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LABORATORIO GRATUITO DI MUSICOTERAPIA

Post n°5 pubblicato il 25 Marzo 2016 da DiversamenteArteMT
 

SABATO 16 APRILE 2016

14.30-17.30

Cascina Rocca Franca – Via Rubino 45, TORINO

 

 

DIVERSAMENTE ARTE

 

è lieta di presentare

 

 

INTRODUZIONE ALLA MUSICOTERAPIA

 

Laboratorio gratuito aperto a tutti…

…per comprendere e sperimentare

cosa sia la Musicoterapia

 Il laboratorio proporrà:

 

  • BREVI CENNI SU STORIA E PRATICA DELLA MUSICOTERAPIA

     

  • LA PROIEZIONE DI FILMATI DIMOSTRATIVI 

  • LA CONOSCENZA DIRETTA DEGLI STRUMENTI MUSICALI UTILIZZATI NELLE SEDUTE 

  • LA POSSIBILITÀ DI PARTECIPARE AD UNA SEDUTA

(PER SPERIMENTARE IN PRIMA PERSONA IL SIGNIFICATO DELLA RELAZIONE MEDIATA DAL SUONO) 

  • LA DISCUSSIONE CONDIVISA

    DEGLI ARGOMENTI E DELLE IMPRESSIONI EMERSE DURANTE L’ESPERIENZA

Sarà condotto da: 

Dott.s sa Rosanna Mannino

Laureata in Psicologia della comunicazione, si è specializzata in Musico Arti terapie c/o LABA Accademia delle Belle Arti di Brescia ed è specializzanda in clinica e comunità c/o Uni di Torino. Diploma di Tecnico, Magister e supervisore del Modello Benenzon conseguito a Buenos Aires (Argentina). Master in Counseleur in Naturopatia Scientifica. Svolge attività di psicologia dell’emergenza c/o Squadra Emergenza Psicologica Sociale 118 Regione Piemonte, docente in musicoterapia, danza terapia, teatro terapia, arte terapia, naturopatia, legislazione, giuridico-economico-lavoristico. Svolge interventi di musicoterapia con bambini in difficoltà a Torino presso l'Associazione Diversamente Arte di cui è Vicepresidente. 

Dott. Michele Volpi Spagnolini

Musicoterpeuta. Ha studiato al Conservatorio ed è ingegnere con specializzazione in acustica. Diplomato in Musicoterapia presso il ‘Centro di Musicoterapia, studi e ricerche’ di Milano. Specializzato nel Modello di Musicoterpia non-verbale (Modello Benenzon): Diploma di Tecnico, Magister e supervisore del Modello Benenzon conseguito a Buenos Aires (Argentina). Ha maturato esperienza di musicoterapia nella Body Percussion nell’ambito di progetti di riabilitazione nel Carcere di Novara e, in collaborazione con associazioni di promozione sociale di Novara, lavorando tutt’ora con bambini all’interno di strutture scolastiche pubbliche. Esercita la libera professione presso il proprio studio di Musicoterpia a Fara Novarese, in campo clinico ‘non-verbale’, con bambini, adulti, famiglie e gruppi di lavoro.

In collaborazione I due musicoterapeuti allestiscono, da anni ed in tutta Italia, presentazioni sulla Musicoterapia. Organizzano e conducono un corso didattico specifico di “Musicoterapia non-verbale” (Modello Benenzon): un percorso formativo che si articola in sei Livelli didattici distinti atti al conseguimento del Titolo di Tecnico del Modello Benenzon, rivolto a psicologi, educatori ed operatori socio assistenziali.

 
 
 

musicoterapia non verbale

Post n°4 pubblicato il 17 Marzo 2016 da DiversamenteArteMT
 

LA MUSICOTERAPIA BENENZONIANA O NON-VERBALE

I GRUPPI DI LAVORO E LA MUSICOTERAPIA NON-VERBLE

 

La Musicoterapia non-verbale viene creata dal Dott. Benenzon.

Musicista, medico e psichiatra, nel 1966 inaugura questo modello di Musicoterapia attraverso l’istituzione di un corso specifico presso la facoltà di Medicina dell’Università del Salvador di Buenos Aires diventando in seguito co-fondatore della World Federation of Musictherapy della quale attualmente è membro onorario

Il Modello Benenzon è stato riconosciuto come uno dei cinque più importanti al mondo durante il IX Congresso Mondiale di Musicoterapia tenutosi a Washington nel 1999.

