Creato da falco58dgl il 26/09/2005

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Blog di narrativa, suggestioni di viaggio, percorsi interiori, sguardi sul mondo.

 

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La caduta del muro

Post n°189 pubblicato il 14 Ottobre 2007 da falco58dgl
 

Pochi chilometri più in la è caduto il primo blocco. La gente è ancora incredula, ma comincia a capire che sta succedendo qualcosa di inconcepibile. Persino i più piccoli, bambini di otto  o nove  anni, partecipano all'abbattimento.  Migliaia di persone che stazionano sulla cima del muro, vi saltano sopra, abbattono il simbolo concreto della divisione, della barriera che divide in due la città da quasi trent’anni. Ci si abbraccia per strada tra sconosciuti e nessuno si  controlla le tasche per timore di essere derubato. Non è una sera in cui si possa perdere qualcosa…


-        
Marco, dai,  perché non lo  facciamo?
-        
Uff, Eugenia, ti rendi conto di ciò che significa? Mettere al mondo un figlio in un mondo come questo?
-        
Cosa c’è che non va nel mondo attuale? La gente fa figli tutti i giorni.
-        
Poco lavoro, catastrofe ambientale, crisi di valori. Dovremo  svegliarci la notte ogni tre ore, non uscire più di casa. Che pianeta gli lasciamo?  E poi viviamo in un appartamento di quaranta metri quadri…
-        
Ma sono scuse, sono otto anni che inventi sempre qualcosa! Di’ che hai paura, fai prima.
-         Non ho paura, lo sai bene, però non mi sento pronto.  

                       

Periodo di grandi, incredibili cambiamenti. I giornali e le televisioni rimandano immagini impensabili fino al giorno prima.

La Germania Est, il muro che divide in due la città  scalpellato e demolito da un esercito di residenti.
Poi, come  in un gioco del domino, come un’onda di piena, si libera Praga, piazza San Venceslao colma di gente, lo sciopero generale.  Budapest, le frontiere aperte, la divisione dei poteri. Varsavia,  Solidarnosc vince le  prime elezioni libere con una maggioranza schiacciante. Poco dopo,   Bucarest. Il parlamento in fiamme,  il tiranno che fugge in elicottero e viene giustiziato in modo sommario.


Il "Kudamm", centro di Berlino ovest,  invaso da migliaia di Berlinesi dell'est, un clima da sagra paesana, di euforia contagiosa. Negozi, ristoranti, cinema e discoteche  aperti per tutta la notte. Uno striscione scritto da cittadini dell’est  "Dank den West-Berlinern" - Grazie ai Berlinesi dell'ovest!  La metropolitana strapiena, presa d’assalto.   adesso collega quelle che erano due città, due universi divisi, Un traffico caotico, da vittoria alla coppa del mondo,  bandiere e clacson strombazzanti

Gli inviati dei TG  che parlano concitati, consapevoli di essere testimoni di un evento epocale, mentre una folla di popolo transita  incredula e festante da una parte all’altra di Berlino.

 Ed Eugenia, con quel mezzo sorriso…

-       Appassionante, non trovi? Un pezzo di storia che cambia
-   Appassionante,  sì. Ti ricordi quando abbiamo fatto l’amore sul divano qualche settimana fa? 
 -   Certo, e allora?
-   Ero nel pieno dell’ovulazione 
 -   Ah, bene. Qué onda ?
-   Non so ancora

Passano un paio di settimane. Mi divido tra la stesura di un rapporto di ricerca e la consultazione disordinata dei telegiornali e di Televideo, cercando di mettere freno a una paura ignota che lotta per manifestarsi.

 Havel, Walesa, Dubcek riabilitato dopo venti anni di morte civile,   folle che si raccolgono in piazze occupate anni prima dai carri armati. I partiti al potere da quarant’anni cadono come brilli, uno dietro l’altro. Titoli di giornali a nove colonne,  analisi, dibattiti, fiumi di parole per descrivere la caduta della cortina di ferro. Effetto Gorbaciov o disgregazione di un impero?

Fa di nuovo freddo. Piove. Torino nella sua quintessenza più genuina.

Fu un mattino che Eugenia estrasse di tasca  un oggetto piatto con un piccola incavatura rotonda sulla sua superficie. Lo guardò con occhi brillanti,  poi mi mostrò una nitida croce che campeggiava nel centro.

