La riva dei pensieri

Silenzio


In alcuni giorni ho la sensazione che intorno a me non recepisca incoraggiamenti e incentivi per navigare con il vento in poppa verso il mio domani. Rannicchiato sull'arenile di fronte al mio adorato mare, guardo l' orizzonte e mi lascio accarezzare dal sole e da un lieve maestrale. Non ho voglia di girovagare lungo la spiaggia, ho necessità di un attimo per riprendere fiato e motivazione. Ma un attimo quanto dura, figlia mia? Se non metto attenzione può durare per tutta l' esistenza, penso. In questa evenienza mi piacerebbe alzare le vele della mia barca, fantasticare rotte e paesaggi impossibili per provare a scoprire nuove mete, svelarne i colori, gli odori, i sapori.Indubbiamente sarà un tumulto di nuove impressioni e non sempre l'allegrezza sarà presente. Verosimilmente tante lacrime scorreranno sul mio viso, anche se una leggera e amorevole carezza agevolerà le  membra stanche e tu sarai la mia regina ed io il tuo principe. No, non voglio essere un principe ma un semplice marinaio con i piedi scalzi, protagonista dabbene dell'  esistenza che mi è concessa, alla ricerca di nuove emozioni quotidiane da consegnarti con amore. All'interno del mio sacco consunto metterò questa semplice ricchezza. Ed allora getterò l'ancora  del lavoro quotidiano e sosterò nella rada della conoscenza giusto il tempo di un respiro, e poi senza indulgere oltre riprenderò l'itinerario, onda dopo onda. emozione dopo emozione, silenzio dopo silenzio.Il carattere distintivo della proposta musicale è un rondò in mi maggiore eseguito dal pianoforte ma anticipato da un denso prologo dell' orchestra in do diesis minore. L' esecuzione è architettata su due tematiche. Il primo dalla struttura ballabile, il cui inciso espositivo avvia delicatamente al secondo tema, supportato caparbiamente dai violini in sincronia con il pizzicato dei contrabbassi. La maestria del Compositore ristabilisce immediatmente il tema iniziale in mi bemolle maggiore, per ripristinare la tonalità d'allestimento originario che conduce al lieto e giocoso finale del rondò. In definitiva è l' autonomia decisa alla forma del concerto per pianoforte e orchestra voluta dal Compositore e ben interpretata dal Direttore orchestrale.