La Musicoterapia non verbale è sostenuta da quasi cinquant’anni di clinica, documentata da un’ampia letteratura teorica sviluppata anche grazie alla continua crescita di cui la divulgazione didattica è parte integrante. Divulgazione che viene ancora effettuata a mezzo di corsi, conferenze e pubblicazioni tenuti del Dott. Benenzon stesso, dai centri di musicoterapia non verbale sparsi in tutto il mondo e dalle figure professionali (i Magister) che si sono formate nel Modello non-verbale.

 

La Musicoterapia non-verbale è una disciplina specialistica transdisciplinare che utilizza la musica ed il suono per costruire tra il musicoterapista ed il paziente una relazione terapeutica, con interventi mirati sulla sofferenza psicofisica e con l’obbiettivo di migliorare la qualità della vita.

In questo ambito si parla di relazione terapeutica in una situazione di dialogo definito non verbale, in cui il messaggio viene veicolato attraverso i suoni e la gestualità.

Nel contesto non verbale la musica ed il suono sono in grado di amplificare le potenzialità terapeutiche della relazione.

Il processo psicologico, che trae ispirazione e riferimento dalla teoria piscoanalitica freudiana, messo in atto nel non-verbale e che promuove una trasformazione volta a migliorare la qualità della vita, si suddivide in tre fasi sostanziali:

  1. Regressione

    Ripristinare una modalità di comportamento e di dialogo tipici dell’epoca

    pre verbale, di natura  puramente sensoriale ed emozionale

  2. La ‘progressione’ psicologica

    Ri-Vivere il “pre verbale” in una situazione di protezione e condivisone, promuove un processo di ‘espansione’/trasformazione della mente

  3. Armonizzazione

    Trasformazione psicologica che migliora la capacità dell'individuo nel difficile compito di mediare le esigenze del mondo interno con quelle del mondo esterno, nella direzione di promuovere le sue capacità innate, le sue peculiarità, le sue qualità individuali, la sua originalità.

     

    Requisiti fondamentali per favorire questo processo di ‘espansione’ della mente sono tutti riferiti alla ‘protezione’ di questa modalità relazionale.

    Protezione che si realizza mantenendo saldo il concetto che il paziente viene accolto in modo incondizionato, protetto nella sua volontà di mettere in gioco se stesso in un ambito che coniuga la crescita professionale ed individuale del Musicoterapista stesso che lo accoglie e del luogo in cui egli stesso andrà a relazionarsi nel non-verbale.

    Il tutto lo si realizza creando un luogo, appunto, in cui l’espressione sia eticamente tutelata attraverso:

  • L’atteggiamento di accoglienza del Musicoterapista (tradotto anche nelle fasi di preparazione della seduta e nella continuo monitoraggio del suo ‘essere’ nella relazione attraverso cicliche supervisioni)

  • La tutela della privacy del vincolo relazionale: insonorizzazione del setting.

  • Accoglienza architettonica: termica, acustica, estetica (utilizzo del legno e di materiali naturali, come ad esempio il sughero per poter camminare a piedi scalzi)

  • Utilizzo di strumenti musicali di semplice utilizzo e di mediatori che possano facilitare la comunicazione, come l’acqua, la terra o oggetti della quotidianità

  • Libertà assoluta di espressione del Paziente: il paziente non viene diretto, controllato, giudicato, stimolato quindi può esprimersi in modo libero e senza limiti all’interno della seduta.

  • Non vi sono limiti temporali per l’inizio e la fine della seduta: è il paziente che decide quando la seduta è terminata

    Peculiarità del Modello è quello di agire su quelle che possono essere considerate le parti ‘sane’ dell’individuo, come si diceva prima, le peculiarità, le parti in fondo vitali che l’espressione non-verbale valorizza ed evidenzia come comuni a tutti gli esseri umani, in tutte le ‘stagioni’ della vita ed in tutte le situazioni che l’individuo vive.

