Creato da Allure.Sensuelle il 12/01/2010

VerdeOro al Tramonto

curiosity killed the cat

 

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Post n°107 pubblicato il 17 Aprile 2015 da Allure.Sensuelle

                                                   foto di  Izis

 

quando il più scomodo dei selciati è paradiso,

quando gli occhi parlano senza sta(n/c)carsi

quando le parole non servono

quando una carezza è un ponte vertiginoso

quando fra i corpi vicini l'aria ribolle di elettricità

quando il tempo smette di scorrere come negli orologi

quando il cuore è muscolo ed emozione e il suo battito un tamburo d'amore

 

 
 
 

Portami con te..

Post n°106 pubblicato il 15 Aprile 2015 da Allure.Sensuelle

"Point of no return" foto di Tatyana Druz

dal blog di barbara picci

 

 
 
 

stasera si va al cinema

Post n°105 pubblicato il 14 Aprile 2015 da Allure.Sensuelle

Due anni di produzione, un racconto straordinario, l’accesso inedito ai tesori del  Van Gogh Museum di Amsterdam e al suo nuovo e impressionante allestimento.

Nel 125° anniversario della scomparsa dell’artista arriva sul grande schermo il tour cinematografico nel Van Gogh Museum di Amsterdam: un viaggio esclusivo e sorprendente alla scoperta dell’artista che ha rivoluzionato il nostro modo di vedere.

«Caro Theo, non posso farci niente se i miei quadri non si vendono. Ma verrà il giorno in cui si vedrà che valgono più del prezzo del colore e della vita, anche se molto misera, che ci sto rimettendo».
Da Vincent van Gogh “Lettere a Theo”, Guanda editore   


E’ una celebrazione senza precedenti quella che l’Olanda dedica al 125° anniversario della morte dell’artista, omaggiandolo con un evento cinematografico unico che sarà trasmesso in contemporanea mondiale in oltre 1000 sale cinematografiche in Europa, Stati Uniti, Canada, Africa, Asia, Australia, Nuova Zelanda e America Latina. Vincent van Gogh: un nuovo modo di vedere, che arriva nelle sale italiane solo per un giorno martedì 14 aprile, è stato infatti realizzato in stretta collaborazione con i curatori del Museo Van Gogh, protagonisti del suo nuovissimo allestimento, e guiderà lo spettatore tra le gallerie e i magazzini del museo (in genere preclusi ai visitatori).

L’evento cinematografico offrirà così al pubblico una visita esclusiva e privilegiata tra capolavori e disegni di van Gogh: da opere iconiche come I mangiatori di patate, I Girasoli, Iris, La camera di Vincent ad Arles ai numerosi autoritratti dell’artista, dalle lettere al fratello sino ai disegni e alle annotazioni. Il tutto raccontato con nuove intuizioni e con l'interpretazione di curatori, storici dell’arte, artisti, ma anche di Vincent Willem van Gogh (pronipote di Theo van Gogh), Dominique-Charles Janssens (Presidente dell'Istituto Van Gogh) e Axel Rüger (Direttore del Van Gogh Museum).

Il Museo Van Gogh di Amsterdam è una delle gallerie più popolari del mondo e Van Gogh è uno degli artisti più amati di tutti i tempi. Oltre che artista sorprendente, Vincent van Gogh è stato un prolifico scrittore di lettere. Per questo il film ne ripercorre i momenti rivelatori, con la partecipazione straordinaria dell’attore Jamie de Courcey a dare movenze e letture alla corrispondenza dell’artista, soprattutto nelle commuoventi ed illuminanti lettere dedicate al fratello Théo (in Italia le Lettere a Theo di Vincent van Gogh sono pubblicate da Guanda). Tra l’Olanda della sua infanzia, l’Inghilterra e la Francia, Vincent van Gogh: un nuovo modo di vedere racconta l’uomo e l’artista van Gogh ed è stato pensato come un film accessibile a un pubblico di tutte le età.

