Creato da vivianaciti il 23/01/2014

Inquietanti sinergie

Un blog che parla di fenomeni paranormali

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Messaggi di Giugno 2022

Fatti inquietanti e inspiegabili..

Post n°228 pubblicato il 29 Giugno 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

Quello che voglio raccontare stasera non so se sia un fatto veritiero o una leggenda metropolitana.

Dal punto di vista logico o razionale, potrebbe trattarsi di una leggenda metropolitana, ma la mia amica, me lo ha raccontato come un fatto veritiero, ed io così lo trasmetto a voi, cari lettori ed amici, considerando che in ogni leggenda può esserci anche un pizzico di verità.

Il ladro e la massaia..

Si tratta di una vicenda accaduta 20 anni fa. Una massaia abitava nelle campagne del Compitese: lei e il marito erano molto poveri e vivevano con i tre figli, in un cascinale.

Il marito faceva il contadino, la moglie lo aiutava nei campi e poi si occupava della casa e dei bambini. La loro situazione economica non era florida e stentavano ad andare avanti. 

Un giorno un uomo di pochi scrupoli passò da quel cascinale e visto un falcetto abbandonato sull'erba, pensò bene di impadronirsene.

Sicchè lo prese e si allontanò furtivo; di certo non conosceva la situazione economica incerta della famiglia, ma anche se lo avesse saputo, non sarebbe cambiato nulla.

Quando la massaia vide che l'attrezzo per tagliare l'erba era sparito, si disperò. Per ricomprarlo i due coniugi non avevano soldi e dovettero farselo prestare da un vicino di casa, facendo dei lavori saltuari per comprarsene uno nuovo.

Le loro difficoltà aumentarono, a causa di quel furto. 

Passarono alcuni anni e il ladro morì per un infarto. Una notte la massaia se lo sognò: si lamentava rumorosamente.

- Che cos'hai? - chiese la massaia al ladro.

- Senti un po' - le disse l'uomo con esistazione - Mi vergogno di ciò che ho fatto. Non avrei dovuto rubarti il falcetto..-

- Eh, si - rispose la massaia, sostenuta - Ma ormai l'hai fatto. -

- Magari potrei restituirtelo..- riprese il ladro - Se tu mi perdoni..- 

- Se si tratta solo di questo, ti perdono...però non vedo come potresti..- Il ladro sorrise, pareva sollevato e insolitamente contento.

Il sogno della donna si concluse così. La mattina dopo quando scese i n cortile, trovò il falcetto, sull'erba, nel posto esatto dove l'aveva lasciato alcuni anni prima, quando il ladro se n'era impadronito."

Questa è la storia. Vera, falsa, fantasiosa, inspiegabile, incredibile?

Presente, passato, futuro, vita e morte. Tutto e collegato.

E a volte il male può essere cancellato dal bene.

Cordiali saluti a tutti.

Ginseng666

 

 

 

 
 
 

I passi felpati dei fantasmi..

Post n°227 pubblicato il 23 Giugno 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

"Non c'è civilttà umana e nessuna parte del globo che non parli di fantasmi. In qualunque epoca e in qualunque regione del mondo, c'è qualcuno che crede che gli spiriti esistano, e che possano essere benevoli o malevoli nei confronti degli esseri viventi. Dall'altro lato c'è anche chi afferma con certezza che i fantasmi non esistono. Sono i cosiddetti scettici.

Facciamo chiarezza su questo argomento: cosa sono o chi sono i fantasmi e quali sono le prove della loro esistenza. 

I fantasmi non si possono definire delle persone, in quanto non hanno nè carne, nè ossa: possiamo dire che essi sono ciò che resta di un essere umano, una volta che il suo cuore ha smesso di battere. Il fantasma non è esattamente l'anima di un uomo, ma è comunque quella parte di lui - totalmente incorporea - che può permanere sulla terra dopo la morte. Ecco perchè molto spesso i fantasmi fanno paura, anche se non è detto che siano malvagi. Il termina italiano "fantasma" viene dal greco antico e signfica "apparizione". 

