Ho dato una possibilità alle parole... a quelle irritanti parole “non adesso, mai...”. Annebbiano il cervello... mi infastidiscono. Mi scoccia sapere che vagano per il cranio... se ne vanno in giro, loro... a spasso per ‘sta scatola d’ossa... e con la solita voce... Mi sono convinto. Ho concesso loro uno spazio, per capirle... e ho capito. Resto.Ritorno al mare. Ritorniamo al mare, io e il mio pensiero.Io, il mio pensiero e il mare. Nient’altro. Nessun’altro.Oggi sei irrequieto. Lo sono anch’io. Oggi sono stanco. Tu? Pure.E’ tanto il tempo della sua presenza ma non riesco a sgretolarla... non riesco nemmeno a scheggiarla, staccargli un frammento alla volta... niente.Niente che riesca a ridurlo lentamente... niente. Ombra sulla mia... Mi manca l’aria. Mi manca.Mi manca la ruggine che dimenticai sull’asfalto... un momento, un solo dannatissimo momento, e l’ho persa. Persa insieme ad altro... Quanto odio ancora. Quanto odio me ancora. Quanto mi odio.Tocca a te.Sei il mio riflesso, io il tuo. Un riverbero di diffidenza al resto. Il resto... siamo noi il resto.Siamo avanzi del creato, in questo giorno.Ho fatto un sogno, ma non lo era... non lo sono mai... non più... ma li conosco, e hanno smesso di tacere...M’inseguono... lo fanno ininterrottamente... devo fermarli, devo fermarmi. E finire.Continuano a disorientarmi... a smarrirmi tra tracce di illusioni... devo bendarli, devo essere altrove.E stare.Un angolo, ho scelto un angolo... all’alba, ho scelto un angolo di mare... ho ritagliato un angolo di te... non importa quale, uno... uno qualunque...Non cercarmi... sarò tra le tue linfe... Sono tra le tue onde... e lascia che ci rimanga.Non rimproverarmi, è inutile... non dirmelo, lo so.Lo so, mi detesti... fallo.Vorrei non mi chiedessi affatto... istinti incomprensibili i miei... impulsi privi di risposte...Non riesco a spiegarlo... e così si spegneranno nella stasi.
Quarto
Ho dato una possibilità alle parole... a quelle irritanti parole “non adesso, mai...”. Annebbiano il cervello... mi infastidiscono. Mi scoccia sapere che vagano per il cranio... se ne vanno in giro, loro... a spasso per ‘sta scatola d’ossa... e con la solita voce... Mi sono convinto. Ho concesso loro uno spazio, per capirle... e ho capito. Resto.Ritorno al mare. Ritorniamo al mare, io e il mio pensiero.Io, il mio pensiero e il mare. Nient’altro. Nessun’altro.Oggi sei irrequieto. Lo sono anch’io. Oggi sono stanco. Tu? Pure.E’ tanto il tempo della sua presenza ma non riesco a sgretolarla... non riesco nemmeno a scheggiarla, staccargli un frammento alla volta... niente.Niente che riesca a ridurlo lentamente... niente. Ombra sulla mia... Mi manca l’aria. Mi manca.Mi manca la ruggine che dimenticai sull’asfalto... un momento, un solo dannatissimo momento, e l’ho persa. Persa insieme ad altro... Quanto odio ancora. Quanto odio me ancora. Quanto mi odio.Tocca a te.Sei il mio riflesso, io il tuo. Un riverbero di diffidenza al resto. Il resto... siamo noi il resto.Siamo avanzi del creato, in questo giorno.Ho fatto un sogno, ma non lo era... non lo sono mai... non più... ma li conosco, e hanno smesso di tacere...M’inseguono... lo fanno ininterrottamente... devo fermarli, devo fermarmi. E finire.Continuano a disorientarmi... a smarrirmi tra tracce di illusioni... devo bendarli, devo essere altrove.E stare.Un angolo, ho scelto un angolo... all’alba, ho scelto un angolo di mare... ho ritagliato un angolo di te... non importa quale, uno... uno qualunque...Non cercarmi... sarò tra le tue linfe... Sono tra le tue onde... e lascia che ci rimanga.Non rimproverarmi, è inutile... non dirmelo, lo so.Lo so, mi detesti... fallo.Vorrei non mi chiedessi affatto... istinti incomprensibili i miei... impulsi privi di risposte...Non riesco a spiegarlo... e così si spegneranno nella stasi.