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La ragazza con gli occhi di lupo_ parte terza.


PremessaAbbiate pazienza, la notte mi fà farneticare non poco..Passavano i giorni ma dello sconosciuto nemmeno l'ombra. Maja trascorreva gran parte del suo tempo alla locanda, vuoi perchè aiutava il gestore ,a servire ai tavoli , vuoi perchè il suo pensiero fisso nella mente era quello d'incontrare o di scontrarsi ancora con quegli occhi che l'avevano fatta sobbalzare seppur per pochi istanti. Certe ore diventavano lunghissime, insopportabili ma Maja disse a se stessa di non dare troppo importanza a quella sensazione perchè probabilmente quell'uomo non lo avrebbe più rivisto e sebbene  alla locanda tutti ne parlassero sottovoce, decise di non pensarci più. Almeno fino a notte. La notte i pensieri diventavano macigni e Maja uscì nel bosco com'era solita fare, quando questi prendevano il sopravvento.  Il buio di quella notte era fitto, non  c'era la luna a rischiararlo, Maja usava  l'istinto di quel sentiero che conosceva a memoria e correndo correndo si ritrovò ancora una volta sul luogo dell'omicidio. Non c'era più nulla, solo qualche strascico quì e là di quello scotch che la scientifica aveva usato per delimitare la zona dell'omicidio. Cominciava a sentire il battito del  cuore che incalzava, gettando l'occhio in fondo a quella strada si ergeva in tutta la sua orrenda figura quella chiesa sconsacrata a cui mai nessuno osava avvicinarsi. Non è dato sapere, quale oscura forza fece in modo che Maja quella notte si addentrasse davanti la porta semisgangherata di quella chiesa, ma ne veniva attratta irrimediabilmente  e non era la prima volta, ma  stavolta si fece coraggio, voleva vedere con i suoi occhi, testarda com'era , l'interno di quella chiesa. Per mezzo lato era quasi diroccata, filtravano l'aria fredda della notte e degli uccelli notturni che avevano fatto nido all'interno. Completamente spoglia, al centro v'era solo un grande altare con delle candele nere e un confessionale integro o per lo meno cosi sembrava. Procedeva lentamente come procede un lupo quando avverte il pericolo, le sue gambe già tremavano, ed il cuore era in tumulto e non s'era resa conto che la fiammella di una candela era ancora accesa. Improvvisamente la sua testa s'affollo' di pensieri,  qualcuno era li? O s'era nascosto percependo dei rumori? Forse era ancora quell'uomo? Un rumore violento  ed improvviso come qualcosa che premeva sul pavimento scricchiolante le fece paura e cominciò a rigirare su stessa così veloce che finì per terra, procurandosi una brutta ferita al piede. Tentò di rialzarsi ma non ci riuscì, era nei guai, fottutamente nei guai e doveva uscire al più presto da quel posto.  Le si bloccò quasi il cuore in petto e  Maja  riusci' tremante a chiedere " Chi c'e'? Chiunque sei esci fuori, non mi fai paura".... almeno così tentava di fare coraggio a se stessa..Una figura imponente sgusciò da dentro il confessionale, Maja non riusciva a distinguerne il viso, certo non poteva, l' uomo era incappucciato e procedeva silenzioso e sicuro verso di lei. Maja tentò di rialzarsi ma ricadde per il forte dolore e svenne.  Quando si risvegliò era legata ad una sedia braccia dietro la spalliera, e caviglie ai piedi della sedia stessa. Sentiva quel dolore lancinante e cominciava a sentire un freddo gelido che le toccava anche le ossa. Quando realizzò il suo stato, alzò il viso e di fronte a lei, c'era ancora quell'uomo. Le sembrava un incubo, e se era così voleva svegliarsi. Si agitò chiedendo all'uomo di slegarla  ma lui chiese : " Cosa ti porta qui, Maja? Perchè giri sempre da queste parti?" Queste domande la inquietarono ancora di più perchè presupponevano che il tale l'avesse già vista, e lei comprese che poteva essere soltanto un uomo, allora mantenne il sangue freddo e rispose : " Io non sono mai entrata qui, signore.. e mi pento pure d'averlo fatto, vi prego liberatemi "  Non ottenne risposta. Ma nel tenue buio della chiese Maja vide spuntare dal cappuccio, due occhi che le fecero accapponare la pelle..........erano gli occhi di ghiaccio, era Kilian  ne ebbe la certezza.
[ continua....]