Creato da vivianaciti il 23/01/2014

Inquietanti sinergie

Un blog che parla di fenomeni paranormali

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Messaggi di Aprile 2022

La follia dell'amore...

Post n°215 pubblicato il 28 Aprile 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

"C'è sempre un grano di pazzia nell'amore, così come c'è sempre un grano di logica nella pazzia.." Friedrich W. Nietzsche

Ieri sera, guardando la televisione sono rimasta colpita da una frase pronunciata da un personaggio famoso, mi pare fosse un attore, anche se, purtroppo il nome non lo ricordo.

Parlava dell'amore, ma in modo per me inusuale, anche se per certi versi mi trova d'accordo, anche se non avevo mai guardato la questione dell'amore in questa prospettiva..una prospettiva affascinante però.

Nell'antichità, secondo i greci a far innamorare gli umani era Cupido, il figlio alato di Venere che con le sue frecce colpiva il cuore dei due amanti, provocando una lieve ferita che poi faceva divampare l'amore. Ma questo è un mito e come tutti i miti, non è vero, è ingannevole, un sogno dei nostri antichi greci.

Secondo i moderni studiosi l'amore è un insieme di affinità e l'attrazione nasce da una serie di odori, sapori e gusti che troviamo rispecchiati nell'altro, come uno specchio che riflette la metà di noi stessi; insomma, noi amiamo nell'altro ciò che ci accomuna, o ciò che conosciamo.

Secondo la teoria della Reincarnazione esistono le anime gemelle che fluttuano nell'Universo e che si ritrovano anche dopo secoli, riconoscendosi, anche in situazioni diverse, tratti somatici diversi, solo perchè sono destinati a rivivere un passato di gloriosa appartenenza sentimentale.

Secondo l'attore che si esprimeva ieri sera, l'amore si sviluppa invece, tramite un'attrazione fatale di ciascuno dei due innamorati verso la follia dell'altro e finchè dura questa attrazione, dura anche l'amore.

Naturalmente non si tratta di una follia distruttiva, ma di follia creativa...ed è solo l'amante ad accorgersene..ma di questa follia creativa si nutre e si sente estasiato, attirato e infine innamorato perso..

Bella teoria e per certi versi anche veritiera: quando si chiede a qualcuno il motivo per cui si è innamorato di quella tal donna, a volte non sa rispondere.

Ma a volte capita che qualcuno, più lucido ed attento risponda: mi sono innamorato dei suoi difetti. E spesso è proprio così.

Cordiali saluti a tutti.

Ginseng666

 

 
 
 

A cosa servono i portafortuna..

Post n°214 pubblicato il 27 Aprile 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

L'importanza dei portafortuna -

"Per chi è superstizioso i portafortuna hanno poteri soprannaturali che tengono lontana la sfortuna. Ma anche la scienza ritiene che possano aiutare: ecco come e perchè.

I portafortuna servono davvero. Per chi è superstizioso e ci crede, è ovviamente, è la scoperta dell'acqua calda, ma anche gli scienziati, si stanno convincendo del potere dei portafortuna, anche se non per ragioni soprannaturali. Questo perchè molte ricerche sono arrivate alla stessa conclusione: l'importante è crederci. Perfino nei talismani.

Se la fortuna è cieca, la sfiga è scientifica..

Lo studio -

Qualche anno fa, alcuni ricercatori dell'università di Colonia, in Germania, hanno invitato un gruppo di studenti a portare con sè il proprio talismano, per sottoporsi a un esperimento. Gli oggetti sono stati presi ii consegna dai ricercatori, con la scusa di fotografarli. Poi, a metà degli studenti, i portafortuna sono stati restituiti, prima che iniziassero i quiz al computer e le prove di abilità (come mandare in buca una pallina da golf), mentre all'altra metà non sono stati restituiti. 

Risultato? Chi aveva con sè il suo portafortuna è andato meglio in tutte le prove. Inoltre alla proposta dei ricercatori di ipotizzare in anticipo alcune parole x risolvere degli anagrammi, e di fissare la soglia di tempo dopo il quale avrebbero risolto il test, le persone che avevano l'amuleto, si sono date obiettivi più ambiziosi. Erano tutte convinte di potercela fare."

Fonte = Focus on line

Conclusioni = A Bientina, un paesino in provincia di Pisa, il portafortuna locale è il gufo, portatore di saggezza e di lunga vita. Ecco perchè le persone abitanti di quel paese se lo tengono in casa come soprammobile d'argento, oppure come ciondolo da portare appeso a una catenella d'argento. Ricordate lo sceneggiato televisivo "Il Segno del comando" con Ugo Pagliai e Carla Gravina? In tale sceneggiato il famoso talismano a forma di civetta, era il simbolo di immortalità. Forse deriva da questo sceneggiato il voler eleggere la civetta come portafortuna per la lunga vita e la salute.

A Napoli c'è il famoso cornetto rosso contro il malocchio...

Paese che vai, usanza che trovi. L'importanza di questi simboli, veritieri per i superstiziosi e inutili x gli scettici, riveste per tutti l'acquisiszione di una sicurezza che ha un sapore vagamente magico e che ci rende invulnerabili ai colpi inevitabili della malasorte.

