Adenia

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Preferisco i punti interrogativi ai punti esclamativi. Il dubbio permette di esprimere con calma le proprie idee e aiuta a cambiarle se queste non sono ottimali. Non è forse il dubbio che dà origine a non importa quale curiosità?

 

OUT OF TIME

Where's the love song to set us free
too many people down, everything turning the wrong way round
And I don't know what love will be
but if we stop dreaming now, lord know we'll never clear the clouds

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind

And watch the world spinning gently out of time
Feel the sunshine on your face
It's in a computer now
gone are the future (?) way out in space

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time

And you've been so busy lately
that you haven't found the time
to open up your mind
and watch the world spinning gently out of time
Tell me I'm not dreaming
but are we out of time 

 

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TIME IS RUNNING OUT

 

I'M YOURS

 

IL DUBBIO

Quando sulla strada vi imbattete nei punti interrogativi allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate punti esclamativi, i paladini delle grandi certezze, i puri della fede incontrollabile, allora mettetevi paura perché la fede molto spesso si trasforma in violenza.

Il dubbio è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli mostrerà che sono sbagliate. 

(frasi prese dal libro "Il dubbio")

 

ESSER TRISTI È NECESSARIO

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
16/01/2009 12.27.00

 

 

La tristezza è parte della condizione umana ed è funzionale e necessaria per godere della felicità e per un corretto sviluppo emotivo. "Quando si individua un tratto così profondamente conservato nella biologia dell'uomo, bisogna presumere che è un tratto selezionato dall'evoluzione e come tale necessario alla sopravvivenza", ha dichiarato Jerome Wakefield della New York University e coautore del libro "The loss of sadness: how psychiatry transformed normal sorrow into depressive disorder", la cui traduzione in italiano sarebbe "La perdita della tristezza: come gli psichiatri hanno trasformato il normale dolore dell'anima in malattia depressiva". Wakefield e altri psicologi che sostengono l'importanza di vivere ogni emozione, anche quelle più negative, sono stati intervistati sull'ultimo numero della rivista NewScientist.

Nella società moderna la tristezza è diventato uno stato d'animo da evitare. In tutti i modi possibili. Ci si può distrarre evitando di pensare e riempiendosi la giornata di appuntamenti e di cose da fare. Molti scelgono anche, in maniera incauta e superficiale, di usare pillole che stabilizzano l'umore agendo direttamente sui centri nervosi di produzione e regolazione dei neurotrasmettitori.

Eppure è esperienza comune di ciascuno come, nei momenti di difficoltà o di tristezza, la percezione del mondo è diversa e talvolta più profonda. Non è un caso, infatti, che gli artisti esprimono il meglio della loro produzione proprio nei momenti di maggiore difficoltà più che quelli di felicità. Secondo alcuni neurologi vi è un motivo biologico che spiega il legame tristezza-creatività: la riduzione dei livelli di cortisolo tipica dei momenti di tristezza attiva i centri nervosi della creatività mentre riduce l'attività di quelli che stimolano la socialità, la fame e l'attività fisica.
La tristezza, l'introspezione e i momenti di solitudine, quindi, sono funzionali a guardarsi dentro e fare il punto su di sé, per poi riprendere e andare avanti. Attenzione, però, se una sana dose di tristezza è necessaria, tutti gli esperti sono d'accordo nel dire che se si è di fronte ad una diagnosi di depressione allora è necessario sottoporsi a terapie adeguate.

Fonte: Marshall J. Is it really bad to be sad? NewScientist 14 gennaio 2009.

 

NEW YORK NEW YORK

 

I COLORI DEGLI ALIMENTI

Dietro ai vari colori degli alimenti si nascondono nutrienti diversi che devono essere assunti per avere un'alimentazione completa. Per ogni colore esiste un diverso beneficio, come una pelle giovane, delle ossa forti, una memoria da elefante e un sistema immunitario ben funzionante. Per mangiare "colorato" si intende assumere ogni giorno degli alimenti appartenenti a cinque diverse categorie di colore, giallo/arancione, verde, blu/viola, rosso e bianco, alle quali corrispondono dei nutrienti specifici.

