Le favole narrano verità accettate, e non ammettono grandi interpretazioni. Prendiamo la storiella della cicala e della formica. Sì, quella della cicala che fa festa e non si preoccupa dell'inverno che arriva, mentre la formica lavora lavora lavora... e alla fine la formica si gode al calduccio i frutti del suo lavoro, mentre la cicala... eh... si trova in difficoltà! Tutto molto semplice. Nella vita bisogna essere formiche, per non pentirsene poi in futuro.
Già.
Secondo me questa favola andrebbe parzialmente riscritta. Oppure ci dovrebbe essere qualche postilla, o una avvertenza all'uso. Certo... è simpatica, ed è didattica: insegna il senso di responsabilità al bambino, cosa quanto mai giusta e necessaria.Il bambino però dovrebbe sapere che c'è un altro fattore fondamentale in gioco, che è il tempo. Tempo che passa e che non torna più indietro. Tempo a cui sono associati momenti, e anch'essi hanno poca tendenza a ripresentarsi. Ma che problema c'è in questo?Beh, pensa ad una formichina che lavora tutta la primavera, e l'estate, e l'autunno. Finalmente sta per arrivare il sospirato inverno... poi sente "TOC TOC" alla porta, e già pregusta il momento del famoso discorsetto alla cicala: quello che alla fine sarà il senso della sua vita. Apre la porta tutta contenta, e invece della cicala si trova di fronte ad un bel formichiere affamato
. E a quel punto, cosa se ne fa di tutto quel lavoro che ha fatto? Lo lascia in eredità alla cicala? (oltre il danno, la beffa...)Ieri ho passato una serata che anche alle cinque di ieri pomeriggio mai avrei potuto immaginare. Mi son ritrovato sotto la pioggia, ho conversato assieme a tre donne di tre età diverse (29, 35 e 42), ognuna profondamente diversa dalle altre. Abbiamo bevuto insieme un liquore alla fragola, veramente cattivo
. Ho visto un neopatentato affrontare la sua prima uscita serale in macchina. Sono andato in discoteca (per dare un'idea, eran sei o sette anni che riuscivo ad evitare...). Ho conosciuto altre persone, due maestre d'asilo e una biologa che lavora in quella che è -per quel che ho visto- una delle zone più brutte del Veneto. E due uomini, tra cui un giovanilissimo 40enne che parlava di valori, con un'aria furbetta. Akilleys, ma che cavolo c'entra tutto questo con la formica e la cicala? Niente... oppure tutto, non so: l'immaginario collettivo è sempre difficile da affrontare. Però penso che se una persona è troppo concentrata su degli obiettivi lontani, perde molto del presente. Un vero peccato, visto che il presente ha moltissimo da offrire, e del futuro non si sa granchè.