su col naso e asciugo le lacrime che si susseguono senza tregua...quasi non mi permettono di vedere la valigia che stò riempiendo. Tre camice, tre magliette, i panaloni...le calze....poi me ne vado perchè non ce la faccio. Almeno un po' di dignità mi ripeto... ma è un crescendo di sconforto e smarrimento, angoscia e timore. Giro per la casa e aspetto il momento che uscirai. Non mi stai abbandonando, stai solo partendo per una settimana... un viaggio che dovrebbe essere di routine, visto che i tuoi genitori abitano all'estero e andare a trovarli è cosa normale. Invece sono passati 13 anni dall'ultima volta...io e te ci conoscevamo appena e il trauma non era stato così forte. Poi in tutto questo tempo, ogni volta che hai deciso di partire è stata una tragedia tale che hai sempre rinunciato per amor mio. E Dio solo sa quanto mi sono detestata per non essere mai riuscita a vivere le tue partenze ( poi mai avvenute) come una persona normale. Il distacco da chi amo è sempre traumatico, e mi ripeto che centra l'essere stata abbandonata da piccola. Una volta era così quando la mia mamma adottiva partiva con mio padre per lavoro. Poi crescendo ho trasferito questo attaccamento a mio marito. Per fortuna, quelle rare volte che ho lasciato mio figlio maggiore per una vacanza coi nonni, non ho sentito quello strazio che mi dilania. Si una giusta nostalgia, ma ero ben felice godesse di un po' di vacanza. Così ho compreso che non è un fatto di possesso nei confronti di chi amo, vivere tragicamente il loro distacco. Oggi è partito per il suo paese e io che fino all'ultimo minuto ero riuscita a trattenere lacrime e dolore, mi sono alla fine piegata allo struggimento del distacco. Mi manca la terra sotto i piedi, i pensieri divantano bui e si affollano, la paura di non rivederlo diventa palpabile, anche se capisco sia irrazionale. Ne esce una donna limitata, infantile, egoista. Una donna che non mi appartiene ma mi rendo conto esiste in me... silente fino al prossimo tentativo di partenza. Anche oggi, tu valigia in mano, sorriso e occhi dolci, mi saluti... io mi rendo conto che il momento è giunto e vorrei riuscire ad abbracciarti augurandoti buon visaggio con un sorriso, vorrei dirti di stare tranquillo e di riposarti un po'...facendoti coccolare dalla tua mamma. Vorrei. Invece monta dentro me una rabbia cieca, una paura mista a tristezza e mi escono parole senza senso, cattiverie. "Allora parti!!!" Come se non lo sapessi. "Allora vuol dire che non mi ami!" Quando so quanto e come mio marito mi ama. "Allora non tornare più!!!". Posi la valigia e Dio solo sa da dove prendi tanta calma difronte alla mia faccia rossa e piena di lacrime. Mi prendi fra le braccia e lasci che io pianga forte...che esaurisca il repertorio rabbioso... e che i singhiozzi si facciano più lenti. Mi rassicuri, mi coccoli, mi ripeti 1000volte di quanto io sia importante per te... di quanta stima tu abbia per quello che faccio... che madre meravigliosa io sia.. e mi asciughi le lacrime e mi baci, mi stringi forte. Piano, piano mi tornano le forze e la ragione...per la prima volta non è finita come al solito con te che mi dici...ok non parto, non puoi stare così male. Piano piano sento prevalere la ragione...con fatica mi impongo di sorriderti per lasciarti andare sereno...so' che se volessi basterebbe una parola a farti restare. Ma questa volta no...questa volta amore mio ce l'ho fatta! Ho sorriso a te...a noi...al tuo grande....infinito amore. L'ho fatto per me, perchè a 42anni non potevo permettere che quella bambina rovinasse tutto. L'ho fatto per te, perchè meriti una moglie solida. L'ho fatto per i nostri tre figli.Sono stata strappata a circa due giorni dalla nascita. Portata via dalla culla, dove dormivo accanto ad una mamma bambina che dormiva.