Ecco alcuni esempi: i cibi gialli/arancioni come carote, zucca, mais, melone sono ricchi di carotenoidi che svolgono una funzione antiossidante; gli alimenti verdi, tra cui spinaci o broccoli, sono ricchi di luteina che fa bene alla vista; i blu/viola come more e mirtilli, fonte di antocianine, proteggono dalla fragilità capillare, dai processi infiammatori e dai tumori; pomodori e cocomero fanno parte dei cibi di colore rosso che hanno un grande contenuto di licopene, che può avere una funzione protettiva contro il cancro e le malattie cardiovascolari; infine, sono considerati alimenti bianchi il cavolfiore, con proprietà anticancerogene, e le patate, buona fonte di sali minerali e vitamine, ma anche le carni bianche, il pesce e i formaggi magri che sono fonte di proteine.

I nutrienti contenuti in questi alimenti lavorano meglio in squadra, questo vuol dire che dovrebbero essere assunti contemporaneamente cibi appartenenti a categorie di colore diverse. Questa abitudine aiuta a mantenere un'alimentazione variata e completa ed è estremamente semplice da realizzare: ad esempio grazie ad insalate e macedonie di frutta, facili da essere consumate anche durante i pasti fuori casa.

Fonte: Perry M. Colors of health. Prevention 9 novembre 2007

 

LE ONDE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Accogliere il Flusso

Post n°80 pubblicato il 03 Giugno 2006 da Adenia
 

A volte si chiede ad esperti, ad amici o a conoscenti se sia ‘normale’ un determinato tipo di comportamento, pensiero, attitudine. Ma chi può saperlo se non il diretto interessato? Mi fa stare bene con me stesso? Sento che è espressione diretta del mio essere? Mi sento realizzato, soddisfatto, riempito da ciò? Queste, credo, siano i quesiti fondamentali ai quali rispondere più che dare un giudizio di valore in termini di giusto-sbagliato, sano-insano, normale-anormale.

Ci sono tante cose che nessun libro ci insegna. Non esiste alcun volume in grado di offrirci le istruzioni per l’uso per la vita, per una vita piena, autentica, soddisfacente, e ancor di meno per la nostra vita. Questo è un ‘manuale’ che ciascuno di noi è chiamato a scrivere in prima persona.
I libri possono fornirci degli stimoli di riflessione, degli elementi per pensare, per riflettere, ma la declinazione concreta spetta a ognuno di noi come individuo. Questa è la nostra responsabilità più grande.
Conosci te stesso: questo è senso più elevato della nostra esistenza. Il partire da noi per arrivare all’Altro, un altro che, tra le altre cose, ci può fungere da specchio, rimandarci una immagine possibile di noi rispetto alla quale siamo chiamati a rispondere in prima persona, per poi ritornare nuovamente a noi in un circolo virtuoso in cui ogni esperienza non può fare altro se non arricchirci.

Una delle difficoltà maggiori che le persone riferiscono oggi è proprio quella di definirsi. Il concetto di identità, quindi, rappresenta un nucleo problematico per molti che finiscono con il perdere il contatto con se stessi, con la propria essenza più intima fino, a volte, a non sapere più chi si è.
Questo, tra gli altri contesti, è chiaramente evidente anche nella Rete. Non sono poche le persone che, chiamate a dare una definizione verbale di se stesse, a volte lasciano uno spazio vuoto nell’area preposta all’uso, come se il vuoto sullo schermo ben rappresentasse il loro vuoto interiore. Poi c’è chi si affida alle definizioni delle persone che stanno intorno: “Il mio migliore amico dice... La mia fidanzata sostiene...”, come se la propria identità dipendesse in tutto e per tutto da chi è circostante, quasi non ci fossero dei confini con loro. E poi c’è chi ama le citazioni ampie e generiche da opera letteraria, senza alcuna implicazione a livello personale: “Il mondo… la vita… la natura.. l’amore..”, come se il fare parlare gli Altri, degli altri ‘autorevoli’ la dicesse lunga circa la propria assoluta mancanza di pensiero autonomo e responsabile.

Ma tra i tanti c’è chi, pur nella consapevolezza di non poter dire ‘tutto’, è consapevole che tra gli estremi tutto-niente è possibile anche una via di mezzo e tenta di raccontare qualcosa di sé con parole sue, pur sapendo che saranno poche, limitate e limitanti. E’ un punto di partenza, un inizio del proprio libro di vita.

