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Nel mezzo del cammin di nostra vita.....


Sarà che tra pochi giorni compirò i fatidici 35 anni, sarà che in questi giorni ho un po’ la "sbornia triste" ma vi devo confessare che mi ha particolarmente colpito la morte così improvvisa, così ingiusta (ma quando mai non lo è?!?), così drammatica di una persona che in fondo nemmeno conoscevo né avevo mai visto di persona.Sto parlando di Alberto D’Aguanno, uno dei pochissimi giornalari sportivi che stimavo. Uno che non strillava mai, non faceva spettacolo, non faceva risse…. Faceva "solo" informazione sportiva.Facezie dirà qualcuno di voi. E’ vero: in un mondo che sta andando a rotoli (o quasi, ve l’ho detto che ho la "sbornia triste") parlare di calcio e/o affini, e soprattutto ascoltare chi ne parla, sembra un esercizio di lezioso e pigro menefreghismo. In parte è vero, in parte credo che a tutti, prima o poi, serva un cantuccio in cui rifugiarsi quando si ha un po’ freddo o quando si ha voglia di staccare un po’ la spina.Beh, quel lungagnone di Alberto D’Aguanno in quel cantuccio riusciva a portare calore, ironia e una grande simpatia oltre a una professionalità, a mio avviso, davvero rara nel settore in cui lavorava.Più che in video lo ascoltavo spesso in radio dove, secondo me, esprimeva il meglio di sé, dove trovava un ambiente informale che esaltava al meglio le sue doti professionali ed umane; dove con i suoi interventi, sempre mirati ed equilibrati, riusciva a sdrammatizzare un argomento che tutt’è meno che drammatico, ma che in Italia riesce sempre ad esserlo; da dove, con garbo e humor, mi ha accompagnato durante il lungo sogno estivo dei mondiali; dove ha saputo parlare oltre che di calcio anche di musica ed amicizia; dove ha dimostrato di essere una proprio brava persona.Una brava persona che da oggi un po’ mi mancherà e che voglio salutare anche a nome dell’Adriatica.Buon viaggio.