Il regista David Bickerstaff
ha dichiarato: "Vincent van Gogh è diventato un artista all'età di 27 anni e ha prodotto opere solo per 10 anni, prima di spegnersi nel 1890. Ciò di cui molte persone non si rendono conto è che per i primi cinque anni ha realizzato solo disegni e acquerelli - non quadri. Ha quindi prodotto oltre 450 opere negli ultimi cinque anni della sua vita. E’ una cosa incredibile quando si pensa che molte di esse sono dei veri capolavori. Immaginate cosa avrebbe potuto realizzare se non si fosse suicidato? Questo film dimostra che Vincent non era un pazzo o un genio solitario: era un uomo di pensiero profondo, desideroso di comprendere l'essenza del fare arte. Attraverso le sue lettere si capisce che aveva fame di interagire con il mondo, in particolare con la natura e con le persone comuni, quelle della vita di tutti i giorni".

Il produttore Phil Grabsky
ha aggiunto: "La vita di van Gogh è avvolta in un alone di mito e incomprensione. Quante volte avete sentito dire che ha venduto un solo dipinto durante la sua vita? Questa è solo una delle tante leggende che lo circondano. Il film rivela come si tratti di un falso storico. Quale modo migliore per scoprire il vero van Gogh che attraverso la sua arte?".

 
 
 

non s'č mai visto un asino che vola

Post n°104 pubblicato il 13 Aprile 2015 da Allure.Sensuelle

 

 

                                                          FALSO!!!!

 

 
 
 

amore rosso

Post n°103 pubblicato il 10 Aprile 2015 da Allure.Sensuelle

 

 

Entrando ci percorse un fremito. Era un santuario ed era quello dell’amore.

Si impadronì di noi; le nostre ginocchia si piegarono: le nostre braccia, deboli, si allacciarono e, non potendo sorreggerci, andammo a cadere su un divano che occupava una parte del tempio. La luna stava tramontando e ben presto l’ultimo raggio portò via con sé il velo di un pudore che, credo, diventava importuno. Tutto si confuse nelle tenebre. La mano che voleva respingermi sentiva battere il mio cuore. Voleva sfuggirmi, ma cadeva ancora più intenerita. Le nostre anime si incontravano e si moltiplicavano; ne nasceva una da ogni bacio.

Divenuta meno tumultuosa, l’ebbrezza dei sensi non ci consentiva ancora l’uso della voce. Conversavamo in silenzio con il linguaggio del pensiero. Madame de T… si rifugiava nelle mie braccia, nascondeva la testa sul mio petto, sospirava e si acquietava alle mie carezze: si affliggeva, si consolava e chiedeva amore in cambio di tutto ciò che l’amore le aveva appena sottratto.

Quell’amore, che un istante prima l’aveva spaventata, ora la rassicurava. Se, da un lato, si vuol donare ciò che si è lasciato prendere, dall’altro, si vuole ricevere ciò che è stato preso; e da entrambe le parti si cerca di conseguire una seconda vittoria per essere certi della conquista.

Tutto si era svolto piuttosto in fretta. Sentimmo di aver sbagliato. Riprendemmo con maggior cura ciò che ci era sfuggito. Quando si è troppo ardenti, si è meno delicati. Si corre verso il piacere senza gustare tutte le delizie che lo precedono: si strappa un nodo, si lacera un velo; dovunque la voluttà lascia il segno e ben presto l’idolo è simile alla vittima.

Più calmi, l’aria ci parve più pura, più fresca. Non ci eravamo accorti che il fiume, le cui acque lambiscono i muri del padiglione, rompeva il silenzio della notte con un dolce mormorio, che sembrava all’unisono con i palpiti dei nostri cuori.  (…)

Avremmo sfidato Psiche e Amore. Ero giovane come lui; Madame de T… mi sembrava affascinate come lei. Così abbandonata, mi pareva ancora più incantevole. A ogni momento si svelava un aspetto della sua bellezza. La fiaccola dell’amore l’illuminava affinché la vedesse la mia anima e il più sicuro dei sensi confermava la mia felicità. Bandito il timore, le carezze cercano le carezze: l’una richiama l’altra con maggior tenerezza. Non si vuole più che un favore sia carpito. Viene rinviato solo per raffinatezza. Il rifiuto è timido e non è altro che una tenera attenzione. Si desidera, non si vorrebbe: è l’omaggio che piace… Il desiderio blandisce… L’anima ne è esaltata… Si adora… Non si cederà mai… Si è ceduto.