Mettersi alla prova, sperimentarsi, cadere, commettere errori: questa è la vita.
Accettare che si è ignoranti e che la più grande ignoranza rappresenta proprio se stessi. “Io mi conosco benissimo!” – sostengono con fierezza alcuni.
E’ possibile conoscersi un po’, sicuramente, alcuni sono più avanti rispetto ad altri in questo processo, ma il gesto di umiltà più grande che possiamo compiere nei nostri confronti è proprio quello di ammettere che come c’è un flusso, un divenire continuo (‘panta rei’) nell’universo così accade in noi, per cui non è assolutamente possibile giungere ad un possesso pieno, completo, definitivo della conoscenza su di noi. E’ un po’ come il flusso dell’acqua: puoi raccoglierne un poco nelle mani disposte a mo’ di coppa, ma proprio quando ti senti illusoriamente sicuro del suo possesso e ti accingi a chiuderle per meglio tenere ciò che hai nei palmi, a quel punto perdi il contenuto.

E così per noi stessi: nel momento in cui si smette di cercare, quando si suppone di sapere, quando si chiudono i sensi e la mente, ci condanniamo ad una sorta di non-vita imprigionata in un passato non più attualizzabile.E allora apriamoci al futuro, cerchiamo, per quanto possibile, di accogliere e di accettare quella quota di imponderabile che la vita ogni istante ci riserva. Accettiamo il fatto che non tutto è prevedibile e che noi stessi facciamo parte a pieno titolo di questa vita e che come tali non possiamo prevedere la nostra evoluzione: l’avere agito in un determinato modo in passato, anche le circostanze potranno essere assai simili in un futuro, non è detto che anche le nostre azioni ricalcheranno per filo e per segno le orme tracciate in precedenza.Evitare di affidarsi ciecamente ai pareri altrui, imparare a pensare con la propria testa e a decidere sotto la propria responsabilità. Non cercare di essere coerenti a tutti i costi, ma affidarsi alla propria bussola interiore, che sa indicare una direzione, senza dare definizioni nette e obbligate a priori: è uno strumento e come tale va utilizzato.

Accettare il cambiamento, arrendersi al flusso delle cose, cercando di discriminare quando abbandonarsi al flusso e quando cercare di opporre resistenza. Ma soprattutto, essere in grado di discriminare quando vale la pena agire in un modo oppure nell’altro, questa è la vera saggezza, una meta ideale verso cui si tende per approssimazioni successive, giorno dopo giorno, ma che mai si può conquistare una volta per tutte.

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Commenti al Post:
caoscalmo
caoscalmo il 06/06/06 alle 10:49 via WEB
quanto ti condivido e quanto ho assentito leggendo questo post, sono figlio del dubbio e non mi sono mai opposto al flusso delle cose, mi muove una curiosità smodata che in passato mi portava a compiere anche atti in piena incoscienza, invece nel presente sono più consapevole, non credo di essere giunto alla saggezza provo a tendervi vivendo....ciao Adenia, un bacio per una buona giornata
 
 
Adenia
Adenia il 06/06/06 alle 14:48 via WEB
Questo post è forse tra i miei preferiti, ma pare che solo tu lo abbia apprezzato. Mi piace sapere che ti senti spesso in sintonia con i miei pensieri. Giungere alla saggezza credo sia possibile in parte e solo in certi campi, sarebbe anche poco stimolante l'andare avanti se così non fosse. Buon pomeriggio caoscalmo e a presto!
 
   
liberacomelibellula
liberacomelibellula il 19/11/06 alle 15:49 via WEB
Ciao
arrivo qui perchè ti ho visto all'ultimo rigo delle visite al mio Blog... dove ero andata a scrivere uno "sfogo" per una sorta di delusione bloghistica" (non di amore... ma di comportamenti umani!)
... (chiaramente se ora ci ripasserai non ti ritroverai + all'ultimo rigo bensì al primo...*__°)

In genere non ho il tempo necessario per ricambiare le visite...e comunque, quando ce l'ho, prima di decidere se lasciare un saluto o anche solo "mostrare" il mio passaggio (facendo il login) ho l'abitudine di cercare di "sentire" un po' la personalità dell'autore di un Blog, di respirare un po' la sua aria... insomma di approfondire...