 -      Che bello, bonita – dissi con voce tremante, mentre appoggiavo una mano sulla sua spalla, quasi a volermi sostenere
 -  Sono incinta! - fece lei  allargando le braccia come se intendesse avvolgere tutto il  mondo.

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Commenti al Post:
unadonnaperAMICAdgl
unadonnaperAMICAdgl il 14/10/07 alle 18:58 via WEB
tenerissimo maschio!!! affronti con sicurezza la quotidianità ma dinnanzi all'oggetto non ben identificato hai bisogno di farti sostenere... Bellissimo questo ripercorrere corale di un decennio che ha segnato la nostra vita...Bellissima l'opportunità che ci hai offerto e un abbraccio e un sorriso.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:11 via WEB
Sai, donnaamica, gli oggetti non identificati provocano sempre una certa inquietudine (e tu che hai scritto il tuo testo sul tema lo sai benissimo) :) Grazie per la tua valutazione lusinghiera, sono lieto che il gioco ti sia piaciuto. Un forte abbraccio a te. W.
 
santiago.gamboa
santiago.gamboa il 14/10/07 alle 19:27 via WEB
insomma, la classe non è acqua, questo è il "comeravamo" di uno scrittore! un solo piccolo, sadico, appunto: ma marco e eugenia che ne pensano di tutto ciò che accade? non hanno troppo tempo per occuparsene col cuore, sembra che tutto scivoli loro addosso nell'attesa... bello anche questo messaggio. gf
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:13 via WEB
Santiago, Marco vive gli eventi con partecipazione emotiva " Appassionante, non trovi? Un pezzo di storia che cambia". Eugenia è più centrata sulla maternità, sul suo cambiamento individuale. Grazie per l'apprezzamento. W.
 
Guerrino35
Guerrino35 il 14/10/07 alle 19:32 via WEB
Credo che la caduta del muro di Berlino sia l'avvenimento piu' significativo di questi anni, la data precisa ci aiuta a contestualizzare le nostre date. Il fatto di averlo connesso al desiderio di maternità e alla gravidanza è un gesto di speranza e tutti abbiamo festeggiato per la possibilità che le relazioni sociali potessero, da qui in avanti essere basate sul dialogo. Invece al dualismo est-ovest pericoloso e allo stesso tempo freno ai pericoli peggiori è succeduto un imperialismo monopolare che di guasti ne ha fatti tanti. Non rimpiango il bipolarisno imperialista, aspetto che i popoli si facciano sentire dai loro governanti e riescaano ad ottenere una organizzazione dell'umanità utile a tutti.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:16 via WEB
Mi sembra condivisibile la tua disamina, Guerrino. La caduta del muro ha aperto interi popoli alla speranza (poi magari la realtà si è rivelata più dura e meno brillante delle speranze, ma questo è un altro discorso), così come la maternità apre nuove strade alla coppia descritta nel testo. un cordiale saluto. W.
 
herice
herice il 14/10/07 alle 19:44 via WEB
due storie diverse : la caduta del muro e della dittatura, apertura all'Europa..e una coppia con i suoi interrogativi..eppure c'è un filo conduttore che unisce la nascita :della libertà - di un figlio. Molto bello Writer ma...non c'erano dubbi :))
 
 
sinemoiaquai
sinemoiaquai il 14/10/07 alle 20:30 via WEB
Già! L'avevi organizzato ma ancora non avevi scritto tu! Una bella interpretazione quella di Herice, non credi, Claudio?
 
   
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:19 via WEB
Sì, ha colto il significato che ho cercato di trasmettere. ciao, Mi :) W.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:18 via WEB
il tuo commento è acuto, Herice. Nel testo volevo proprio suggerire l'equivalenza tra la caduta del muro e la caduta delle paure di lui davanti alle prospettive della paternità. E così ho intrecciato le due storie che si svolgono nello stesso periodo di tempo. Un abbraccio :) W.
 
blop
blop il 14/10/07 alle 20:46 via WEB
ti dirò quello che vuoi sentire nell'aria fredda di una mattina... sò che non ti deluderò... sò che gioirai nel profondo della tua anima... sò che sarai con me... accanto a una vita che nasce... complimenti Writer...bel colpo... (hai aspettato la domenica per ucciderci eh...:))
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:21 via WEB
Più che altro, ho scelto la domenica perché è un giorno tranquillo e non mi aspettavo di dover inserire molti racconti, Blop :) Il tuo commento è poetico, in sintonia con il tuo testo, direi. W.
 