                                                                                                    Vivant Denon

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

interrogativi esistenziali

Post n°102 pubblicato il 09 Aprile 2015 da Allure.Sensuelle

 

 

sono inquieta, inquieta. Terribilmente inquieta. Non portano sollievo i boccioli di pruno in fiore nè il cielo terso e nudo.

 

L'inquietudine scava..

come l'onda porta via la sabbia sotto ai piedi immersi nel limite acquoso della battigia, facendoli affondare.

 

 
 
 

da grande

Post n°101 pubblicato il 03 Aprile 2015 da Allure.Sensuelle

 

 

 

ebbene sì, lo confesso!

 
 
 

la Lentezza

Post n°100 pubblicato il 27 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

 

 

 

Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo? Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all’altro e dormono sotto le stelle?
Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura?

Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con una metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio. Chi contempla le finestre del buon Dio non si annoia; è felice. Nel nostro mondo, l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca.
Guardo nello specchietto retrovisore: sempre la stessa macchina che non riesce a superarmi a causa del traffico in senso inverso.
Accanto al guidatore è seduta una donna; perché l’uomo non le racconta qualcosa di divertente? Perché non le appoggia la mano sul ginocchio? Macchè: l’uomo maledice l’automobilista davanti a lui perché va troppo piano, e neppure la donna pensa a toccarlo con la mano, mentalmente sta guidando anche lei, e anche lei mi maledice.


E a me viene in mente un altro viaggio da Parigi verso un castello di campagna, il viaggio, avvenuto più di duecento anni fa, di Madame de T. e del giovane cavaliere che l’accompagnava. E’ la prima volta che sono così vicini l’uno all’altra, e l’ineffabile atmosfera di sensualità che li circonda nasce appunto dalla lentezza del ritmo: grazie ai sobbalzi i loro corpi si toccano, dapprima inconsapevolmente, poi consapevolmente, e ha inizio la vicenda.

 

 
 
 

la pioggia

Post n°99 pubblicato il 25 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

Ore di deliri atmosferici.
La pioggia cala giù come un sipario di velo, increspato dalle onde del vento, poi si gonfia, diluvia. Ora è un muro d'acqua, denso come una barriera di nebbia, inciso da scalfitture diagonali di gocce pesanti come piccoli sassi.
 

Vedo i pannelli d'acqua snodarsi come aurore boreali di un soffocante grigiore. Uno scroscio si abbatte sul vetro. Silenzio.

..E ancora: una risacca scomposta  dettata  dal ritmo irregolare delle raffiche. Il rumore distrae .. e ancora la sua assenza,  ovattata e sottile, si alterna alla sferzata ventosa.

Mi alzo. Provo a spingere in fuori la finestra, sorpresa che la resistenza del vento superi tutta la mia forza, nonostante mi inarchi caparbia, puntandomi con tutto il corpo contro il pannello. Il vento è teso in una sfida irritante cui imprevedibimente soccombo. Rinuncio. Rimugino. Calcolo con sapienza meteorologica le probabilità che ho di tornare a casa senza inzupparmi fino al midollo. Il vento rende inutile l'uso dell'ombrello. A dispetto dell'ora normalmente animata, non vedo umani appiedati affrettarsi dabbasso. La fermata dell'autobus è desolatamente  inospitale. E sembra destinata a rimanerlo a lungo.

