Addicted to Caos

In trasferta


In questi tre giorni sono stata più su quattro ruote che su un membro. Volendo distogliere la mia mente da pensieri [?!?], ho accettato un invito per andare al di là del confine. Ho imparato molto: c'è sempre un borat dietro l'angolo, si può ridere anche con moccia [non necessita della M maiuscola], non tutti i parrucchieri sono gay [da cui: un parrucchiere che racconta barzellette avrà un futuro o da comico o da gay >_<], le slave hanno un viso da puttana, se il tizio per telefono dice 'Sì, Tesoro ci vediamo sabato sera' sicuramente ha un'altra e se fai la simpatica col tizio del catering quest'ultimo ti regala il Sauvignon [soprattutto se in due ore ti sei scolata un litro di quel vino]. Domani sera credo che l'aprirò. Tanto per festeggiare la mia nuova presa di coscienza e la conferma di ciò che avevo presupposto. Del resto, farò la fine di Cassandra. Quasi quasi non mi credo più neanch'io. Ma questa è tutta un'altra storia come diceva quello lì. Meglio dormire va [gli over sono affascinanti, peccato che russino!].