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Un blog creato da affannosamente il 17/10/2012

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Citazioni nei Blog Amici: 8
 

 

Amarsi male.

Post n°608 pubblicato il 23 Gennaio 2017 da affannosamente

E tu amami come ameresti te se fossi me e viceversa
Quindi male e senza capire niente.
[Lo Stato Sociale]

L'amore  ha una connotazione, per sua natura instabile.
L' amore rende precario l'equilibrio mentale: fa fare cose inimmaginabili in altre condizioni.
L'amore porta a pensieri osssessivi: se l'oggetto dei pensieri non fosse la persona amata, ci si chiederebbe subito se c'è qualcosa che non va.
L'amore, quando condiviso e ricambiato, serve a rendere meno tediosa la vita, serva ad aiutarci a dimenticare che esiste la morte.
L'amore fondamentalmente è un estremo delirio di onnipotenza.  Ti fa sentire invincibile, pieno di energie ed inestinguibile.
L'amore, tanto quanto tira fuori il meglio di noi, tira fuori anche il peggio.                   

E noi siamo arrivati agli estremi della ragione, abbiamo leccato con la lingua il bordo tagliente dei limiti del buon senso.
Ci siamo fatti male l'un l'altro. Abbiamo ferito anche noi stessi.                      
Per ogni emozione estrema, esiste il suo rovescio.
Una gioia intensa, un intenso dolore.
Fa parte del gioco.
Anche la felicità è spaventosa, così come lo è il male che sappiamo che l'altro è capace di farci.

 
 
 

RiconoscibilitÓ e mistero.

Post n°607 pubblicato il 10 Gennaio 2017 da affannosamente

Si può però morire
vivendo sempre e solo per sentito dire.
Si pu però morire
per la fame che non hai.

[Ligabue] 

Talvolta i cambiamenti procedono così lentamente che è difficile accorgersi che qualcosa stia accadendo. Ci si stupisce solo alla fine, quando tutto ormai è modificato e nulla è come prima. Che ne è stato del processo? Che ne è stato dei singoli tasselli del puzzle che uno dopo l'altro in maniera impercettibile hanno dato forma alla figura completa?

Siamo partiti due anni fa allo sbaraglio. Siamo partiti per scherzo, per gioco, per provare a vedere come andava. Ho be chiari i momenti di svolta del nostro rapporto, ma mi stupisco ancora di come dai perfetti sconosciuti che eravamo, siamo arrivati ad essere una famiglia.

L'amore è imprevedibile. Come l'incertezza.

 
 
 

Il prezzo dei sogni.

Post n°606 pubblicato il 09 Gennaio 2017 da affannosamente

A volte i sogni ti si ritorcono contro.
Hai aspettato così tanto che tutto divenisse realtà e adesso... vorresti solo poterti svegliare, lasciare tutto com'era, senza conseguenze, senza riprecussioni.

La vita adulta è una strada fatta di responsabilità, di decisioni da prendere, di rogne da evitare e di ostacoli da superare.
Parole prima vuote come "pensione", "affitto", "mutuo", "convivenza", "per sempre", iniziano a riempirsi, a prendere forme belle, sinuose, quanto inquietanti.

Pare non sia dato poter prevedere in anticipo gli effetti a breve termine delle proprie scelte, pare non sia dato sapere se te ne dovrai pentire o se qualcun altro se ne pentirà al posto tuo.

Le relazioni sono fili che si intrecciano, si spezzano. Talvolta si possono riannodare, ma lì, dove prima il filo scorreva liscio rimarrà sempre un nodo a memoria dello strappo.
Non tutto comunque si può ricucire.
Non tutto comunque si può riparare.
Le toppe posizionate sopra i buchi migliorano la situazione, certo ma sono una soluzione di ripego. Sulla mia persona rimarranno sempre impressi i buchi e gli strappi dello scempio. Io stessa sono uno scempio.
Non ho vie di fuga da me.

 

 
 
 

Abisso.

Post n°605 pubblicato il 17 Novembre 2016 da affannosamente

Mi spingono la testa sott'acqua a forza.
Mi divincolo, oppongo resistenza, cerco in tutti i modi di ritornare a galla.
La loro forza sovrasta la mia, inevitabilmente, mi risbattono sotto. Le mie ginocchia urtano il fondo, così come la mia anima.

