Disperdo scampoli di tempo che poi spero di ritrovare attraversando un nuovo sentiero.Sfrutto esausti canti trascinati dal vento della nostalgia.,Inseguo ricordi che emergono dal crogiolo della mente per generare sensazioni di sofferenze mai sopite. Intravedo geroglifici di poesie incise sulle incrostazioni di un niveo muro con accanto un filo d'erba sbocciato per caso, nonostante la salsedine posata nella fessura antica, dal libeccio violento della mia Terra.Ora scrivo per non dissipare il tempo che resta, per dare voce all' esigenza insistente e ostinata della volontà.I pensieri sostano nell'oscurità e indugiano ad espandersi in rappresentazioni e rimangono dormienti, accavallandosi caoticamente nella mente e fra le mani.Gli spazi si restringono e il silenzio, come sempre, sceglierà quando concerdermi la parola.Ho la coscienza che la realtà è dolce per quella che è. Non in futuro ma oggi, in questo istante.Che duri poco o molto nel tempo sarà marginale, comunque impreziosirà la mia conoscenza.Il tutto assemblerà la visione estetica della mia essenza. Pur sospesa o a fatica lambita.Come vorrei sempre accanto il timore della tenerezza .Il tempo del carnasciale mi offre l'opportunità di proporre un semplice tema di canzone popolareggiante, ma con innumerevoli variazioni e un compendio di tutti gli aspetti più ardui della tecnica violinistica paganiniana.
Sempre in quiete
Disperdo scampoli di tempo che poi spero di ritrovare attraversando un nuovo sentiero.Sfrutto esausti canti trascinati dal vento della nostalgia.,Inseguo ricordi che emergono dal crogiolo della mente per generare sensazioni di sofferenze mai sopite. Intravedo geroglifici di poesie incise sulle incrostazioni di un niveo muro con accanto un filo d'erba sbocciato per caso, nonostante la salsedine posata nella fessura antica, dal libeccio violento della mia Terra.Ora scrivo per non dissipare il tempo che resta, per dare voce all' esigenza insistente e ostinata della volontà.I pensieri sostano nell'oscurità e indugiano ad espandersi in rappresentazioni e rimangono dormienti, accavallandosi caoticamente nella mente e fra le mani.Gli spazi si restringono e il silenzio, come sempre, sceglierà quando concerdermi la parola.Ho la coscienza che la realtà è dolce per quella che è. Non in futuro ma oggi, in questo istante.Che duri poco o molto nel tempo sarà marginale, comunque impreziosirà la mia conoscenza.Il tutto assemblerà la visione estetica della mia essenza. Pur sospesa o a fatica lambita.Come vorrei sempre accanto il timore della tenerezza .Il tempo del carnasciale mi offre l'opportunità di proporre un semplice tema di canzone popolareggiante, ma con innumerevoli variazioni e un compendio di tutti gli aspetti più ardui della tecnica violinistica paganiniana.