Ripasso le inclinazioni degli angoli, studiando le traiettorie dell'acqua. A volte il rumore ricorda quello degli incarti accartocciati in fretta.
Quando torna, umida, la mancanza di suoni, così palpabile da inghiottire ogni  altro rumore, sembra che persino il tempo si fermi sul bordo di  quell'imbuto di nulla.. resistendo per non essere ingoiato dentro.. anche i pensieri rallentano, in una spirale grassa e pigra.
La sospensione.. l'attesa del Possibile, un singulto di vuoto... sono ferma. Il respiro lento.. vorrei rilassarmi..  (lento) annullare tutto.. (lento) chiudo gli occhi.. (più lento) ma il battito del cuore sgorga come il ticchettìo  che mi scompensa il petto, all'improvviso prepotente .. irregolare .. un fiotto.

preme.. spariglia.

La "nebbia"si squarcia, rivedo la facciata lustra del palazzo di fronte,  il cielo è plumbeo, il vento sibila.. apre e chiude quinte di pioggia. il tempo ha ripreso a scorrere, trascinandosi dietro i pensieri. La tempesta è fuori e dentro di me..

percuote i vetri  e me senza lasciare cicatrici permanenti.

Non si acquieterà in fretta.


 
 
 

Senza Domani

Post n°98 pubblicato il 25 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

 

I baci sono come le confidenze: uno attira, affretta, riscalda l’altro. In effetti, il primo non era ancora stato dato, che un secondo lo seguì; poi un altro: si affollavano, interrompevano la conversazione, ne prendevano il posto; a malapena, infine, concedevano ai sospiri la libertà di venir fuori. Sopraggiunse il silenzio, lo sentimmo (giacché talvolta il silenzio si sente): ci spaventò. 

                                                                                               Vivant Denon

 
 
 

Love and Life

Post n°97 pubblicato il 21 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

 

CHAGALL. LOVE AND LIFE dal 16/03/2015 al 26/07/2015

Arriva a Roma al Chiostro del Bramante una mostra interamente dedicata al pittore russo d'origine ebraica Marc Chagall, dal 16 marzo al 26 luglio 2015, prodotta e organizzata da Dart - Chiostro del Bramante e Arthemisia Group.

Oltre 150 opere - tra dipinti, disegni e stampe - provenienti dall’Israel Museum di Gerusalemme raccontano il singolare legame tra il grande pittore e la moglie Bella Rosenfeld, fondamentale e costante fonte d’ispirazione, collegando la vita di Chagall direttamente ai suoi lavori.

Dalle immagini della sua infanzia e della gioventù nella nativa Vitebsk, fino alle illustrazioni per l’autobiografia My Life e per i libri scritti da Bella First Encounter e Burning Lights, la mostra percorre tutta la vita di Chagall attraverso un tesoro iconografico e iconologico che ritorna in tutta la sua arte fino alle opere più mature.

L’esposizione CHAGALL. LOVE AND LIFE ruota intorno alle esperienze personali dell’artista e ai temi centrali della sua poetica: la cultura ebraica, i cui simboli (la capra allegoria di speranza e fiducia, la capanna che ricorda la celebrazione della festa dopo l’Esodo, l’asino legato ai diversi momenti biblici, il suonatore di violino figura presente nelle maggiori feste religiose ebraiche) sono sempre presenti nei suoi quadri; l’influenza delle avanguardie francesi che egli seppe elaborare in maniera originale; la rappresentazione delle figure degli innamorati e dell’amata moglie.

La mostra curata da Ronit Sorek narra l’immagine che l’artista voleva trasmettere al mondo di se stesso davanti al tema dell'Olocausto: la cultura ebraica infatti influenza profondamente e in modo indelebile la sua arte così come il significato spirituale e poetico universale della Bibbia e della religione.


http://chiostrodelbramante.it/info/marc_chagall_love_and_life/#rdFxCeAhCjLlG3Px.99

 

 

 

 

 
 
 

Francesco e Carolina

Post n°96 pubblicato il 20 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

Francesco Hayez e Carolina Zucchi:
un amore nella Milano romantica...  di Cristina Contilli

 

"Verso la fine di una vita lunga e ricca di avventure sentimentali, di committenze pubbliche e private e di successi mondani il pittore e insegnante dell’Accademia di Brera Francesco Hayez (1791-1882) scrisse le proprie “Memorie” ricordando anche le donne più importanti della sua vita.

