Come ogni famiglia che si rispetti, anche la mia per il periodo di Natale ha le sue belle tradizioni da rispettare.C'è chi prende l'auto e fa molti chilometri per raggiungere parenti lontani, c'è chi dedica molte attenzioni all'albero agli addobbi e ai regali, c'è chi va a farsi una settimana bianca, c'è chi magari impegna del tempo con un po' di sano volontariato.Nella famiglia akillynea invece il periodo natalizio è dedicato al taglio delle piante.Dovete sapere che a papà Akilleys la natura è sempre piaciuta molto. Ma non la natura in senso astratto, come in un quadro per dire, proprio la natura intesa come ecosistema. Quindi lui ha sempre fatto di tutto per ricrearsene uno di casalingo.In questo modo il "giardino" akillyneo non ha niente a che vedere con i giardini a cui tutti sono abituati a pensare. Esso è in sostanza una appendice della foresta equatoriale in piena pianura padana, con alberi che si alternano a frutteti orto e svariate specie animali; e di tutto ciò papà Akilleys è sempre andato -e giustamente- molto fiero.Infatti in questo modo casa Akilleys si regge in un equilibrio quasi perfetto. Non ho memoria che si sia mai comprata una verdura qualsiasi, per quanto riguarda la frutta ci si procura esternamente solo mandarini e qualche volta le banane, e anche per la carne si è abbastanza indipendenti.Con questa stessa logica di autosussistenza, anche il riscaldamento funziona a legna, e la legna viene direttamente autoprodotta. Fin qui tutto bene direte voi. Sissì dico anch'io. Splendido. Solo che quando poche righe fa accennavo alla foresta equatoriale, non è che esageravo.Perchè a papà Akilleys non piace far crescere le piante in modo equispaziato, con giuste distanze, prevedendo magari dello spazio lungo il quale farle cadere nel momento del taglio. No no. Gli alberi crescono a selva disordinata, con densità proprie della giungla, in posizioni assurde e che vanno a lambire ogni tipo di impedimento. Crescono vicino a muretti, attorno ai cavi del telefono (che portano il segnale a tante persone, non solo a noi...), sopra il capannone del vicino, si attorcigliano tra di loro e sono quasi sempre inclinate dalla parte opposta rispetto al lato verso il quale dovrebbero cadere.Ad aggiungere giustamente poi un po' di difficoltà a tutto il processo, ci si mette anche papà Akilleys, che vuol procedere con uno sfalcio settoriale. Cioè non si taglia -che ne so- tutto quello che si trova sul cammino liberandosi via via dello spazio. No, quest'anno per esempio si procedeva al taglio delle sole Robinie (sì, quelle con tante spine...), e poco importava se per esempio queste erano attorniate da tutta una serie di altri alberi che ne impedivano ogni non catastrofica via di fuga.Ma in cosa consiste l'operazione di taglio? Ebbene, si è equipaggiati di una motosega (uhm... questa parola mi ha fatto venir in mente un film che ho visto l'altra sera...
TRADIZIONI NATALIZIE
Come ogni famiglia che si rispetti, anche la mia per il periodo di Natale ha le sue belle tradizioni da rispettare.C'è chi prende l'auto e fa molti chilometri per raggiungere parenti lontani, c'è chi dedica molte attenzioni all'albero agli addobbi e ai regali, c'è chi va a farsi una settimana bianca, c'è chi magari impegna del tempo con un po' di sano volontariato.Nella famiglia akillynea invece il periodo natalizio è dedicato al taglio delle piante.Dovete sapere che a papà Akilleys la natura è sempre piaciuta molto. Ma non la natura in senso astratto, come in un quadro per dire, proprio la natura intesa come ecosistema. Quindi lui ha sempre fatto di tutto per ricrearsene uno di casalingo.In questo modo il "giardino" akillyneo non ha niente a che vedere con i giardini a cui tutti sono abituati a pensare. Esso è in sostanza una appendice della foresta equatoriale in piena pianura padana, con alberi che si alternano a frutteti orto e svariate specie animali; e di tutto ciò papà Akilleys è sempre andato -e giustamente- molto fiero.Infatti in questo modo casa Akilleys si regge in un equilibrio quasi perfetto. Non ho memoria che si sia mai comprata una verdura qualsiasi, per quanto riguarda la frutta ci si procura esternamente solo mandarini e qualche volta le banane, e anche per la carne si è abbastanza indipendenti.Con questa stessa logica di autosussistenza, anche il riscaldamento funziona a legna, e la legna viene direttamente autoprodotta. Fin qui tutto bene direte voi. Sissì dico anch'io. Splendido. Solo che quando poche righe fa accennavo alla foresta equatoriale, non è che esageravo.Perchè a papà Akilleys non piace far crescere le piante in modo equispaziato, con giuste distanze, prevedendo magari dello spazio lungo il quale farle cadere nel momento del taglio. No no. Gli alberi crescono a selva disordinata, con densità proprie della giungla, in posizioni assurde e che vanno a lambire ogni tipo di impedimento. Crescono vicino a muretti, attorno ai cavi del telefono (che portano il segnale a tante persone, non solo a noi...), sopra il capannone del vicino, si attorcigliano tra di loro e sono quasi sempre inclinate dalla parte opposta rispetto al lato verso il quale dovrebbero cadere.Ad aggiungere giustamente poi un po' di difficoltà a tutto il processo, ci si mette anche papà Akilleys, che vuol procedere con uno sfalcio settoriale. Cioè non si taglia -che ne so- tutto quello che si trova sul cammino liberandosi via via dello spazio. No, quest'anno per esempio si procedeva al taglio delle sole Robinie (sì, quelle con tante spine...), e poco importava se per esempio queste erano attorniate da tutta una serie di altri alberi che ne impedivano ogni non catastrofica via di fuga.Ma in cosa consiste l'operazione di taglio? Ebbene, si è equipaggiati di una motosega (uhm... questa parola mi ha fatto venir in mente un film che ho visto l'altra sera...