...e così facendo... ECCOMI qua al Tuo Messaggio n°80 del lontano mese di Giugno 2006... con Tags: PSICOLOGIA dove oltre a leggere quanto scrivi, con amore di Approfondimento e di Aiuto per Te stessa e per eventuali Viandanti nel Tuo "Post"... ho letto anche i relativi commenti... e la tua risposta solo al primo

Di qui la mia decisione a lasciarti un commento anche io, soprattutto irritata, dalle conclusioni che Ti scrive il secondo "nick" ( nota bene che non ho usato il termine PERSONA ), e dalla tua frase di risposta al 1° commento, in cui dici:

"Questo post è forse tra i miei preferiti, ma pare che solo tu lo abbia apprezzato"

Se io quel giorno di giugno fossi passata di qui prima del Nick "dreadfull.wish" avrei commentato così:

Ciao, sono una Psicologa ultacinquantenne napoletana, e ti scrivo per compiacermi delle Tue considerazioni, dei tuoi approfondimenti, del tuo desiderio di Interpretare e Condividere...

e, proprio per questo,mi viene spontaneo dirti di NON RAMMARICARTI CHE SOLO UNA PERSONA ABBIA APPREZZATO QUESTO TUO POST... infatti le motivazioni possono essere tante... non tutti conoscono ancora il Tuo Blog (ed anche qui le moticazioni possono essere tante!..) ... il Post è stato scritto di sabato e magari essendo già nel mese di giugno forse il "Traffico-Bloger" era più intenso verso il Mare o i Laghi...piuttosto che qui nella Blogosfera... insomma...

perchè i Tuoi Approfondimenti diventino "parte" di Te e non solo "letture condivise" ... ricordati che noi scriviamo innanzitutto PER NOI STESSI... e se questo POST è per Te tra i più cari, è inutile soffermarsi sul fatto che "SOLO UNA PERSONA LO ABBIA APPREZZATO"...

Soffermati magari proprio su questa considerazione che hai scritto e leggi, se vuoi, come in essa si possa rilevare il "RAMMARICO DI NON RICONOSCIMENTO" e quindi una possible "bassa autostima" che ha bisogno di CONFERME dall'Esterno di Sè... è umano... siamo Individui Sociali, apparteniamo al "Branco-Uomini" e quindi è *__° "normale" reclamarne l'appartenenza mediante il "Riconoscimento" ... anche dialettico e propositivo ... per una "miglior VITA Sociale"...

Dal Tuo post si evince - per persone non superficiali ( -e tali sono quelle che leggono come in uno specchio la propria Supeficialità e poi Te la proiettano- )- che sei una BELLA PERSONA in APPROFONDIMENTO del TUO Sè... ed il percorso è LUNGO... perchè non smetterà mai fino all'ultimo giorno di VITA (auspicabile "lontano e leggero"!)... ed è proprio questo il BELLO DELLA VITA: ... VIVERLA CON PARTECIPAZIONE EMOTIVA ED ATTENZIONE INTELLIGENTE ... alla scoperta della CONOSCENZA del proprio "Sè"... perchè più parti di noi scopriamo (anche apparentemente "brutte" e "non accettabili") e più riusciamo a RICONOSCERE l'"ALTRO"...


Chiaramente quello che scrivo oggi, è in parte arricchito anche dalle considerazioni derivanti da ciò che ho letto più giù dal Nick menzionato...
e quindi concludo dicendoti:
Complimenti! sia per il Tuo interessamento alla "Psicologia & Dintorni" e soprattutto per aver IGNORATO una Sorta di PROVOCAZIONE da parte del citato NICK...
e spero che comunque Tu possa sempre considerare anche le "Critiche Negative" come un 'ulteriore STIMOLO per APPROFONDIRE...il "PERCORSO" della propria VITA...
... ogni "critica" giusta/ingiusta, buona/cattiva ... ha sempre (in percentuali diverse) anche una possibile % di verità...accettabile... ed è proprio questo che la fa divenire, per PERSONE SENSIBILI come Tu mi appari, un ulteriore STIMOLO!...