    Il non-verbale crea e favorisce essenzialmente lo sviluppo della comunicazione, e quindi la valorizzazione delle potenzialità relazionali dell’individuo: per questo si è potuto osservare come sia efficace non solo in ambiti in cui la sofferenza psicofisica sia centrale nell’esistenza in particolari momenti dell’esistenza ma anche in situazioni socio-educative in cui vi sia la necessità di potenziare le originalità degli individui in funzione del contesto psico-sociale in cui vivono.

    Da questo possiamo individuare due ambiti di intervento:

  1.  Ambito riabilitativo

    Nevrosi e psicosi

    Autismo

    Problemi di apprendimento in età scolare

    Ritardi mentali di natura neurologica

    Malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson

    Dipendenze di varia natura come tossicodipendenze ed alcolismo

    Stati di coma

    Trattamenti del dolore cronico

     

  2. Ambito educativo/rieducativo

    Nelle dinamiche relazionali all'interno di gruppi di lavoro

    In contesti sociali ad alto rischio psicorelazionale

    Favorire la funzione di recupero dei detenuti per il loro reinserimento sociale

    Agevolare le delicate fasi della crescita individuale a partire dall'età pre-scolare fino ad arrivare all'adolescenza

    Supporto alle mamme nella fase di gestazione

    Stati di convalescenza

     

    Nello specifico campo di applicazione dei Gruppi di Lavoro, è stato evidenziato come la Musicoterapia Benenzoniana sia particolarmente efficace nel consolidare le relazioni tra colleghi, motivando ogni individuo a collaborare con gli altri pur mantenendo una certa autonomia e originalità di vedute.

    Questo nella direzione di come il Modello, insieme alle teorie psicologiche più recenti in ambito di gruppo nel contesto lavorativo, sottolinea: l’importanza del fatto che collaborazione ed originalità diventano elementi che danno vitalità al gruppo (di lavoro) inteso come pluralità di singoli.

    In questa cornice la relazione terapeutica non-verbale amplifica il valore dei fattori terapeutici delle terapie di gruppo quali: sviluppo di tecniche di socializzazione, apprendimento interpersonale, coesione di gruppo, fattori esistenziali, espressione delle emozioni. Tutto questo agendo attraverso gli ormai riconosciuti aspetti terapeutici del non-verbale stesso: rivivere una modalità percettiva multi sensoriale, la condivisione delle emozioni attraverso la sintonizzazione emotiva,

    l’espressione elicitata in un contesto di protezione, contenimento e di condivisione,

    la promozione della creatività che ‘appartiene’ al mondo dei suoni.

    Quest’ultimo aspetto, ovvero la creatività nell’ambito dell’improvvisazione corporo-sonoro-musicale, si rivela particolarmente utile in situazioni di terapia di gruppo poiché, come evidenziato anche da altri Musicoterapeuti illustri come K. Bruscia, durante l’improvvisazione e la comunicazione sonora si osserva un potenziamento della comunicazione interpersonale attraverso le abilità interpersonali e di gruppo.

    Lo stimolo sensoriale nell’improvvisazione in ambito non-verbale apporta gratificazione e piacere fisico, motiva l’interazione fisica con l’ambiente e fornisce l’opportunità per l’apprendimento psicomotorio, cognitivo ed affettivo e aiuta l’acquisizione della padronanza fisica. Senza perdere di vista il fatto che i sentimenti e i conflitti negativi possono essere trasferiti sugli strumenti o sul musicale ed il ‘paziente’ può in ogni momento affrontare problematiche attinenti alla libertà, autonomia, responsabilità, potenzialità del sé, controllo esterno, struttura e confini.

    Senza dimenticare il fatto che in situazioni di gruppi di lavoro, colui che improvvisa fa continuamente fronte al rischio di seguire i propri impulsi, di vivere nel momento, di assumersi responsabilità e di fare affidamento sulle proprie esperienze per raggiungere lo scopo desiderato nel gruppo di cui è parte. Esplora i limiti delle proprie capacità nel modo in cui essi sono contrapposti nelle sfide della sua immaginazione e con le richieste di una situazione dell’immediato.

     

    Con questa breve relazione si spera di avere dato indicazione di come la Musicoterapia non-verbale, in generale, si possa definire come terapia non invasiva, come esperienza alternativa di vivere se stessi attraverso le proprie emozioni, come modo valido di condividere il nostro ‘sentire’ con chiunque, come percorso che ci consenta di ‘trasportare’ al di fuori del setting capacità ed originalità trasformate e soprattutto potenziate per rapportarci con noi stessi e con gli altri con…più vita.

