Alhambra Express

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passo tra le luci, mi perdo i nomi, scivolano via dalle mani, il penultimo sorso, l'ultimo giro di rock sul pavimento di legno, a meta' strada tra bar e dj torno apolide e clandestino, e qui o la' che sia suona sempre bello ribelle e serio come la vita che passa. I giochi di equilibrio tra uomini e donne vivono nell'aria, traboccano nel suono. Sorrido, non so come. Altrove. Forse non so piu' fermarmi.. La plastica scricchiola tra le dita, echi di freddo da fuori, da altri giorni, sarebbe bastato un momento mutato abbracciato vissuto, quattro parole una dopo l'altra, tre passi, e sarebbe stato.. diverso. Mi racconto questo mito e addormento i draghi di pietra e nebbia che abitano di fronte al mio parcheggio vuoto. Ma forse so solo correre su questa strada di curve morbide e pericolose, senza via per tornare. Senza poterla dire, c'e solo un perenne primo attimo di echi e di vite. Una tra tutte quelle di tutte le notti.Domani, penso. Ora, mi dice.