Ti saluto con empatia, augurandoti affettuosamente:

Buon Percorso!
RosyTrilly
**__**
 
     
Adenia
Adenia il 21/11/06 alle 00:03 via WEB
Mi ha colpito il tuo modo di commentare questo mio non recente post. Come mai arrivi tu così all'improvviso con questo tuo stile così interessante ai miei occhi? Chi sei? Ci conosciamo? Mi par strano il tuo intervento. Ho provato ad entrare ancora nel tuo blog, ma risulta disattivato il tuo profilo e non ricordo il link esatto. Prima di continuare il dialogo e di rispondere entrando nel merito dell'argomentazione mi piacerebbe avere un cenno da parte tua... non mi va di dare risposta a chi poi sparisce. Ciao Rosy.
 
     
liberacomelibellula
liberacomelibellula il 21/11/06 alle 03:19 via WEB
Come VedI, non sono "scomparsa"...ti ho rivista lì a sinistra nel mio Blog ed eccomi qui...*__*
e come VedO, non mi sbagliavo nel pensare che sei una PERSONA che ama "approfonfire", "ricercare"... infatti mi hai "ritrovata"...
*__*
Mi domandi:
Chi sei? Ci conosciamo? Mi par strano il tuo intervento...

No Adenia, non ci conosciamo... forse...
"ci stiamo coscendo"...

Il mio intervento è stato determinato da una empatia sollecitata da molteplici elementi...
L'Ordine, la Musica, la Speculazione, lo Zen e dal fatto che sono una Psicologa ( come già ti ho detto ) ma anche una Matematica e ReikiMaster e pertanto sono attratta da Persone e Luoghi che presentano ARMONIA o Ricerca di Armonia... perchè è anche il Percorso scelto da me...

Mi sei apparsa come Persona Delicata, Sensibile, Poetica ma anche tendente a "mentalizzare" ... una persona Forte ( o quanto meno, potenzialmente Forte) ed all'un tempo fragile, comunque una Persona alla Ricerca della Conoscenza di Sè...

mi hanno influenzato positivamente anche le Tue Amicizie-Blog e le Tue Belle Musiche... ( Mentre scrivo infatti sto ascoltando: Fate Of Awakening) ... e così poi... ho continuato a curiosare tra le Tue pagine ed ho trovato questo Post "PSICOLOGIA" ... il resto te l'ho gia detto ... ho pensato che un po' il commento successivo avesse potuto "vagamente ferirti" o "deluderTi" e non mi sembrava giusto... così ho inteso darTi anche la mia opinione...
TUTTO QUA...

Circa il "Chi sono", sai bene che non potrò mai dirti fin in fondo "Chi sono" (al di là che sono nata e di nuovo risiedo a Napoli ed ho 55 anni)... perchè...forse... lo saprò interamente, solo alla Fine del mio Percorso quando, purtroppo, sarà troppo tardi per potertelo dire...

Comunque, ora sei in grado di ritrovare il mio Blog "tra Terra & Cielo"... e quando vuoi, sei sempre ben accolta, sebbene non ci troverai granché di interessante...

(ti dò anche altri nick dove la e-mail è attivata e vi sono associati altri Blog che però nn riesco più ad aggiornare...
"menscorpusanimus", "soloperleggerunpo" "AurAscolto") ...

Ed ora, dimmi Adenia:
TU chi SEI? *__° *__*
Ciao Adenia, Sogni Sereni e Buon Risveglio!
Rosy
*___*
 
dreadful.wish
dreadful.wish il 06/06/06 alle 16:44 via WEB
Ogni persona è in grado di discrimanare,a livelli più o meno elevati. I flussi delle cose non nascono dal nulla ma da noi.Senza di noi le cose non si muovono quindi niente flussi. Ci sarebbero molte cose da dire ma sintetizzo il mio pensiero: questo post mi sembra un elogio alla superficialità, un tributo al modo di concepire la vita alla magrebina o alla messicana (dormendo accanto a un muro o facendo la siesta sotto al sombrero). Un miscuglio di luoghi comuni mutuati da filosofie woodstockiane fine anni 60 mixate con la psicolgia dello stress-depressione-mobbing anni attuali. Ti saluto...perplesso.
 
gioggio1
gioggio1 il 03/12/06 alle 16:57 via WEB
ciao Adenia. Ho letto, mi ristulta interessante questo vecchio post, ritornerò a commentare.
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.
 