Non hai ancora imparato a difenderti bambina mia, non hai ancora imparato a nuotare. Eppure sei grande abbastanza, forse in fondo nemmeno lo vuoi davvero bambina mia.

Mi ostino a ribellarmi, a guardarmi attorno, a lottare contro l'annegamento. Allungo le mani, muovo le braccia.
C'è qualcuno lì vicino.
Un barlume, un briciolo di speranza.
Ehi, perchè non si muove? Perchè non fa qualcosa? Perchè non mi lancia una fune?
Forse non è poi vicino come credevo.

Sei una bambina cattiva, ma ti insegneremo noi come si sta al mondo. Oh, lo imparerai, con le buone o con le cattive, ma  lo imparerai.
E' inutile che urli, peggiori solo la tua situazione. Sei sola, bambina mia, nessuno verrà a salvarti, nessuno crederà ad una come te. 

Così, come un cane sottoposto a troppe angherie senza possibilità di difendersi, mi lascio morire anch'io, di inerzia, di stenti, di infamia.
Non c'è via d'uscita dal dolore, non c'è finale alternativo per quelle come me. 

 
 
 

In volo libero.

Post n°604 pubblicato il 07 Novembre 2016 da affannosamente

Quanto pesa il dolore?

Un grammo,  un  etto, forse un chilo...

Che consistenza ha?

Dura,  morbida, più probabilmente vischiosa...

Il quarto piano é abbastanza in alto per imparare a volare?

Una caduta libera, pochi istanti  per pentirsi del salto o per rimproverarsi  di avere aspettato tanto?

Ho passato la notte a chiedermelo.

Ho passato  la notte a chiedermi perché  non  lo faccio per davvero.

 
 
 

Avevi promesso.

Post n°603 pubblicato il 06 Novembre 2016 da affannosamente

E mi pare che ciò che manca è palese.
[L'orso] 

Ti ho mai parlato della voglia di lacerarmi? Del desiderio di scalfire sulla pelle il dolore che mi taglia dentro?
O ti ho protetto una volta di più?
Dalle mie crude verità, dalla bruttezza che cerco di nascondere e che èl a stessa che tu cerchi di dimenticare.

 

Queste mura così strette da soffocarmi.
Queste stanze così grandi da crearmi il panico.

 

Ti sei dimenticato della costola che mi stavano strappando via.

 

 
 
 

Finally, I choose love.

Post n°602 pubblicato il 24 Ottobre 2016 da affannosamente

Alla fine ho scelto l'amore.
Senza se e senza ma.
Ho scelto i suoi occhi, ho scelto il suo cuore.
La ricerca di una paga fissa e di una casa, un po' meno fissa, ma comunque stabile.
Le agenzie, le scale, i vani ascensori, i posti auto, la cucina, la polvere, la fatica e il sudore.
Svegliarsi presto il sabato mattina per andare a dormire ancora più tardi.
Smarrirsi e ritrovarsi.
Ritrovarsi e smarrirsi. 
Entrarsi dentro più a fondo, entrarsi dentro completamente.
Le chiavi di una casa che non c'è, le chiavi di una vita da costruire.
Il passo è grande, forse più lungo di gambe che partono brevi per natura.
L'incertezza e la paura, stiamo partendo col piede sbagliato, siamo ancora in tempo a raddrizzarlo.
Che facciamo, che faremo?
Dove siamo, dove andremo?


 
 
 

La mamma Ŕ sempre la mamma.

Post n°601 pubblicato il 14 Settembre 2016 da affannosamente

Più che mai
cullami e avvolgimi
con un caldo abbraccio
Più che mai
parlami nutrimi
madre terra.
[Carmen Consoli]

Gli ostinati silenzi, la falsa verità.
Il doppio legame, il doppio gioco, il doppio dolore.
Ti vergognavi che ero ancora in fasce, non hai smesso per un secondo.
I sorrisi sui volti delle altre, le carezze ambite, le loro rassicurazioni.
I bambini contenti, i bambini spensierati, i bambini sicuri.
Il ghiaccio nel cuore e alle estremità.
Non sono mai stata abbastanza. Nemmeno per essere ripudiata.


