Il sognatore

Terzo


Ho appeso i miei dubbi al soffitto di una camera... la mia camera, la mia stanza arida di lacrime...Ho deciso. Che rimangano lì, sospesi... destinati in una stanza chiusa, rimarranno lì... per un periodo indefinito, li sgancerò maturi o quando ne avrò voglia, acerbi, saranno acidi da corrodermi le ossa... magari amari, sapranno di amaro per consumare il castigo... Cadranno separandosi dalla larva che sosteneva la loro forma... li raccoglierò nel fango e mi confideranno la nitida essenza schiusasi nella loro lurida gravidanza... confesseranno certezze, le certezze che stringo in un remoto resistere...Ho il suo pensiero tra le dita... si infila nascondendosi e poi... comparire con trasparente imbarazzo...accennando sorrisi ingenui si snoda attorno a questi tronchi... si muovono come prestigiatori, svelti nel tenere armoniosa la loro intesa, abili nell’impedirgli di cadere... Giochiamo come bambini... Io lo rincorro.. lui finge un falso tentativo di fuga... poi si lascia possedere... se solo sapesse... se solo fossi riuscito a spiegarglielo...Mi capita di travestirmi da clown, mi capita spesso in quest’ultimo periodo... non è che mi diverta farlo... è che sono tenuto a farlo... è come se mi spettasse... no, mi tocca farlo.Non sopporto mentire, ma è ciò che mi chiedono gli altri... tu no, non lo fai, tu non sei gli altri... Sbaglio, non è così...no, non mi è scomodo, mi riesce facile truccare la tristezza... sarà oramai l’abitudine ma non trattengo con sforzo lo sguardo ammiratore dell’assenza... e al broncio poi, non gli permetto di presentarsi in pubblico... Non mi va che lo conoscano... E’così, con la faccia dipinta di allegria m’inchino ai signori spettatori...Lady and gentleman, madame et monsieur, signore e signori… Ecco a voi... il Clown... spensierato imbroglione...!Immancabile ironia... applauso!Saluto con gentile gesto...ed esco di scena...