Mi fanno male gli occhi. Ho dolore. Hai pianto. So che hai pianto.Buio. Nessuna forma. Nessuno odore. L’aria si muoveNon-Sono-Io. Sospensione.Oscillo tra la zona ansimante del voler essere ancora ruggine.E il limite scalfito da chi non ha il coraggio di guardare. Scarna la linea di origine.Io-Vado-Oltre. Senza voltare le spalle. Non saprai mai.E continuo a tenere legata la maschera sorridente al mio viso...Un palcoscenico.Alberi di arance. Profumo di pace.E del vento. Il vento. Messaggero di pensiero. Di chiunque. Anche di me.Lembi che scivolano sul pavimento. La musica non dovrebbe essere altro che respiro.Devi snodarlo. Devo convincerlo a farlo. Il suo Corpo nudo attraversa le scena.In trasparenza Lei. Seduta. La sua schiena Immobile. Bianca. Tregua.Solo un istante. Lo credevo davvero.E perdeva vita. Il tempo non aveva età. Né certezza di colare.Rubavi luce. E lasciavo riposare i coltelli.Adesso. La terra sviscera le sue creature deformi.. che possano trasudare crimini viziosamente compiuti, insabbiarsi di vergogna...esiliate i vostri delitti negati...ora. Ora. Non avrete più sete.Mi convinco e colleziono rumori. Mi convinco e continuo ad ingozzarmi di sale.Hai oscurato la mia stasi...sorrido con fatica... e rido ancora meno...La memoria sembra essersi ancorata alle mie carni crude, carni che avevo nascosto... inumato...Continua a cullarli rumorosamente... perché io non ne diventi sordo... desidera che esistano... esige che io li avverta... Forse sto trascurando le nuvole.
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Mi fanno male gli occhi. Ho dolore. Hai pianto. So che hai pianto.Buio. Nessuna forma. Nessuno odore. L’aria si muoveNon-Sono-Io. Sospensione.Oscillo tra la zona ansimante del voler essere ancora ruggine.E il limite scalfito da chi non ha il coraggio di guardare. Scarna la linea di origine.Io-Vado-Oltre. Senza voltare le spalle. Non saprai mai.E continuo a tenere legata la maschera sorridente al mio viso...Un palcoscenico.Alberi di arance. Profumo di pace.E del vento. Il vento. Messaggero di pensiero. Di chiunque. Anche di me.Lembi che scivolano sul pavimento. La musica non dovrebbe essere altro che respiro.Devi snodarlo. Devo convincerlo a farlo. Il suo Corpo nudo attraversa le scena.In trasparenza Lei. Seduta. La sua schiena Immobile. Bianca. Tregua.Solo un istante. Lo credevo davvero.E perdeva vita. Il tempo non aveva età. Né certezza di colare.Rubavi luce. E lasciavo riposare i coltelli.Adesso. La terra sviscera le sue creature deformi.. che possano trasudare crimini viziosamente compiuti, insabbiarsi di vergogna...esiliate i vostri delitti negati...ora. Ora. Non avrete più sete.Mi convinco e colleziono rumori. Mi convinco e continuo ad ingozzarmi di sale.Hai oscurato la mia stasi...sorrido con fatica... e rido ancora meno...La memoria sembra essersi ancorata alle mie carni crude, carni che avevo nascosto... inumato...Continua a cullarli rumorosamente... perché io non ne diventi sordo... desidera che esistano... esige che io li avverta... Forse sto trascurando le nuvole.