Infatti si tratta di un'apparizione visiva di qualcosa di intangibile e indimostrabile. In inglese, invece,  il termine usato è "gnost", che deriverebbe dalle lingue proto-germaniche e inizialmente avrebbe espresso il concetto di "rabbia". Non è inusuale, infatti, che le  apparizioni delle anime dei defunti, siano legate ad un qualche fatto accaduto durante la vita del soggetto, che dopo morto torna per vendicarsi (o sistemare le cose). "

Fonte = Saggia Sibilla dal web.

Conclusioni = La nostra è una grande casa padronale. Sulla parete del tinello/ingresso, per metà sala di ricreazione, è collocato un grande quadro sul quale troneggiano 7 persone, gli antenati di G., il mio compagno. Poi vi sono il padre, gli zii, la sorella e i cugini americani, tutti passati a miglior vita.

La nostra casa è stata abitata da due generazioni di antenati e alcuni di essi hanno lasciato in essa la loro impronta indelebile; perchè ciascuno di noi, quando è vivo rappresenta una luce brillante che porta calore, affetto a tutti coloro che lo circondano, genitori, figli, cugini, parenti in generale. Questa luce, il nostro sole personale si spegne con la morte, ma rimane presente nella memoria di coloro che restano e che ci hanno conosciuto ed amato. La luce terrena non c'è più, ma vola in cielo e diventa una stella, altrettanto luminosa e brillante. Una stella che ci segue e brilla nel cielo, arricchendo il firmamento...

E a volte, questi fantasmi fanno sentire la loro presenza, come se fossero angeli vagabondi, spiriti protettivi all'interno dell'abitazione.

A volte, io sento qualcuno che sale le scale, come se volesse venirmi a trovare quando sono coricata nel letto. Le prime volte chiedevo: "Chic'è? C'è qualcuno? " Mi affaccio, ma ovviamente nessuno risponde. E allora capisco che si tratta di qualcuno dei miei spiriti familiari, fantasmi che ancora abitano la mia casa e ogni tanto fanno sentire la loro benevola presenza. A me piace pensare a loro come probabili angeli custodi o come spiriti protettivi della nostra casa. Per fortuna non sono una persona impressionabile.

Cordiali saluti a tutti.

Ginseng666

 

 

 

 
 
 

La piccola Elena, vittima innocente della follia della madre..

Post n°226 pubblicato il 18 Giugno 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

La madre, rifugio, conforto, amore senza limiti...secondo l'idea della popolazione, e sopratutto nella cultura italiana, non c'è nessuno che può amare come la mamma, che può sacrificarsi come la mamma..che può comprendere i figli come la mamma.

Ecco perchè colpisce come una coltellata al cuore e ferisce come uno scandalo nelle complicate dinamiche familiari, la vicenda della piccola Elena, uccisa con 11 coltellate dalla madre e poi gettata alla rinfusa nelle campagne catanesi.

Qualsiasi ragione, qualsiasi movente non è ammissibile, perchè la madre è il simbolo dell'amore assoluto e lo si può confrontare solamente con l'amore di Dio per l'uomo o più specificamente con quello della Madonna per il bambino Gesù.

Ma veniamo ai fatti: 

"Catania, la piccola Elena, uccisa con 11 coltellate, non è morta subito. Convalidato il fermo della madre. 

Sono stati 11 i colpi inferti dalla madre, Martina Patti sul corpo della figlia Elena, la bimba di 5 anni uccisa nel Catanese. Sono questi i risultati dell'autopsia eseguita sul corpo della piccola. L'arma, che non è stata ancora trovata dai carabinieri, è compatibile con un coltello da cucina. La bambina non è morta subito, ma solo dopo il fendente letale, che ha reciso i vasi dell'arteria succlavia. Il Gip ha convalidato il fermo della Patti, ed ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare, per omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. 

Il movente e la premeditazione - Resta il mistero del movente: gelosia o desiderio di vendetta nei confronti del ex marito.

Fonte = TGCom24 on line - Quotidiano dal Web.