Eppure adesso vorrei indietro tutto quello che non ho avuto, vorrei tornare dalla me bambina e rassicurarla.
Vorrei calmarla, consolarla, dirle che ce la farà, che sopravviverà, che tatuerà il suo non aver bisogno di nessuno sulla sua pelle.
Vorrei dirle che è bella, che è bella così, anche senza rossetto, anche con i kg in più, anche di prima mattina.
Vorrei dirle che è brava, che lo è sempre stata, che ha sempre saputo come cavarsela e che sono fiera di lei.
Vorrei dirle che non deve vergognarsi, che non ha colpe, che è solo stata tanto sfortunata.
Vorrei compatirla un po', cercare di capirla, di confortarla.
Vorrei essere per lei la madre e il padre che non ha avuto.
Vorrei essere la mia stessa origine.
Io vengo da me. 

 
 
 

Il bisogno del bisogno.

Post n°600 pubblicato il 10 Agosto 2016 da affannosamente

Gli amici se sapessero,
che sono proprio io,
pensare che credevano che fossi quasi un Dio...

[883]

Anche se ce la faccio da sola, anche se mi sono sempre bastata da sola, ho bisogno di aver bisogno di te.
La fiducia si impara con la pratica, come andare in bicicletta. In entrambe le cose i primi tentativi sono sempre fallimentari, fanno paura: c'è bisogno di appoggiare continuamente i piedi a terra; poi ad un certo punto ci si rende conto che più si pedala veloci, più è facile mantenere l'equilibrio. Ed è pure più divertente.
E ovviamente la stessa cosa vale per la fiducia: bisogna correre il rischio di scivolare, di cadere e farsi male. Ma bisogna continuare a pedalare, a spingere forte, a crederci ancora. E godersi il vento tiepido sulla faccia. 

 

 
 
 

Tolleranza zero.

Post n°599 pubblicato il 28 Luglio 2016 da affannosamente

Se un bambino vive con le critiche, impara a condannare.
Se un bambino vive con l’ostilità, impara ad aggredire.
Se un bambino vive con il timore, impara ad essere apprensivo.
Se un bambino vive con la pietà, impara a commiserarsi.
Se un bambino vive con lo scherno, impara ad essere timido.
Se un bambino vive con la gelosia, impara cos’è l’invidia.
Se un bambino vive con la vergogna, impara a sentirsi in colpa.
Se un bambino vive con l’incoraggiamento, impara ad essere sicuro di sé.
Se un bambino vive con la tolleranza, impara ad essere paziente.
Se un bambino vive con la lode, impara ad apprezzare.
Se un bambino vive con l’accettazione, impara ad amare.
Se un bambino vive con l’approvazione, impara a piacersi.
Se un bambino vive con il riconoscimento, impara che è bene avere un obiettivo.
Se un bambino vive con la condivisione, impara la generosità. 
Se un bambino vive con l’onestà e la lealtà, impara cosa sono la verità e la giustizia.
Se un bambino vive con la sicurezza, impara ad avere fiducia in se stesso e in coloro che lo circondano.
Se un bambino vive con la benevolenza, impara che il mondo è un bel posto in cui vivere.
Se vivi con serenità, il tuo bambino vivrà con la pace dello spirito.
Con che cosa sta vivendo il tuo bambino?
[Dorothy Law Nolte

Per anni mi sono interrogata su quali attenzioni, su quali strategie potessi mettere in atto per evitare il disastro. Non ho mai trovato risposta e questo per il semplice motivo che il disastro non si poteva evitare.
Una cosa scivolata di mano, i piedi che si muovono con le punte verso l'esterno, un sorriso di troppo, un'opinione differente: tutte gocce capaci di far traboccare il vaso.
Una politica di tolleranza zero alla mia persona. Non sono ammessi sbagli, non sono ammesse scelte, non sono ammessi ripensamenti. Spesso non sono ammessa nemmeno io.

Gocce calde attraversano le guance e atterrano sul cuore. E a furia di caderci sopra, goccia dopo goccia scavano un foro. Ho il cuore bucato, ho il cuore con una perdita, ho il cuore rotto.
Parole vuote a riempire le bocche, ma non le pance. 