Crepuscolando
Crepuscolando il 14/10/07 alle 20:48 via WEB
Bello, mi è piaciuto l'alternarsi di notizie riferite in tono quasi asettico ed il dialogo banale di una coppia come tante che in quel periodo di grandi cambiamenti apparenti aveva difficoltà a trovare il proprio equilibrio ed a programmarsi un futuro. Come tutti i racconti scritti bene, ti vien voglia di saperne di più, di collocare la piccola storia in un contesto allargato, di conoscere meglio i due personaggi. Mi chiedo: autobiografico? Perchè Torino?... Una curiosità: è voluto o casuale il passaggio dal presente usato in tutto il dialogo al passato remoto nel momento in cui gli annuncia l'evento? Se voluto, perchè? Per dare l'idea di un "fatto storico"?... I complimenti sono d'obbligo per l'organizzatore...:-)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:26 via WEB
Innanzi tutto, ti ringrazio per la tua valutazione positiva, Crepuscolando. veniamo alle tue domande: Torino è la città in cui vivo e il testo, per quanto sia possibile essere autobiografici in un racconto, si ispira a eventi realmente vissuti. Mio figlio è stato concepito proprio nei giorni in cui cadeva il muro e la coincidenza mi è parsa sempre felice. Il passaggio al tempo passato verso la fine mi è venuto così, non sono stato a rifletterci troppo. Ma credo che sia stato per incorniciare l'evento all'interno di una dimensione temporale, come a dire, da qui in poi la storia (personale) cambia. Grazie per la disamina attenta. W.
 
nomore.norless
nomore.norless il 14/10/07 alle 21:14 via WEB
pubblico e privato, che sia alternano in tutti i nostri giorni; complimenti per come hai saputo renderli. Ciao :)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:29 via WEB
E' un po' di tempo che scrivo in questo modo, nomore.norless. Mi piace intersecare vicende private ed eventi pubblici( come ho fatto in "Diecimila e cento giorni"). Sono lieto che tu abbia gradito. Un bacio. W.
 
bicenzi21
bicenzi21 il 14/10/07 alle 21:16 via WEB
continui salti,continui parallelismi....il tuo pensiero però rimane fluido,penetrante.grazie.simo
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:33 via WEB
Simo, credo che la vita sia uno sterminato insieme di salti e parallelismi. Magari in questo stesso momento, ci sono decina di migliaia di persone che scrivono testi sulla tastiera di un computer. Provare a narrare un frammento di questa complessità mi è sempre parso un'operazione affascinante :) Grazie a te che hai pubblicato un bellissimo testo. W.
 
   
bicenzi21
bicenzi21 il 15/10/07 alle 22:48 via WEB
già mille mani che scivolano su tastiere,mille parole che si mescolano...grazieW,il tuo complimento mi lusinga.un bacio.simo
 
carpediem56maestral0
carpediem56maestral0 il 14/10/07 alle 21:51 via WEB
Ed il muro, dentro di te, cadde...;-)))Bella la paternità? Sicuramente bello è il tuo racconto! Grazie anche per l'iniziativa...un bacio
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:34 via WEB
brava, carpediem. E' proprio questo il significato che ho cercato di proporre. Dopo anni di resistenze ed esitazioni, "lui" accetta di abbattere il suo muro personale. La paternità è stata magnifica :) W.
 
vi_di
vi_di il 14/10/07 alle 23:05 via WEB
Ok, Writer, ci hai dato una lezione di scrittura notevole...diciamo che affettuosamente ci hai stracciati, dai! Veramente notevole il continuo cambio di 'inquadratura'!
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:39 via WEB
Vì_di, ti ringrazio con affetto per le tue parole di apprezzamento. So che la frase sul "ci hai stracciati" l'hai scritta col sorriso sulle labbra. Però il gioco non è una gara e in questa prima settimana ho letto almeno dieci ottimi testi, tra cui anche il tuo. Quindi, tra i partecipanti, sono in parecchi ad aver dato lezioni di scrittura e questo, per un gioco letterario, è un risultato eccellente. Un caro saluto :) W.
 
