Spremi-acume di film

I MOSTRI CHE COLSERO PRUGNE CADUTE


Allora il serpente disse alla donna:"No, voi non morrete, anzi, Dio sa che il giorno in cui ne mangerete, vi si apriranno gli occhi e sarete come Dio, conoscitori del bene e del male".Genesi 3, 4-5 Sembra ancora di vederlo con l'inseparabile stecchino fra le labbra, o brontolare tronfio di vino. Era una casa maledetta. Lui che era stato accusato di otto duplici omicidi, sedici ragazzi massacrati fra l'estate del '68 e l'autunno dell'85, fidanzatini in cerca di intimità nelle campagne. Avrebbero dovuto affrontare di nuovo i giudici, se nel frattempo lui e il suo amico non fossero morti. Solo e malato in quella casa schifosa di fetore. Pietro era vecchio, non si lavava mai, puzzava e bestemmiava. Una volta si affacciò nell'orto e raccontò al suo vicino di una donna che era venuta da lui e che si era spacciata per un'assistente sociale. "Rolando, sapessi che cosce...voleva i' mi cazzo...è salita su una sedia...le ho messo le mani sotto la gonna e lei ci stava". Però si vedeva che non era più quello di una volta. Lo avevano pagato per non parlare. Come un animale ferito nella tana. Era lui che aveva sezionato le coppiette, portando via lembi di un seno e frammenti di utero in notti di luna piena? Un contadino che aveva violentato anche le figlie faceva comodo ad alcuni nascosti uomini per bene in cerca di trofei anatomici. Un farmacista, un dermatologo, un anatomopatologo, un massone, un carabiniere. Queste erano gente per bene. Ma lui che percuoteva sua moglie e che già la cella l'aveva conosciuta perché ammazzato l'amante della fidanzata e dopo averlo finito aveva preteso di fare l'amore con lei accanto al cadavere sfigurato e ancora caldo, lui era giusto l'orco delle favole dei bambini, troppo comodo. Anche per la vicina di casa quando vedeva le figliolette sporche: "Pietro, perché non le lava le sue ragazze?". Lui alzava gli occhi al cielo e diceva che non avevano i soldi per comprarsi il sapone. E la vicina glielo comprava, il sapone. Lui, Pietro, ringraziava ma di notte inzuppava il gatto della vicina di acqua gelata e buttava l'acido sulle mattonelle di cotto della veranda della povera donna. Era una casa maledetta. Schifosa di fetore.Birsen, scappata nel 2005 con il marito Muhyettn e i due figli piccoli dalla Turchia che non ama i curdi come lei, è finita qui a Mercatale val di Pesa, proprio nella casa di Pietro, da sei anni affidata in gestione alla casa del popolo che l'ha trasformata in luogo d'accoglienza per le famiglie di extracomunitari con lo status di rifugiato politico. Birsen non sa nulla dei misfatti compiuti entro queste mura. Le hanno solo detto che qui tanti anni fa viveva un uomo cattivo.