Immaginiamo gli anni di lavoro per un’opera che prevede il commento dettagliato di tutti i canti della Divina Commedia.Ora è stato pubblicato il primo volume, ma gli altri sono di imminente pubblicazione.Ma tanto lavoro sarebbe come sprecato se non fosse sorretto da un’intuizione che fa di questa opera qualcosa di nuovo.Da dove partire?Forse dalla definizione di allegoria: «Una verità ascosa sotto bella menzogna».Domanda: «La verità ascosa» è stata messa in luce?Non direi, perché se così fosse, non ci sarebbero più commenti alla Divina Commedia.Invece questi crescono succhiando nutrimento gli uni dagli altri.Dunque la verità non è stata trovata.E il povero lettore è costretto a immaginare chi sa cosa «sotto la bella menzogna».Senza nessuno sforzo di immaginazione e senza voler stupire, Caleo crede di aver trovato «il ciò che si nasconde sotto la bella menzogna».Per lui è «il comico».La Commedia di Dante è la massima espressione del comico.E va letta, studiata, analizzata, ecc. in questa ottica. Certo è sorprendente.Però anch’egli si meraviglia che un’opera che si chiama Commedia, anzi la Divina Commedia, non sia stata letta come una commedia.Agli accademici che sono abituati a ragionare secondo schemi o per definizioni, è mancata forse la tanto sospirata definizione aristotelica di commedia.Ma anche a questo provvede Caleo perché mutua, come forse avrebbe fatto lo stesso Aristotele, da Platone la definizione di comico.In termini moderni dice: sintesi a priori di riso e di disprezzo.Ecco: la bella «favola» dantesca è nel segno del riso e del disprezzo.Questa definizione del comico è forse qualcosa di diverso dalla definizione di allegoria?Non direi, perché la menzogna è dettata dal disprezzo e da quella inversione della realtà che porta al riso.E’ tutto qui il segreto di pulcinella?Siamo solo al principio, o, se si preferisce, siamo già alla rappresentazione, alla messa in scena del dramma burlesco.Il cui vero protagonista è lo stesso Dante, e il deus ex machina l’Eros.Non è stato difficile a Caleo scoprire, come dire, questo segreto così ben nascosto nella mente del nostro poeta.Egli qualche anno fa ha pubblicato a Salerno, dove insegna filosofia teoretica, un altro libro sorprendente: Apokolokyntosis dei filosofi nei discorsi del Simposio, nel quale si mostra comei filosofi pur tessendo l’elogio di Eros, in realtà si prendono gioco di se stessi, perché privilegiano un amore che li rende insani.Anzi comici.Continua qui
EFFEDIEFFE