   
vi_di
vi_di il 15/10/07 alle 08:47 via WEB
Certo che ho scritto il 'ci hai stracciati' col sorriso sulle labbra! Ma questo non toglie valore al tuo testo, anzi! E il fatto che, pur non essendo una gara, ciascuno di noi ha messo tanto di sé in questi racconti è veramente una bella cosa!
Buon inizio settimana. ^__°
 
     
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 12:43 via WEB
La cosa che mi fa più piacere è l'entusiasmo tangibile che si respira in questo gioco. Vedo tutti molto coinvolti e divertiti. Al di là della qualità letteraria dei testi (mediamente molto buona) questa cosa mi rende molto, nolto contento. grazie per la preferenza :) W.
 
fenicenera1968
fenicenera1968 il 14/10/07 alle 23:31 via WEB
ahhaha nn vale tu sei incommentabile, mi piace sempre troppo come scrivi sei un grande... ti abbraccio Fenn
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 14/10/07 alle 23:41 via WEB
Mmm, mi sa che questo è un modo elegante per evitare il commento, Fenn :-) Scherzo, ti mando un bacione. W.
 
   
fenicenera1968
fenicenera1968 il 15/10/07 alle 12:09 via WEB
Macchè.. è un modo per dirti che sei sempre il migliore.. Uff nn c'è gusto così tu sei sempre un passo avanti.. ^_^ un bacione
 
bimbadepoca
bimbadepoca il 15/10/07 alle 08:28 via WEB
Dopo la caduta del muro di Berlino, sembrava davvero che un vento nuovo spirasse sul mondo. Il vento della speranza. Erano anni in cui l'idea di avere un bambino fece capolino nella testa di molti, come quando dopo una guerra nasce irrefrenabile la voglia di vita.
E' molto bello questo post... da un lato l'individualismo di lei tutta concentrata sull'idea di un figlio; dall'altro il collettivismo del momento che coinvolge lui, facendolo sentire parte di un momento storico irripetibile.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 12:48 via WEB
Bello questo commento, Bimbadepoca. In effetti, la caduta della cortina di ferro ha generato speranze e desideri di vita in milioni di persone, ha creato nuovi percorsi di vita individualie collettivi. Soltanto 15 anni fa sarebbe stato inconcepible che la Polonia, L'ungheria, la repubbleca ceca aderissero all'Europa unita. Dal punto di vista individuale, la coppia vive quel periodo come un segnale augurale, un'ipotesi di speranza in un futuro diverso. Ciao. W.
 
E.v.a_K.a.n.t
E.v.a_K.a.n.t il 15/10/07 alle 08:45 via WEB
“Prima o poi ogni muro cade” ... sorrido.
Il racconto coinvolge e convince. Tiene il ritmo nell’alternanza di eventi pubblici e privati fin quasi alla fine, quando improvviso cambia il tempo, lasciando sospesi, protagonisti e lettori, su un futuro tutto da scrivere. Bello davvero!
Sono un po’ presa tra una rapina e un furto con scasso, ma prometto che oggi mi impegno con i commenti... Un bacio.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 12:50 via WEB
Il futuro, per fortuna, è sempre tutto da scrivere, Eva. Questo è una delle cose belle del vivere. Ti ringrazio per la valutazione positiva e ti auguro di portare a termine il tuo lavoro con creatività e con successo ... :-)) Un bacio a te. W.
 
lauro_58
lauro_58 il 15/10/07 alle 10:51 via WEB
Credo che in prove come queste Claudio (se di prove si può parlare), in cui si può esercitare l'arte dello scrivere (ma è un'opinione assolutamente personale) non bisogna lasciarsi scappare l'occasione. E scrivere un racconto nel quale una o più microstorie si sviluppano parallelamente ad eventi che faranno la storia, penso sia la scelta migliore. Un "nulla sarà più come prima" per una nascita che non è solo quella di una nuova vita, nel tuo caso, in cui tù non ti sei lasciato sfuggire l'occasione di esercitare l'arte sopracitata. Ciao e grazie per l'iniziativa Lauro.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 12:56 via WEB
Lauro, molti dei partecipanti al gioco hanno intrecciato macroeventi e storie personali. Anzi, a pensarci bene, questo è stato il filo conduttore di "come eravamo". Anche tu nel tuo testo l'hai fatto, all'interno di una costruzione molto originale. Per quanto mi riguarda, mi viene spontaneo integrare percorsi individuali ed eventi epocali. Nel mio romanzo è una costante. i protagonisti, attraversando 27 anni di storia, lambiscono e vengono toccati da processi collettivi(le campagne di alfabetizzazione in Perù, la rivoluzione in Nicaragua, la sollevazione in Chiapas, il movimento del '77 in Italia, la tragedia del Kossovo). Ti ringrazio per il sostegno e ti mando una vigorosa stretta di mano. W.
 