 
 
 

Obnubilamento.

Post n°598 pubblicato il 21 Luglio 2016 da affannosamente

Non sentire più nulla.
La testa vuota, il corpo fluttuante, le gambe appoggiate.
L'aria che entra e che esce senza graffiare, pensieri immobili, solitari.
Rimanere nel limbo così.
Non svegliarsi più.
Niente più dolore, niente più sofferenza, niente più senso di vuoto.

E poi riemergere: non si può stare sott'acqua per sempre.
Il sole sulla pelle, la luce negli occhi, l'arsura della gola.
Vivere mette sete.

 

 
 
 

Ti a(s)mo.

Post n°597 pubblicato il 18 Luglio 2016 da affannosamente

L'aria non entra. L'aria non esce.
Annaspo nel buio cercando di convincere i polmoni a fare il loro lavoro, tentando di ignorare la gola stretta in una morsa che non permette all'ossigeno di passare.
La chiamano "crisi respiratoria da asma allergico" ed è una sensazione fastidiosa, di minaccia, di pericolo, di paura che le vie si ostruiscano del tutto e non permettano più nemmeno ad un filo d'aria di passarvi attraverso. 
E' brutta anche da vedere a quanto pare. I tuoi occhi si sono fatti piccoli piccoli, i gesti affrettati, avevi voglia di andartene, volevi mettermi al sicuro. Ed io che non sono abituata a queste premure ti ho trovato buffo. Tanto buffo. Così affannato mi sembravi così dolce e delicato, avrei voluto carezzare la tua ansia, ci ho anche provato.


Ti sei calmato solo quando ho ripreso a respirare.
Mi sono calmata solo quando ho ripreso a respirare te.

 
 
 

He said yes!

Post n°596 pubblicato il 21 Giugno 2016 da affannosamente

I've found a reason for me
To change who I used to be
A reason to start over new
and the reason is you.
[Hoobastank]

Un letto fatto di nascosto, delle lenzuola sgualcite, l'orlo di un precipizio.
Ritrovare la calma, la pace, nascondere un regalo qualche scala più in basso.

E mentre strappavi la carta, strappavi anche le mie certezze. All'improvviso il mio gesto mi è apparso stupido, ridico, infantile. Mi sono sentita avventata, frettolosa, superficiale.
Ho pensato che mi avresti detto di no. Ho pensato che mi avresti spezzato il cuore.

Ti ho spiato attentamente. Ho osservato anche il più piccolo movimento del tuo viso. Eri curioso e sorpreso. Ad un certo punto eri compiaciuto. Eri stupito e felice, come un bambino. Ad un certo punto ti sei preoccupato, gli occhi hanno guardato giù in basso.
Ti ho rassicurato, ti ho baciato.

Avevo paura.

Una piccola busta per un biglietto così grande. Le mie parole più faticose, la mia calligrafia a parlare d'amore.
Hai dovuto rileggere due volte, forse non ci credevi, forse pensavi di aver capito male.
Hai sorriso dolcemente e mi hai guardata.
Hai incatenato i miei occhi ai tuoi. 

Hai aperto la busta con tranquillità. Ti sei bloccato. Hai sorriso dolcemente. Mi hai guardato. Hai riletto ed hai sorriso di nuovo.

Ho avuto paura ancora. Più di prima. Il cuore ha iniziato a incrinarsi.

E poi... E poi parole sussurrate: quando i cuori sono vicini non è necessario urlare.
Le tue mani su di me, le mie mani su di te.
L'amore è coraggio, voglia e bisogno di rischiare.

 
 
 

Post postumo.

Post n°595 pubblicato il 07 Giugno 2016 da affannosamente

Ѐ un dolore crudele, acuminato, lacerante quello che mi sta strappando l’anima da dentro. La voglia di vivere è partita per un lungo viaggio e non ha lasciato detto quando tornerà.

Aggrappata sulle mie spalle, come un parassita vi è una compagna invadente, pesante. Mi si è attaccata addosso e non si schioda più, mentre io vorrei tanto fermarmi e riposare.