Conclusioni = Si dice sovente: di mamma ce n'è una sola. In questo caso, si può commentare con amarezza: Menomale!!

Come si fa a scagliarsi e colpire una parte di noi stessi? Pugnalare una figlia? Che orrore, è come colpire una parte del nostro cuore, il nostro sangue, una creatura che porta impressa in sè la nostra immagine, un pezzo del nostro cuore.

Bisogna essere mostri per arrivare a compiere uno scempio di questo tipo.

Che altro dire? Se ce l'aveva con il marito, perchè non se l'è presa con lui?

Forse l'avrei scusata, in qualche modo. Ma cosa c'entrava quella povera, innocente bambina?

Sarò cieca e sorda, ma io davvero non riesco a capire.

Saluti a tutti.

Ginseng666

 

 
 
 

Sentite condoglianze..

Post n°225 pubblicato il 16 Giugno 2022 da vivianaciti
 
Foto di vivianaciti

"Non l'avrei mai creduto, madre mia, per quanto sei stata arida e dura con me..ma mi mancherai, mamma, mi mancherai.." Viv.

<< La parola condoglianze deriva dal latino "con-dolere", letteralmente significa addolorarsi insieme a qualcuno, e quindi condividere il dolore, soffrire insieme, partecipare alla sofferenza di qualcuno; in sostanza condoglianze vuol dire:"condividere il dolore".

Condoglianze significa quindi condividere il dolore di qualcuno, partecipare alla sua sofferenza. Se un tempo tale termine veniva utilizzato per qualsiasi situazione difficile che attraversava una persona e nella quale vi era una particolare vicinanza emotiva verso di lei, oggi è riservato a un momento di dolore ben preciso, quello della morte di una persona cara, di un lutto.

Da qui le espressioni di porgere le condoglianze, che indica l'atto di partecipare al dolore per la perdita di un defunto, e visita di condoglianze quando si vanno a trovare i familiari della persona deceduta.>> Estratto dal web.

Il funerale di mia madre = Al contrario di ciò che mi immaginavo, quello di mia madre è stato un funerale cattolico e si è svolto in una chiesa, officiato da un sacerdote cattolico che esprimeva il suo dispiacere pfofondo nonostante non la conoscesse affatto.

La perpetua di colui, mi ha domandato chi era mia madre giacchè non la conosceva affatto e son stata costretta, mio malgrado a dirle che mia madre non frequentava la chiesa, omettendo di precisare, per un ovvio sapore di discrezione e di pudore, che mia madre il prete non lo faceva entrare in casa neanche per la benedizione di Pasqua.

La cosa inquietante e strana è che alla fine della sua vita ella entrava nella casa di Dio per chiedere la sua benedizione. Non mi son sentita di mentire, però.

Allora mi è stato chiesto di fare le letture per fare un servizio di pietà verso mia madre; nonostante la mia recalcitrante volontà, il mio rifiuto verso le pratiche cristiane, non mi son sentita di dire no. La cosa,  malgrado tutto, mi è riuscita bene.

Una cosa la devo riconoscere, però: per quanto io non stimi affatto i cattolici, essi hanno il potere di rendere l'atmosfera delle loro messe suggestiva e commovente l'addio con i nostri morti, sanno porgere un annuncio di speranza, sanno confortare le famiglie in lutto.

Infine posso dire che durante il funerale è accaduto un piccolo "miracolo": io e mio fratello che da mesi eravamo guasti a causa della malignità di sua moglie che me l'aveva messo contro, ci siamo riconciliati..e adesso siamo in buoni rapporti.

Pare che mia madre gli abbia comunicato questo sibillino messaggio: io non ci sono più, ma voi due siete comunque fratello e sorella e desidero che vi vogliate bene..

E mi son ritrovata alla fine della cerimonia funebre a piangere al centro della chiesa, come una bambina afflitta, spogliata ormai di ogni fugace finzione e con mio fratello, accorso in mio soccorso che mi abbracciava, cercando goffamente di consolarmi..

E' stata una cosa bellissima, poichè erano mesi che non ci parlavamo più..

