Mitaka, periferia di Tokio. Un palazzo di nove appartamenti. Tutto normale direte voi. Invece no, niente di più eccentrico.Sono state progettate da Shusaku Arakawa e Madeline Gins. Architetto lui, poetessa lei.Sono "case ad ostacoli", ogni elemento è sistemato e progettato per essere anticonfortevole. Arakawa e Gins si ispirano alla teoria sviluppata già a partire dagli anni ’60, secondo cui l’ambiente in cui si vive influenza decisamente i nostri stili di vita, ma sovvertendo il modo comune di intenderla. È stato dimostrato che tenere attiva la mente. Arakawa e Gins vanno oltre. Nei Reversible Destiny Lofts (2005) realizzano un ambiente molto scomodo. Ci sono pavimenti inclinati con avvallamenti improvvisi, finestre sghimbesce, corridoi angusti e stanze asimmetriche, porte troppo piccole e sale alle quali si accede dopo aver salito e disceso un numero ineguale di scalini. Tutti questi elementi sono presenti nelle opere realizzate dai creatori dell’architettura del destino reversibile.
Il destino è reversibile?
Mitaka, periferia di Tokio. Un palazzo di nove appartamenti. Tutto normale direte voi. Invece no, niente di più eccentrico.Sono state progettate da Shusaku Arakawa e Madeline Gins. Architetto lui, poetessa lei.Sono "case ad ostacoli", ogni elemento è sistemato e progettato per essere anticonfortevole. Arakawa e Gins si ispirano alla teoria sviluppata già a partire dagli anni ’60, secondo cui l’ambiente in cui si vive influenza decisamente i nostri stili di vita, ma sovvertendo il modo comune di intenderla. È stato dimostrato che tenere attiva la mente. Arakawa e Gins vanno oltre. Nei Reversible Destiny Lofts (2005) realizzano un ambiente molto scomodo. Ci sono pavimenti inclinati con avvallamenti improvvisi, finestre sghimbesce, corridoi angusti e stanze asimmetriche, porte troppo piccole e sale alle quali si accede dopo aver salito e disceso un numero ineguale di scalini. Tutti questi elementi sono presenti nelle opere realizzate dai creatori dell’architettura del destino reversibile.