Area personale

 
Creato da: albatrho.s il 23/03/2008
Godere come un tarlo in un mobile antico

 

 

Sto leggendo (sul mio comodino)

Post n°687 pubblicato il 24 Marzo 2020 da albatrho.s


 

 

Non è Poesia



Racconti scritti da  Maurizio Camagna  in un momento di massima espressività morale.

Chi è ilCamagna:

http://blog.libero.it/Albatrhos/view.phpE' una satira efferrata al bell'attore fotogenico, affranto, compunto, pallido di cipria e di vizio, vuoto, senza orrore di se stesso,
Camagna il viveur, il danceur, l'uomo rovinato dalla guèr. Sempre ricercato: ricercato nel parlare, ricercato nel vestire, ricercato dalla Banca, ricercato dalla Questura...
Il divo del variété, il fine dicitore, il cantante aristocratico, il tre ore di buonumore.
Il ridere, ridere, ridere!
Autore, interprete del suo repertorio, creatore..
.
http://blog.libero.it/Albatrhos/view.php

(... creare significa mettere al mondo una cosa che prima non c'era...)

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una zanzara per amico

Post n°686 pubblicato il 22 Aprile 2017 da albatrho.s
Foto di albatrho.s



... e così, al pari di una modella di provata esperienza, Zanzy ha posato nuda per me.

Zanzy è una simpatica zanzara. Ogni notte mi sveglia col suo ronzio che pare quello di un aviogetto; si posa sul mio orecchio e mi sussurra qualcosa. Ma quando scuoto la testa per dirle che non ho capito, dà potenza ai motori, se ne vola altrove e non la sentirò più sfrecciare per tutta la notte.

Siamo diventati amici perchè da due anni, cioè da quando c'è Zanzy nella camera da letto che divido con mia moglie, non ho mai dovuto accendere zampironi o far uso di insetticidi contro altri insetti, altre zanzare.

La presenza di Zanzy è una presenza di quelle che fanno da deterrente contro ogni invasore.
Si presenta in primavera e se ne andrà solo quando incominceranno i primi freddi.

Povera Zanzy! Non sono mai riuscito ad avvicinarla per ringraziarla delle sue attenzioni, del suo affetto.
Zanzy è timida.

Ma ieri sera, mentre pensieroso cercavo di scrivere un nuovo post, Zanzy si è posata sulla parete che avevo di fronte e mi ha detto con la sua vocina: « Mi fai un selfie?»


 

Ma quando alla fine del lavoro, spente le luci della ribalta, ho cercato di darle una ciabattata sulle spalle per dirle "brava", è volata via.

Ciao amica Zanzy, spero di rivederti presto.



questo racconto è vero per metà. Ma se qualcuno non ci crede, a me non importa niente perchè so che Zanzy... c'è!

 

 


 
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Children's stories 4you

Post n°685 pubblicato il 08 Maggio 2016 da albatrho.s

 

 

Storie di mezza estate

Prima storia
Si erano conosciuti giovanissimi.
Lui ancora non sapeva scrivere e si avviava alla scoperta del mondo. Neppure lei sapeva scrivere, ma anch’essa era alla scoperta del mondo. Si erano frequentati, e avevano scoperto di avere tante cose in comune: la curiosità, soprattutto, di scoprire l’uno dell’altro. Due sporcaccioni di pari tonnellaggio.


Seconda storia.
Era agosto inoltrato.
Le cicale frinivano sugli alberi di tiglio e, come in un dialogo, al cessar dell’una riprendeva il verso dell’altra. Alla sera poi si poteva udire il frinire del grilli, e le lucciole erano così numerose come le stelle del firmamento. Talvolta, nel dialogo, si sentiva anche lo stridio della civetta che chiamava il compagno. L’aria era pregna dei profumi pigri dell’estate. Pigri come la gente che, seduta fuori dall’uscio, pescava con una piccola roncola in una mezza anguria, tenuta in grembo come una catinella, per lenire la seta.

Terza storia.
Era un pomeriggio d’agosto inoltrato.
Nella stalla il cavallo normanno frangea la biada con rumor di croste e il suo nitrire, accompagnato da un breve scalpitare, risvegliava le placide mucche che rispondevano con un breve muggito. Fuori, nel cortile, la gallina chiocciava accompagnata dal pigolio dei suoi pulcini nell’incessante ricerca del cibo.