 
 

INFO


Un blog di: Adenia
Data di creazione: 02/09/2005
 

 

EVERY BREATH YOU TAKE

Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
Every step you take
I'll be watching you

Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I'll be watching you

O can't you see
You belong to me
How my poor heart aches with every step you take

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

Since you've gone I been lost without a trace
I dream at night I can only see your face
I look around but it's you I can't replace
I keep crying baby please

Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I'll be watching you

 

 

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IO CAMMINO DI NOTTE DA SOLA

Io cammino 
di notte da sola
poi piango poi rido
e aspetto l’aurora
Ed è una realtà
tutta mia
e una strana atmosfera
pervade la mente
di sera
Io vivo
a volte infelice
a volte gaudente
talvolta vincente
o perdente
Ed è una vita d’artista
così altalenante
ma quello che creo
è importante per me
Io cammino
di notte da sola
poi piango, poi rido
poi parlo, poi rido
poi grido... 

 

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THE BLOWER'S DAUGHTER

 

SEI PARTE DI ME

E per ogni giorno mi prendo un ricordo che tengo nascosto lontano dal tempo...
Dentro c'è un bisogno di ridere...
Immagini che passano e restano...
E se ti fermassi soltanto un momento...
Sei parte di me, sei parte di me... lo tengo per me.

 

IL ME DIT QUE JE SUIS BELLE

Et quand le temps se lasse
De n'être que tué
Plus une seconde passe,
Dans les vies d'uniformité
Quand de peine en méfiance,
De larmes en plus jamais
Puis de dépit en défiance
On apprend à se résigner
Viennent les heures sombres
Où tout peut enfin s'allumer
Ou quand les vies ne sont plus qu'ombres
Restent nos rêves à inventer

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Il parle comme on caresse
De mots qui n'existent pas
De toujours et de tendresse
Et je n'entends que sa voix

Eviter les regards, prendre cet air absent
Celui qu'ont les gens sur les boul'vards
Cet air qui les rend transparents
Apprendre à tourner les yeux
Devant les gens qui s'aiment
Eviter tous ceux qui marchent à deux
Ceux qui s'embrassent à perdre haleine
Y a-t-il un soir, un moment
Où l'on se dit c'est plus pour moi
Tous les mots doux, les coups de sang,
Mais dans mes rêves, j'y ai droit

Il me dit que je suis belle
Et qu'il n'attendait que moi
Il me dit que je suis celle
Juste faite pour ses bras
Des mensonges et des betises
Qu'un enfant ne croirait pas
Mais les nuits sont mes églises
Et dans mes rêves j'y crois

Il me dit que je suis belle...
Je le vois courir vers moi
Ses mains me frôlent et m'entraînent
C'est beau comme au cinéma
Plus de trahison, de peines
Mon scénario n'en veut pas
Il me dit que je suis reine
Et pauvre de moi, j'y crois
Hmm, pauvre de moi, j'y crois
 

LA MANCANZA DI PASSIONE

La passione è il fuoco alchemico che cuoce i fluidi spirituali e rende conciliabili gli opposti. Chi non si lascia coinvolgere dalla passione e dal desiderio perché attento a trovare solo sicurezza e vantaggi è immorale. La mancanza di passione è immorale.

 

EVERY BREATH YOU TAKE

 

INDIFFERENZA

Penso che alla base di ogni male vi sia l'indifferenza. Combattere l'indifferenza è difficile perché ci si scontra con il nulla, con il vuoto, con l'appiattimento, con la non sensibilità. E' più facile avere un dialogo con chi odia che non con chi è indifferente. Odio, rabbia, gelosia, invidia, depressione, dipendenze dannose e altro ancora, a mio parere, nascono con il dilagarsi dell'indifferenza umana. Avere un parere contrario a qualcosa è costruttivo, non averlo affatto è espressione di morte delle idee.

Credo che la provocazione finalizzata a se stessa sia sciocca e controproducente, ma non mettersi in gioco, non andare contro corrente per partito preso, o meglio, per paura di uscire dai canoni accettati dalla massa, beh questo è un freno alla fantasia, al coraggio, alle innovazioni, allo sviluppo. Chi sceglie l'indifferenza sceglie la via più facile per non sentirsi responsabile di qualcosa che non conviene o per pigrizia o per vigliaccheria.

hkhgkj

 

INVINCIBLE

 

 

SUPERMASSIVE BLACK HOLE

 

STARLIGHT

 

THE FUNERAL OF HEARTS

 

 

MADNESS

 

 

 

 

 

 

 

FA CHE NON SIA MAI

 

 

 

 

 

 

 

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