Ho desiderato che il mare mi portasse via... che mi trascinasse nei suoi abissi più bui, silenziosi... dove nessun respiro potesse avere il suo eco... dove nessuna sfera d’aria riesca a materializzarsi...Ho voluto che le onde mi scaraventassero oltre i suoi orizzonti... uno dopo l’altro, e ancora... illusioni, soltanto altre realtà... ma me lo ha negato.Avrei bisogno del silenzio... ho bisogno di ascoltare la tua voce... le tue urla... il mio dolore.Il tuo odore mi ha nauseato... hai voluto allontanarmi da te... senza riuscirci ho continuato a calpestare il tuo sorriso... volevo proprio che mi rapissi... ma niente...Provo a rimanere nel tuo ventre... mi respingi in superficie ad ogni mio sforzo...E continuo a vedere la luce e a riempire i polmoni...in un tempo scandito, costante...Ci sono notti in cui vorrei farti compagnia... osservare il nulla che ti confonde con il cielo, quel nulla che sussurra la melodia che segue la vostra danza...Mi immagino seduto sul tappeto di rena, a cui tu nell’oscurità ti servi da lenzuolo, di schiena al resto della terra... assorbo i tuoi segreti... e tu paziente aspetti che io ti racconti i miei... e continui, senza tregua l’attesa delle mie parole... ma come sempre sai che non ci saranno, non avranno un suono... ne un rumore... niente che riuscirà a far tremare l’aria... mute, parole mute le mie... incapaci di parlare...Sospiro... affanni... Sorrido. Tu pure... Abbasso il capo, lo tengo tra le mani... raccolgo lo sguardo.Mi concedo un attimo. Vorrei durasse per il tempo che si consumi la rabbia... ma non è bastato.Ora non voglio più vedere. Un pensiero. No, non uno qualunque, il suo pensiero... mi distrae.Tra me e te non esiste inganno. Barattiamo favole, burattinai di pensieri... giocolieri di sogni..., ma non posso.., non potrei... mentirti. Tu, invece, non ne hai bisogno... e poi lo sai... sarebbe inutile...Presagio, posso farti del male... l’ho sentito, ti ho fatto del male... Tu puoi prenderti la mia anima... Tu puoi uccidermi. Ma non vuoi. Ancora non vuoi... non vuoi... ancora.Non infuriarti... lo faccio io.
Primo
Ho desiderato che il mare mi portasse via... che mi trascinasse nei suoi abissi più bui, silenziosi... dove nessun respiro potesse avere il suo eco... dove nessuna sfera d’aria riesca a materializzarsi...Ho voluto che le onde mi scaraventassero oltre i suoi orizzonti... uno dopo l’altro, e ancora... illusioni, soltanto altre realtà... ma me lo ha negato.Avrei bisogno del silenzio... ho bisogno di ascoltare la tua voce... le tue urla... il mio dolore.Il tuo odore mi ha nauseato... hai voluto allontanarmi da te... senza riuscirci ho continuato a calpestare il tuo sorriso... volevo proprio che mi rapissi... ma niente...Provo a rimanere nel tuo ventre... mi respingi in superficie ad ogni mio sforzo...E continuo a vedere la luce e a riempire i polmoni...in un tempo scandito, costante...Ci sono notti in cui vorrei farti compagnia... osservare il nulla che ti confonde con il cielo, quel nulla che sussurra la melodia che segue la vostra danza...Mi immagino seduto sul tappeto di rena, a cui tu nell’oscurità ti servi da lenzuolo, di schiena al resto della terra... assorbo i tuoi segreti... e tu paziente aspetti che io ti racconti i miei... e continui, senza tregua l’attesa delle mie parole... ma come sempre sai che non ci saranno, non avranno un suono... ne un rumore... niente che riuscirà a far tremare l’aria... mute, parole mute le mie... incapaci di parlare...Sospiro... affanni... Sorrido. Tu pure... Abbasso il capo, lo tengo tra le mani... raccolgo lo sguardo.Mi concedo un attimo. Vorrei durasse per il tempo che si consumi la rabbia... ma non è bastato.Ora non voglio più vedere. Un pensiero. No, non uno qualunque, il suo pensiero... mi distrae.Tra me e te non esiste inganno. Barattiamo favole, burattinai di pensieri... giocolieri di sogni..., ma non posso.., non potrei... mentirti. Tu, invece, non ne hai bisogno... e poi lo sai... sarebbe inutile...Presagio, posso farti del male... l’ho sentito, ti ho fatto del male... Tu puoi prenderti la mia anima... Tu puoi uccidermi. Ma non vuoi. Ancora non vuoi... non vuoi... ancora.Non infuriarti... lo faccio io.