onice0
onice0 il 15/10/07 alle 11:11 via WEB
Tra un cambiamento epocale un altro personale che cambiano tutto. L'uno si ripercuote nel mondo intero l'altro in quello individuale ma in fondo hanno in comune la "speranza" per un inizio di rinascita. Bello come intercali il dialogo di coppia a quello frenetico dei tg di quel giorno.Abbracci
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 12:59 via WEB
Sì, Onice, la speranza in un nuovo inizio è il tema conduttore del testo e, più in generale, di parecchie delle cose che scrivo :) Grazie del commento che denota una fruizione attenta e partecipe. Un forte abbraccio a te. W-
 
TomFollett
TomFollett il 15/10/07 alle 11:26 via WEB
Che bello sto racconto, SuperFalco! Oggi ho completato il giro dei post del "Come eravamo"... l'ultimo link, naturalmente, è stato il tuo. Riesco sempre a gustare la tua capacità di zoommare e sfocare angoli coesistenti della realtà, e mettere insieme in un'unica superficie le sue più diverse direzioni... anche solo nel modo di pensarla. Eugenia, Marco, il Muro... i muri e la vita che cambia, il vecchio che resiste nella memoria ed il nuovo che vince con fatica, vincono le sue promesse, anche se poi la stessa idea del nuovo cambierà...
 
 
sara_1971
sara_1971 il 15/10/07 alle 11:57 via WEB
Viviamo tra oggetti non identificati (UFO?)... in fondo siamo tutti un po' autistici ;)
 
   
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 13:07 via WEB
Mah, la tendenza è quella di rinchiudere le pulsioni collettive in gabbie che servono solo ad alimentare l'infelicità e a vendere prodotti inutili. Ma,per fortuna, ci si può ribellare a questo disegno :) W.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 13:05 via WEB
Che bel commento, Tom. Il muro , in realtà, è una metafora degli ostacoli e della durezza del vivere. Tutti noi, un po' per adattamento, un po' per difesa, eleviamo dei muri personali che ci impediscono di vivere la vita nella sua pienezza, nei suoi colori, nella sua bellezza. Liberarsi da muri e protezioni è un'impresa difficile, na, quando ci si riesce, è come se cadesse una cortina dagli occhi e l'esistenza recupera lucentezza e profondità. Credo che affrontare questi temi (a livello individuale e collettivo) è una sfida e un onore per chi scrive. Un cordiale saluto. W.
 
EvolutionMoka
EvolutionMoka il 15/10/07 alle 13:05 via WEB
Ciao Writer, a volte gli avvenimenti più grandi della storia sembrano passare quasi in secondo piano davanti ai più grandi avvenimenti della nostra vita. Cade un muro e forse nascerà un mondo migliore, un mondo migliore dove i bambini vivranno senza l'incubo dell'odio e della guerra. Un bel racconto che lascia dentro tanta speranza e pensieri positivi. Un abbraccio. Giò.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 13:11 via WEB
Giò, di te mi ha sempre colpito il tuo atteggiamento asperto alla speranza e alla conoscenza. Ricordo il racconto su Lisbona e la storia d'amore che avevi narrato con mano leggera. Mi fa piacere sapere che ci troviamo in sintonia su temi importanti come il futuro e la possibilità di una vita vicina ai desideri autentici. Un saluto affettuoso. W.
 
charliebrowna
charliebrowna il 15/10/07 alle 16:01 via WEB
I mattoni di un muro che sian reali o emozionali, che con fatica si sono eretti a protezione da oscure minacce, che nell'arco della storia, personale o mondiale, crollano, vinti da altri valori da altre priorita' da altri orizzonti. Tenera la visione di lui che si sostiene a lei! Bello bello. :)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 17:33 via WEB
Eh, lui ha qualche ragione per doversi sostenere, visto che aveva sempre opposto resistenza all'idea della paternità :) Grazie del commento, Charliebrowna.
 
