Sono posti sbagliati quelli che calpesto.Angoli luridi. Sudici, colanti di gesti violenti.Crepe che succhiano muffa per rattopparsi. No. Non farlo entrare. Smuove insoddisfatto quell’empia garza impregnata di miasma taciuta.Proprio lì. Sul pavimento dissolto. Che non voglia più alzarsi il suo cadavere.Che non smetta di cullare il demone in quel limbo fosco.Ne di ingozzarlo di piacere sottocutaneo.Mi imbottisco di spilli. Uno per volta. Spingendo appena. Li infilo. Taglio. Tagli. Tagliati. Inietto mistura coagulante.