E la morte di mia madre, risultava come il sacrificio supremo per riappacificare finalmente i suoi figli..

Ma quante volte può donare la vita, una madre?

Non una volta sola, ma nel nostro caso, almeno due volte.

Cordiali saluti a tutti.

Ginseng666

 

 

 
 
 

Quando la morte è una liberazione

Post n°224 pubblicato il 08 Giugno 2022 da vivianaciti
Foto di vivianaciti

"Il sole può tramontare e risorgere; per noi quando la breve luce si spegne, resta un'unica, eterna notte da dormire". Gaio Valerio Catullo

Stamani alle 10,30 del mattino è venuta a mancare mia madre di 85 anni, dopo una lunga, dolorosa e sfibrante malattia.

Mia madre si era ammalata di alzahimer 5 anni fa ed è stato l'inizio del suo crollo.

La malattia mentale (l'alzahimer è una brutta bestia), le aveva cancellato la memoria, resa capricciosa e irragionevole, un comportamento bizzarro e inspiegabile, e poi inchiodata nel letto per un incidente domestico con il cane.

Si era rotta le protesi dell'anca, e poi le cose erano precipitate sempre più: prima la costrizione al letto, poi l'aggravarsi dei sintomi che derivavano dal dover stare a letto; piaghe da decubito, disturbi renali ed urinari, infine aveva smesso di mangiare.

Alla fine oltre che il catetere, che teneva fisso, le avevano messo anche un sondino per la nutrizione coatta, giacchè non era più in grado di alimentarsi.

Per evitare che se lo strappasse la badante le aveva legato le mani alle sbarre del letto.

Per quanto io sia una persona dura e scarsamente sensibile, mi doleva molto vederla in quello stato. Dopo l'introduzione del sondino per l'alimentazione, mia madre aveva cessato di parlare e quando andavo a trovarla, chiedendole come stava, mi fissava con gli occhi tragicamente spalancati, senza rispondere, mi fissava in modo addolorato e quello mi faceva stare ancora più male, perchè con quello sguardo diceva tutto.

La vita le era diventata insopportabile. Non lo diceva, ma lo comunicava con quello sguardo spalancato su un mondo buio, pesante e che non tollerava più.

Mia madre è stata portata in ospedale 5 giorni fa. Era in condizioni critiche e le hanno messo anche l'ossigeno, per aiutarla a respirare: non sono potuta andare a trovarla, perchè in questo disgraziato, sfortunato periodo sono risultata positiva al Covid-19, perciò ero in casa, in quarantena. Mia figlia, me l'ha passata, il secondo giorno, perchè la salutassi. Le ho detto che le volevo bene e le ho chiesto scusa, per tutte le mie intemperanze nei suoi confronti: mia madre non era più la donna energica e irriducibile che avevo conosciuto, non era più la "mamma cattiva" che mi picchiava da piccola, era solo l'ombra di se stessa e mi faceva pena, una pena indicibile, una pena che io figlia maltrattata e rifiutata da piccola, non avrei mai pensato di poter provare.

Eppure la sua condizione di dolorosa immobilità, mi aveva toccato il cuore.

Mia madre ha agonizzato x 5 giorni: mi sono chiesta cosa stesse aspettando. Poi il giorno prima che morisse le ho inviato questa semplici parole, da lontano, ma sono sicura che lei mi ha sentito, attraverso le corde di un silenzioso contatto mentale:

"Mamma, non ti preoccupare, ti perdono, vai in pace.."

Il giorno dopo, con l'unica compagnia della badante accanto, mia mamma è deceduta.

Accanto a lei, non c'era nessuno, se non quella donna straniera che pagavamo perchè si occupasse di lei. Io ero ammalata di covid, mio fratello e mia figlia lavoravano..e gli altri parenti? Troppo lontani e troppo occupati per essere presenti..

Chissà perchè!!

Ma è così per tutti...nasciamo da soli, strillando per l'entrata gioiosa nel mondo e a volte moriamo soli, per non aver saputo spargere amore e comprensione intorno a noi.

Cordilai saluti a tutti.

Ginseng666

 
 
 

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