Ogni cosa è uno sforzo, l’indolenza regna sovrana nelle mie azioni, portate avanti più in automatico che con volontà. Le cose da fare si susseguono e come un bravo soldatino eseguo gli ordini, con precisione, nei tempi corretti, ma senza passione. Non gioisco nemmeno delle cose per cui è giusto gioire. Mi chiedo se è questa la morte, se sono già morta e ancora non lo so.

Come quegli animali che riescono a sopravvivere per un periodo di tempo senza la testa, mi viene lecito chiedermi se qualcuno non ha staccato di netto pure la mia, se questo vuoto interiore è dovuto realmente ad una mancanza di connessioni, a dei nervi recisi o a qualsiasi altra plausibile causa organica.

Sono innamorata, ma questo amore non riesco più a trasmetterlo, a comunicarlo. All’improvviso il mio ombelico è diventato così interessante che da un mese a questa parte non faccio altro che rimirarmelo.

Vorrei sentire un dolore buono, positivo, un dolore acuto, ma capace di stordirmi e insieme svegliarmi da questo torpore. Sono rinchiusa in una gabbia di dolore asintomatico. Sto morendo senza dare alcun segno esteriore.

 

Non ho voglia di lottare.

 

 
 
 

Costole e dolore.

Post n°594 pubblicato il 08 Maggio 2016 da affannosamente

Ho messo via un po' di legnate,
i segni quelli non si può:
che non è il male, nè la botta,
ma purtroppo è il livido.

[Ligabue] 

Il mio corpo non ha più confini, limiti, appigli a cui aggrapparsi per salvarsi.
Il mio corpo non riconosce più nulla se non il dolore e il vuoto immenso in cui si è ritrovato scaraventato dentro.
Il mio corpo non sente più nulla.
Sono un vuoto a perdere, un involucro secco di un'anima strappata via a suon di botte.
Dio creò la donna dalla costola dell'uomo. E forse qualche uomo vuole riprendersela quella costola, vuole tirarla fuori con la forza, lacerando la carne, spargendo sangue.

[La costola è ancora dentro di me, al suo posto. L'ho tenuta stretta e ancorata a me.
L'anima rimane martoriata, ma il cuore, quello no.]

 

 
 
 

Padova onirica.

Post n°593 pubblicato il 03 Aprile 2016 da affannosamente

E ritrovarsi, dopo mesi, a rivere una sera andata ormai da tempo.
Credevamo di aver dimenticato, credevamo di aver superato, credevamo di aver maturato il tempo e la saggezza necessaria. I fatti confermano il contrario. 
Le nostre vite sono piene di non detti, di scontati, di impercettibili barriere da non superare. Ieri sera ne abbiamo buttata giù qualcuna.

Il passato è passato.
Il nostro presente è il nostro futuro.

 

 
 
 

Abracadabra.

Post n°592 pubblicato il 27 Marzo 2016 da affannosamente

Gli si è appoggiato lieve sulle labbra quel "ti amo" ed è uscito fuori senza esitazione.
L'emozione e l'esaltazione reciproca, la felicità senza parole, il sollievo di ritrovarsi uniti in un sentimento ricambiato.
L'amore è una prezioso, come la sensazione di non essere più soli.
L'amore d'altro canto espone a paure e a rischi. Però vale la candela. Soprattutto ora.

 

 
 
 

Diversi.

Post n°591 pubblicato il 28 Febbraio 2016 da affannosamente

Come mai non hai più voglia di parlare 
ed io non riesco a starti accanto 
sono davvero tanto brava 
a confonderti confonderti 
con tutte le mie certezze 
Come mai non hai più voglia di parlare 
ed io non riesco ad avere pazienza 
vorrei rimediare 
a tutto e subito 
difendermi difendermi 
con ritagli di frasi fatte 
Forse anche tu stai pensando 
che siamo troppo diversi 
vorrei parlare con la tua bocca 
e adesso 
e forse anche tu stai pensando 
che siamo troppo diversi 
vorrei riuscire a guardare 
con i tuoi occhi 
con i tuoi occhi 
Come mai non hai più voglia di parlare 
e già troppe volte mi hai visto fuggire 
così timorosa delle mie debolezze 
nascondermi nascondermi 
fingendo di non capire 
E forse anche tu stai pensando 
che siamo troppo diversi 
vorrei parlare con la tua bocca 
e adesso 
forse anche tu stai pensando 
che siamo troppo diversi 
vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi … 
Vorrei riuscire a guardare con i tuoi occhi … 
con i tuoi occhi 
con i tuoi occhi 
farmi guidare da te 
restarti accanto 
farmi guardare da te.
[Carmen Consoli]