Il famoso effetto placebo, per intenderci.

Cordiali saluti a tutti.

Ginseng666

 

 

 
 
 

25 Aprile, festa della Liberazione..

Post n°213 pubblicato il 25 Aprile 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

Oggi si celebra l'anniversario della Liberazione d'Italia, il 77°, per essere precisi, e la cosa più inquietante è che questa festa si trova sotto l'ombra della guerra scoppiata in Ucraina, a causa dell'invasione prepotente e inopportuna della Russia.

Questo dimostra quanto sia preziosa e importante la nostra libertà e la democrazia della quale noi godiamo, anche per merito del sacrificio di tanti uomini, della resistenza edi coloro che hanno lottato, in quei tempi di dolorosi conflitti, per riportare giustizia e pace alla nostra nazione.

"L'anniversario della Liberazione d'Italia, noto come festa della liberazione, (o semplicemente il 25 Aprile), è una festa nazionale della Repubblica italiana, che si celebra ogni 25 Aprile, per commemorare la liberazione dell'Italia dal nazifascismo, la fine dell'occupazione fascista, e la definitiva caduta del regime fascista. 

E' un giorno fondamentale per la storia d'Italia. Simbolo della Resistenza, cioè della lotta condotta dai partigiani, dall'8 settembre del 1943, (giorno in cui gli italiani seppero dell'armistizio di Cassibile, appena firmato con gli alleati), esso ha assunto un significato politico e militare. 

L'istituzione della Festa Nazionale: 

Su proposta del presidente del consiglio, Alcide De Gasperi, il re Umberto II, allora principe e luogotenente del Regno d'Italia, il 22 Aprile 1946, emanò un decreto legislativo luogotenenziale, ("Disposizioni in materia di ricorrenze festive"), che diceva così:

"A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 Aprile 1946 è dichiarato Festa Nazionale".

La ricorrenza venne celebrata anche negli anni successivi, ma solo il 27 maggio 1949, con legge 260, materia di ricorrenze festive, essa è stata istituzionalizza quale festa nazionale:

<<Sono considerati giorni festivi, agli effetti dell'osservanza del completo orario estivo e del divieto di compiere determinati atti giuridici, oltre al giorno della festa nazionale, i giorni seguenti...il 25 Aprile, giorno della liberazione.>>

Da allora, annualmente, in tutte le città italiane- specialmente in quelle decorate al valor militare perla guerra di liberazione - vengono organizzate manifestazioni pubbliche in memoria dell'evento.

Tra gli eventi del programma della festa c'è il solenne omaggio, da parte del Presidente della Repubblica italiana, e delle massime cariche dello stato, al sacello del Milite ignoto con la deposizione di una corona d'alloro, in ricordo ai caduti e ai dispersi nelle guerre."

Fonte = Wikipedia, l'Enciclopedia on line.

"La vita senza libertà è come un corpo senza lo spirito." (Khail Gibran)

E questo è tutto, almeno per ora.

Buona festa della liberazione, a tutti...che ci serva come un monito per apprezzare ciò che abbiamo, anche se è imperfetto. Ma del resto nessuno è perfetto, non lo siamo noi e non lo sono neanche i nostri governanti.

Cordiali saluti a tutti.

Ginseng666

 

 
 
 

Storie di fantasmi 2

Post n°212 pubblicato il 21 Aprile 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

Riprendiamo la nostra storia di fantasmi: si tratta di fantasmi imprigionati in un hotel del terrore e di una coraggiosa poliziotta che li libera, facendo fuggire gli spiriti guardiani che li tenevano prigionieri in questo hotel.

"Aprì gli occhi, faticosamente e si trovò davanti lo spirito luminoso di Maddalene, l'ultima giovane cameriera che non era riuscita a trarre in salvo, in quella oscura notte da incubo in cui aveva scoperto che i pavimenti dell'albergo erano abitati dagli spiriti di coloro che Andrè aveva ucciso. 

- Justine, svelta, destati.. devi uscire immediatamente di qui..l'albergo sta per prendere fuoco..- le disse il fantasma della ragazzina.

- Come, ma perchè...- articolò Justine ancora assonnata e stordita dal colpo che aveva ricevuto. Si alzò come rinvigorita e si accorse che qualcosa friggeva sul pavimento...sembrava come un normale corto circuito...ma forse non era solo quello. Lingue di fuoco scaturirono come dal nulla e cominciarono a divorare tappeti, tende e suppellettili, correndo a una velocità incredibile. Un fuoco divorante e terribile, il fuoco inflessibile della purificazione. 

- Seguimi, presto!! - Il fantasma di Maddalene corse lungo le scale, mentre Justine la seguiva, correndo più velocemente che poteva. La giovane poliziotta uscì indenne dall'albergo mentre questo veniva interamente divorato dalle fiamme ardenti della distruzione. Fiamme implacabili, fiamme purificatrici. Justine si decise a chiamare i pompieri, anche se avrebbe dovuto, poi spiegare la ragione per cui si trovava davanti all'albergo. O forse non doveva rivelare quel segreto? Forse nessuno l'avrebbe creduta, forse l'avrebbero presa per pazza.