Tra queste c’era anche Carolina Zucchi a cui, però, l’Hayez dedicò nel proprio libro un ricordo affettuoso, ma rapido.

Carolina Zucchi

Francesco Hayez

Erano passati ormai più di quarant’anni dalla fine della loro relazione artistica ed amorosa e questa distanza temporale aveva probabilmente reso lontano e in parte sbiadito il ricordo dell’intensità e della vivacità del loro rapporto che è stata tuttavia parzialmente restituita dall’esposizione “Hayez privato” in cui sono stati mostrati per la prima volta al pubblico i disegni erotici, realizzati negli anni ’20 dell’800 in cui Hayez si era ritratto insieme a Carolina, disegni che aveva, poi, donato alla stessa Carolina e che alla sua morte erano passati a sua sorella, per finire in ultimo in tempi recenti sul mercato antiquario.

Questi disegni, essenziali ed espliciti, raccontano di due persone che si avventurano senza timore, nelle pause del lavoro (in uno dei disegni Carolina indossa, infatti, lo stesso vestito con cui appare nel quadro “L’ultimo bacio dato da Giulietta a Romeo” del 1823), in un’esplorazione libera e senza pudori del proprio corpo e di quello dell’amato alla ricerca del piacere reciproco ..."

 clicca qui per leggere il resto

    

 

Ruth (1835) Collezioni Comunali d'Arte Antica, Bologna

Disegni erotici e torride confessioni dell'amante Carolina     http://www.stilearte.it/hayez-eros/ (Si consiglia la lettura ad un pubblico adulto)

 
 
 

la lentezza

Post n°95 pubblicato il 20 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

(foto di Rui Palha)

C’è un legame segreto fra lentezza e memoria, fra velocità e oblio.

Prendiamo una situazione delle più banali: un uomo cammina per la strada. A un tratto cerca di ricordare qualcosa, che però gli sfugge.
Allora, istintivamente, rallenta il passo.


Chi invece vuole dimenticare un evento penoso appena vissuto accelera inconsapevolmente la sua andatura, come per allontanarsi da qualcosa che sente ancora troppo vicino a sé nel tempo.
Nella matematica esistenziale questa esperienza assume la forma di due equazioni elementari: il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio.

                                                                                      Milan Kundera

 
 
 

buona giornata

Post n°94 pubblicato il 16 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

 

 
 
 

verde come il Tuo sguardo

Post n°93 pubblicato il 11 Marzo 2015 da Allure.Sensuelle

 

 

Quel verde un tempo mi ricordava le bottiglie allineate a testa in giù, ad asciugare nel sole estivo, prima di accogliere il denso nettare di pomodoro.
Il ventre profondo dei boschi.

Ora mi guardava, appannato dagli anni, trafiggendo il panno cieco che Lo separava dal resto del mondo.

Quel guizzare improvviso a rintracciare il ricordo di una forma, quell'aggrapparsi affannoso al barlume di un colore, ora somigliava più alle foglie d'ulivo che tremano al vento, sbiancate dalla polvere.

Chiusi gli occhi per fermare un dolore pungente che sapeva di lacrime, lo arginai  in silenzio insieme al fiato che si era annodato in gola.

Poi mi chinai ad abbracciarLa, trattenendo quegli occhi verdi nei miei; quello sguardo per il quale  io, ormai soltanto macchia senza lineamenti, non sarei mai invecchiata.

Sapevo che stava per chiedermi una ragione, una qualsiasi, ma dovette sentire qualcosa.

o capire..
esitò

e tacque, facendosi raccogliere dalle mie braccia.

Facendosi portare al viso, come un respiro.  

Piccola, contro il mio cuore.

 

Mia Madre

 
 
 

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