Un solo strato di derma. È bastato che ne perdessi uno solo. Frangibile. Effimero. Bugiardo.Pelle che eclissa. Cela. Concede di tacere. Bruciata. Smette. E trasudo cera. Sono scalzo. Ho il viso sporco. L’anima pure.Ho regalato un paio d’ali. Volevo solo darle ciò che chiedeva. Le ho dipinte. Con acqua di mare. Poggiate dove non possa dimenticarle. Sulla soglia della mente. Tra Un-Istante-Riflesso-Del-Pensiero. E Oltre-Il-Soffio-Del-Sogno.La follia non si lascia riposare. Non riposa. Gratta. Sfrega sul cuscino. Falsa il suo odore.Non sarò sveglio domani. Non ho chiuso questo giorno. Neanche questo. Manichini bendati. Neri. E un pianoforte che non incontra mani. In ogni mai, vuoto di tatto.Potrei volere altro silenzio. Che non sia muto. Sono stanco. E non mi è concesso. Senza tregua. Sono per gli altri. Ti rivedo.Incontro ancora te. Tu che cerchi me. Tu che vuoi me. Tu-che-vuoi-me. Nessun’altro. E questo non fa paura. Non ho paura. Non ne ho. Impeccabilmente-Elegante. Digiuna di calore. Priva di respiro.Ostinato fisso i tuoi immensi. E trattengo i ricordi. Li stringo. Stringo. Stringo loro nella mia mente. Forte... così forte da interrare dolore... così forte da non lasciarli andare. Voglio tenerli con me.Sta per finire. Sta per fermarsi tutto. Sto per fermarmi io. Niente poi... niente. Sto davvero finendo. Il nulla.Ancora. Ancora l’asfalto. L’eco di voci lontane. Indefinito. Camici bianchi. Neon. Discerno la tua effige tra sterminati ventri. Ovunque.Non puoi eludermi. Come io non posso con te. Ormai.Ho il tuo sapore inchiodato in gola. E’ ferro. Questa volta. E non sfila ossigeno.Decidi. Lo fai. E mastichi un morso di me. Anche ora.Coaguli siero scarlatto. E’ subito bianco. Bianco corporeo. Denso.No. Non adesso. Inghiotto di nuovo l’anima. La mia.
Notte
Un solo strato di derma. È bastato che ne perdessi uno solo. Frangibile. Effimero. Bugiardo.Pelle che eclissa. Cela. Concede di tacere. Bruciata. Smette. E trasudo cera. Sono scalzo. Ho il viso sporco. L’anima pure.Ho regalato un paio d’ali. Volevo solo darle ciò che chiedeva. Le ho dipinte. Con acqua di mare. Poggiate dove non possa dimenticarle. Sulla soglia della mente. Tra Un-Istante-Riflesso-Del-Pensiero. E Oltre-Il-Soffio-Del-Sogno.La follia non si lascia riposare. Non riposa. Gratta. Sfrega sul cuscino. Falsa il suo odore.Non sarò sveglio domani. Non ho chiuso questo giorno. Neanche questo. Manichini bendati. Neri. E un pianoforte che non incontra mani. In ogni mai, vuoto di tatto.Potrei volere altro silenzio. Che non sia muto. Sono stanco. E non mi è concesso. Senza tregua. Sono per gli altri. Ti rivedo.Incontro ancora te. Tu che cerchi me. Tu che vuoi me. Tu-che-vuoi-me. Nessun’altro. E questo non fa paura. Non ho paura. Non ne ho. Impeccabilmente-Elegante. Digiuna di calore. Priva di respiro.Ostinato fisso i tuoi immensi. E trattengo i ricordi. Li stringo. Stringo. Stringo loro nella mia mente. Forte... così forte da interrare dolore... così forte da non lasciarli andare. Voglio tenerli con me.Sta per finire. Sta per fermarsi tutto. Sto per fermarmi io. Niente poi... niente. Sto davvero finendo. Il nulla.Ancora. Ancora l’asfalto. L’eco di voci lontane. Indefinito. Camici bianchi. Neon. Discerno la tua effige tra sterminati ventri. Ovunque.Non puoi eludermi. Come io non posso con te. Ormai.Ho il tuo sapore inchiodato in gola. E’ ferro. Questa volta. E non sfila ossigeno.Decidi. Lo fai. E mastichi un morso di me. Anche ora.Coaguli siero scarlatto. E’ subito bianco. Bianco corporeo. Denso.No. Non adesso. Inghiotto di nuovo l’anima. La mia.