Le gocce di pioggia rigano il vetro del treno, oblique, in direzione opposta al senso di marcia. Fa caldo, ma non abbastanza da farmi venire voglia di togliermi la giacca. Ho ancora la borsa a tracolla che mi limita i movimenti e mi dà un'aria goffa.
La ragazza seduta di fronte a me è bellissima, perfetta, inarrivabile. Le calze trasparenti nonostante il diluvio lasciano intravedere delle gambe lunghissime. Mi soffermo a percorrerne il profilo: sono accavallate, ma non abbastanza da non lasciarmi intravedere un pezzo di coscia. Se fossi uomo a quest'ora avrei già sentito la morsa di un'erezione inappropriata. Il suo viso è liscio, giovane, incorniciato da lunghi capelli ondulati e freschi di parrucchiere. Sono gelosa, vorrei essere anch'io così.
Gli occhi si annacquano di lacrime, la vista mi si offusca e vorrei solo riuscire a non pensare più.
Ho dimenticato l'ombrello in un'altra città e a breve mi ritroverò ad affrontare la mia senza. Sono stanca, ho fame, ho voglia.
Vorrei strizzare le tettine della ragazza seduta di fronte a me, sentirne la consistenza, stabilire se davvero vale più di me. Ma più di tutto vorrei farmi prendere, forte, con passione. Non da uno qualsiasi. Da lui.
Lui che non c'è anche quando c'è. O forse era "che c'è anche quando non c'è", non ricordo più. Nulla sembra avere più senso.
Non ho voglia di capire.
Non ho voglia di respirare.
Ho voglia.
Ho voglia di qualcosa che non posso avere, almeno non stasera.
Sono sola. Un'altra volta.

 

 
 
 

Ma l'amore che cos'Ŕ?

Post n°590 pubblicato il 22 Febbraio 2016 da affannosamente

La paura di non essere ricambiati.
La paura di non ricambiare.

L'amore è la paura di non essere abbastanza, mai in nessuna circostanza e in nessuna occasione.

L'amore è incertezza, mancanza di sicurezze, di solidità.

L'amore è il timore di non aver scelto bene, di non aver vagliato abbastanza, di essersi buttati troppo presto.

[L'amore è scrivere queste minchiate mentre aspetto un tuo messaggio] 

 
 
 

Che non vogliamo un ritorno.

Post n°589 pubblicato il 26 Gennaio 2016 da affannosamente

Meditiamo su un percorso
una partenza e un'arrivo
quando ci rendiamo contro
che non vogliamo un ritorno

non avere destinazione
come i semi di un bellissimo fiore
come randagi senza un padrone
io mi sono accorto che

siamo come foglie al vento
in pieno autunno
come un discorso aperto
su un possibile futuro
ma io no non mi abituerò
a non vederti più
quando scende la notte
quando sarò cenere.

[Ex otago] 

Ci si sceglie per farselo un po' in compagnia
questo viaggio in cui non si riparte dal via.

[Ligabue]

Egosintonia o egodistonia?

Ricominciare tutto daccapo o non doverlo ricominciare mai più?

Ci sediamo sul bordo della vasca, i piedi immersi, il busto fuori.
L'acqua è tiepida e invitante.
Ci divertiamo a far zampillare l'acqua con i piedi, gli schizzi allegri atterrano sulle nostre cosce procurandoci brividi e ilarità.
I piedi e i polpacci si abituano alla temperatura e attorno alle gambe si diffonde il primo freddo.
E' una situazione intermedia non si può restare così all'infinito.
E' il momento del grande passo, decidere di buttarsi e nuotare nell'azzurro o uscire e rimettersi ciabatte e accappatoio.

 

 
 
 
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