Abitandomi

dieci; ri-flessioni incompiute e senza ricami.


Mi ero fermata, per un tempo lungo (a guardarlo indietro)ma necessario nel momento in cui accadeva.Stavo ferma lì, nel mio labirinto. Ogni movimento, qualsiasi, avrebbe comportato ulteriori graffi, e la mia anima era già troppo sanguinante.  
Poi.Mi sono svuotata di parole inutili; quelle solo voluminose, ingombranti. Ho fatto spazio. Ho preso aria.  Mi sono vissuta, talvolta, diversa da come credevo d'essere. Ho indossato e ho tolto maschere, chiamandole tutte, sempre, con lo stesso nome.Ho fatto a pugni con il silenzio.E l'amore con il mio stesso lamento...perché di dolore si può anche godere.  Mi sono annullata, più volte. Strappandomi di dosso pelle e vene. Ho assaggiato veleno, per poi leccarmi le labbra. Ho stoppato la corsa, e sono scesa. Cambiando strada.   Oggi, non ho (più) paura delle parole. Ma talvolta barcollo, ancora...Capita.Fz.