Quarta storia.
Nella stalla,
sulla paglia ancora odorosa della recente mietitura, era successo il fattaccio: sdraiato su di lei, avevo allargato le gambe!

- " Ehi... pst... Albatrho.s... cosa c'entri tu?" -
- " Non capisco” -
- “ Hai detto: 'avevo allargato le gambe' -
- " Non so proprio come io possa aver detto questo” -
- " Che sia forse per il fatto che quel ragazzino che aveva allargato le gambe eri tu?” -
- " Non mi pare, e poi non posso mica ricordarmi di quand’ero bambino” -
- " Uno potrebbe avere un rigurgito di memoria ricordando un fatto giovanile, seppur piacevole, dovuto all’inesperienza, ti pare?" -
- " beh... tutto può darsi: bisogna tener presente che anche gli albatri, quando sono giovinetti sono fatti di carne." -
- " Io tengo presente anche questo, però tengo presente che se gli albatri giovinetti sono fatti di carne, anche le gallinelle giovinette sono fatte della stessa pasta.
Com’è andata a finire poi la storia?"-


- “ E’ andata a finire che, per quanto lo tirassi, non ci arrivava. Tutto lì.” -
- " Ma vi siete poi ritrovati?“ -
- " Siiiiiiii... recentemente, su FaceBook." -
- “ E cosa ti ha detto? " -
- " Mi ha detto ciao " -

 

 


 
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Educazione sessuale

Post n°673 pubblicato il 19 Luglio 2014 da albatrho.s

 

 

Quando frequentavo la 5^ elementare, si andava a scuola in bicicletta con la cartella e il grembiulino nero col colletto bianco inamidato. Lo zainetto non lo si conosceva manco di nome.
Strade sterrate, fossi per l'irrigazione ai lati, e talvolta con i segni dei carriaggi che impedivano di pedalare in gruppo.
Non quel giorno ove, pedalando verso casa, la conversazione era caduta sul sesso o, meglio ancora, su come nascono i bambini e, nello specifico, da dove escono.
Mentre Giorgino - che era fra noi il più erudito - parlava, Il Carlo e il Giovanni ascoltavano assentendo
Non io che ero più interessato ad arrivare alla casa di Giorgino perché il suo papà commerciava in rottami di ferro e razzolando nel mucchio trovavo sempre qualche pezzo interessante e poi diciamocelo, lo sapevo da tempo che i bambini non li portava la cicogna perchè il mio papà mi aveva portato, anni prima, sulla canna della bicicletta là dove lungo la strada provinciale decollavano e atterravano aerei Storch tedeschi impiegati in operazioni belliche.
Storch, cicogna, per l'appunto!
 Ero diventato più attento quando avevo sentito che Giorgino, il più erudito tra noi, mi aveva richiamato all'ascolto delle sue dissertazioni sessuali nominando la Rosanna, una nostra compagna di classe.
Rosanna era una bellissima bambina dagli occhi azzurri e dai capelli biondi come il grano maturo e le treccioline col fiocchetto, ma era soprattutto la mia fidanzata: sedeva nei primi banchi e quando si girava verso di me leggevo la passione nei suoi occhi.
"Quando sposi la Rosanna - proseguiva Giorgino che era il più erudito fra noi - quando sposi la Rosanna poi nascono i bambini".
Era quanto bastasse per allora: non importava sapere il perché nascono i bambini sposandosi!
Ma alla domanda "e poi come fanno ad uscire dalla pancia della mamma?" Giorgino - che era il più erudito fra noi - tenendo saldamente il manubrio della bicicletta ma tendendo il pollice e l'indice di entrambe le mani a guisa di un enorme cuore aveva risposto:
"Quando escono la figa diventa grande così!"
E non avrebbe potuto rispondere in altro modo pena il cadere nel fosso a causa di una cartella infilata sul manubrio di una bicicletta ritornando da una scuola di quinta elementare.
... ecco fatto, la mia educazione sessuale si è formata in sella ad una bicicletta. Eppure, a diciott'anni, ho incontrato persone che in sella ad una bicicletta con la cartella infilata sul manubrio non c'era mai stata.
►◄
“Se questa storia non v'è dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta ed anche un pochino a chi l'ha raccomodata.
Ma se in vece fossimo riusciti ad annoiarvi,
credete che non s'è fatto apposta".
(A. Manzoni)
 
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Al Cavallino Bianco

Invito all'Operetta

 

super_giu

Equinozio di Primavera