Justine sospirò, mentre alzava gli occhi al cielo e vide una cosa incredibile e consolante: centinaia e centinaia di anime luminose volavano verso il cielo, fluttuavano ormai libere dalle catene esoteriche dei malefici di Andrè. Erano dirette nell'aldilà dove sarebbero state finalmente in pace, al cospetto del loro Dio creatore...Justine sorrise mentre scorgeva lo spirito di Maddalene che le faceva un lieve cenno di saluto, mentre scompariva nella scia di luce, insieme alle altre."

Estratto dal mio inedito: "Nei sottofondi di Parigi, parte seconda:"

Spero che la mia storia di fantasmi vi sia piaciuta.

Cordiali saluti a tutti.

Ginseng666

 

 

 
 
 

Storie di fantasmi..

Post n°211 pubblicato il 20 Aprile 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

Oggi vorrei raccontare una storia di fantasmi..

Una storia inventata, ovviamente, tratta da un mio scritto inedito, cioè un romanzo che non ho mai pubblicato.

Il romanzo inedito s'intitola "Nei sottofondi di Parigi" e questo è un estratto della seconda parte.

" Quella stessa notte Justine fece uno strano sogno. Sognò l'albergo dei "Tre magici soli" e il famoso corridoio del 3° piano,  in cui erano collocati i leoni di pietra, gli spiriti dei morti, delle vittime del malvagio Andrè, che la chiamavano emettendo dei lunghi, lamentosi sospiri:

- Justine, Justine, siamo prigionieri, vieni a liberarci!!-

- Che cosa posso fare? -chiese la ragazza, sentendosi riempire, dopo tanto tempo di pietà e sollecitudine.

- Ti si chiede un atto di coraggio - le disse uno dei fantasmi imprigionati nell'albergo tenebroso - Devi entrare dentro l'albergo e rompere la testa dei leoni di pietra, così che noi possiamo andare nell'aldilà...se non lo farai rimarremo sempre prigionieri di questo posto.-

- Ma come faccio? - chiese la ragazza sgomenta - La Gendarmerie ha messo le corde intorno all'edificio e vi sono i sigilli.- 

- E tu rompili i sigilli!! In fondo che male puoi fare? La Gendarmerie ha già requisito tutte le prove in questo posto...Non sei una poliziotta, tu? -

- Si, una volta lo ero, però..- Justine pareva indecisa.

- Non ti succederà niente, abbi fiducia, noi ti proteggeremo. - incalzò il fantasma - Non c'è nessuno, la dentro: solo noi e gli spiriti guardaini dei leoni. Loro non ci consentono di volare, di andarcene nell'aldilà. Ma tu hai il talismano e potresti passare indisturbata."

- E sta bene. - acconsentì Justine. Si destò con il preciso intento di liberare tutti gli spiriti delle vittime di Andrè. Si alzò e si vestì velocemente, salì sull'auto e dopo aver portato con sè gli strumenti necessari dentro uno zaino, si recò davanti all'albergo di "I tre magici soli". Al collo portava il suo magico, inquietante talismano, il piccolo teschio d'osso che le aveva donato il suo amico nativo americano...in fondo le aveva salvato la vita quando si era trovata in pericolo nelle mani del feroce Andrè. Erano i primi di Novembre, un Novembre gelido e nebbioso, nel silenzio della notte si udirono i rintocchi dell'orologio in piazza: le due di notte. Justine rabbrividì e si tirò sù il cappuccio del cappotto di pile che indossava, faceva molto freddo. Si fece coraggio sfidando il freddo e il buio ostile della notte: illuminò con la torcia e sorpassò i cordoni che circondavano l'edificio, entrò con esistazione sulla soglia e ruppe i sigilli con delle taglienti cesoie, poi si introdusse nell'edificio, immerso in un silenzio profondo. 

Justine si fece coraggio, facendo le scale e illuminando intorno a sè con la torcia, giunse al terzo piano in sottofondo si udivano i sospirosi lamenti dei morti, imprigionati in quella specie di cimitero sacrale. Justine deglutì, tentando di non impressionarsi, se come le era stato comunicato non aveva nulla da temere, doveva giungere in fondo alla sua missione. Tolse la pesante mazza dallo zaino e la scagliò con tutta la forza sulle teste dei due leoni di pietra, facendole volare in aria. Le teste si spezzarono e così anche l'incantesimo degli spiriti guardiani; si udirono due potenti ruggiti e quando le teste ruzzolarono, Justine fu scagliata in fondo al corridoio, come se fosse stata un fuscello di legno. La ragazza svenne per il colpo ricevuto, mentre gli spiriti guardiani fuggirono da uno spiraglio di una finestra dell'albergo, perdendosi nel buio della notte. Justine si destò alle sei del mattino, si stava facendo giorno, albeggiava: qualcuno la stava chiamando e la tirava per una manica."

Fine 1 Parte del racconto.

A breve la seconda parte, se vi piace.

Saluti cordiali.

Viv.

 
 
 

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