     

                                                 Dott.ssa Rosanna Mannino

     

     

     

     

     

     

 
 
 

FORMAZIONE

Post n°3 pubblicato il 05 Dicembre 2015 da DiversamenteArteMT
 

I LIVELLO MODELLO BENENZON

9 GENNAIO 2016  10 GENNAIO 2016

FARA NOVARESE

MUSICOTERAPIA DIDATTICA

VALIDO PER IL CONSEGUIMENTO DEL TITOLO DI

TECNICO DEL MODELLO

conducono i Magister

Dott.ssa Rosanna Mannino

Dott. Michele Volpi Spagnolini

PER ISCRIZONI

infodiversamentearte@libero.it

 



 


 
 
 

musicoterapia didattica primo livello benenzon

Post n°2 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da DiversamenteArteMT
 

MUSICOTERAPIA DIDATTICA

I LIVELLO MODELLO BENENZON

A TORINO

6-7 DICEMBRE 2014

ORGANIZZATO DA DIVERSAMENTE ARTE

CONDOTTO DA:

Dott.ssa Rosanna Mannino Magister

Ing. Michele Volpi Magister

Dott.ssa Emanuela Milia Magister

 

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

infodiversamentearte@libero.it

 
 
 

MUSICOTERAPIA PER CHI?

Post n°1 pubblicato il 17 Settembre 2014 da DiversamenteArteMT
 

musicoterapia per chi?
 

Attualmentela  possibilità della  musicoterapia viene utilizzata non solo per scopi clinici, ma anche a scopi preventivi ed educativi. La musicoterapia si è inserita anche in altri settori come la cura nella comunità, scuole, ospedali, case di cura, carceri e l'integrazione sociale, ecc.; sempre più, l'uso di questa disciplina è consigliato per le sue proprietà di benefici per la salute.
Ma quali sono questi vantaggi?
Ci sono infiniti vantaggi che si traducono sia fisicamente che emotivamente, la musica è un mezzo di intervento ricreativo, educativo e terapeutico. Qui mi limiterò a citarne alcuni tra i più importanti:
canali aperti di espressione e di comunicazione.
Stimola la creatività.
Si concentra sulle emozioni sane.
Migliora l'autostima.
Aumenta la capacità di sopravvivere situazioni di conflitto e generare soluzioni sane per loro.
Aumenta l'energia vitale.
Ultimamente, molte persone scelgono di fare musicoterapia a conoscere meglio se stessi, per svilupparsi emotivamente, per riconciliarsi con la vita, essere felice e godere di ogni momento. La musica stessa è una cura, ma il processo di intervento terapeutico e il legame stabilito tra la persona e il musicoterapeuta può dare ottimi risultati.

Si tratta di una terapia d'arte creativa che utilizza gli elementi del movimento a scopi terapeutici della musica, del suono, delle vibrazioni, dello spazio, ecc ecc Si tratta di una modalità, come arte-terapia, danza-movimento terapia, teatro-terapia, tutti strumenti a beneficio della salute. La musicoterapia ha una tecnica di intervento terapeutico e metodologie che le sono proprie.  L'intervento proposto non è un farmaco e' un processo d'intervernto offerto per migliorare la qualità della vita per le persone bisognose.
La musicoterapia non è una terapia alternativa è un processo di intervento che coinvolge la musica, la persona e il terapeuta.
Perché la musicoterapia?
Sappiamo che la musica e il suono hanno un  impatto fisico e psicologico a livello individuale. Quando sentiamo la musica, notiamo i cambiamenti fisici, come ad esempio il tono muscolare, meccanica respiratoria, frequenza cardiaca, ecc Possiamo anche notare dei cambiamenti a livello psicologico, inquanto la musica  può esprimere emozioni e comunicare idee, possiamo identificare, mobilitare le nostre fantasie ed evocare momenti e situazioni nella nostra vita. 
Il Musicoterapeuta  progetta trattamenti per tutti coloro che hanno bisogno di migliorare la loro salute. Musica in musicoterapia non è un fine in sé, ma un veicolo di espressione, un mezzo per contribuire al benessere.

Dott.ssa Rosanna Mannino