d.a.r.i.o.d
d.a.r.i.o.d il 15/10/07 alle 17:29 via WEB
Forse non si è mai "pronti", eppure tutto accade :-)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 17:35 via WEB
In genere, quando sei "pronto", le cose non accadono... :-)) Ciao, Dario. W
 
   
sinemoiaquai
sinemoiaquai il 15/10/07 alle 17:47 via WEB
VERO! E riguardo al muro, un amico da roma all'università partì e ne portò un pezzo con sé. Fu un periodo importante, bravo !
 
     
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 23:43 via WEB
mi sembra di aver letto da qualche parte che si sono venduti a un prezzo alto pezzi del muro "certificati", con tanto di garanzia scritta... :-) Un bacione, mi. W.
 
releardgl
releardgl il 15/10/07 alle 18:33 via WEB
mi sembra di cogliere il momento princeps in cui un mattone cade ed un altro per costruire il futuro, il tuo, viene (simbolicamente) posto (il figlio)..un racconto da un sottile quanto immenso filo conduttore e pieno di speranza...
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 23:37 via WEB
Mi fa piacere che tu abbia colto i significati del testo, relear. Non è tanto importante che cadano i mattoni, è fondamentale, invece, che qualcuno li raccolga per costruire nuove case :) Un saluto. W.
 
allievadelgabbiano
allievadelgabbiano il 15/10/07 alle 21:07 via WEB
Caro Claudio, mi è piaciuto davvero molto il tuo racconto. Al di là del godere dello stile, che giustamente è già stata apprezzato da tutti quelli che hanno scritto prima di me, e della lettura che si fa avvincente alternando le emozioni private a quelle collettive, ciò che ho amato moltissimo è la fiducia nel futuro che il tuo brano trasmette; se cadono i muri, se nascono i figli, se persone estranee raccolgono gli stessi mattoni per liberare le stesse piazze vuol dire che i valori veri, quelli, non li abbiamo ancora persi, e quindi c’è ancora speranza. E se abbiamo paura ci possiamo sempre sostenere a chi ci è vicino. Grazie di tutto. Un sorriso.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 15/10/07 alle 23:40 via WEB
"se cadono i muri, se nascono i figli, se persone estranee raccolgono gli stessi mattoni per liberare le stesse piazze vuol dire che i valori veri, quelli, non li abbiamo ancora persi, e quindi c’è ancora speranza". Parole da incorniciare, allieva. Senza speranza, esiste solo quella che Cooper ha chiamato "la morte in vita". Un forte abbraccio. W.
 
animafragile11
animafragile11 il 16/10/07 alle 11:15 via WEB
hai scelto un tema che avevo scelto anch'io...e che ora...probabilmente...lascerò...Turbata dal male interiore che oggi mi assilla,non ti prometto di scrivere per il 21 ottobre...ma cercherò...nell'isolamento del nero sul bianco, di evadere dalla prigione in cui io stessa mi sto rinchiudendo....Avevo scelto la caduta del muro...mentre sto costruindo il mio....che cosa patetica!!!un bacio...amico mio...spero tu passi dal mio blog, cmq...
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 16/10/07 alle 14:48 via WEB
Non preoccuparti,animafragile. Fa quello che ti senti.Se ce la fai a pubblicare un testo entro il 21, bene, altrimenti pazienza. Volevo piuttosto rivolgere una domanda ai partecipanti al gioco,perché mi sembra di aver colto un po' di stanchezza,dopo un inizio effervescente e scoppiettante. Pensate di farcela a postare i vostri testi entro domenica? Il meccanismo del gioco (tutti commentano tutti) vi pare troppo oneroso? Sarebbe interessante avere dei riscontri. In ogni caso in serata, pensavo di mandare un post per fare il punto della situazione. Un abbraccio a te e a tutti. W.
 
santaguero
santaguero il 16/10/07 alle 18:45 via WEB
quell'anno credo che siano caduti molti muri...come al solito sei il maestro dell'intreccio...un abbraccio...
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 16/10/07 alle 18:50 via WEB
Sono caduti muri di mattoni e muri interni. Grazie del passaggio, viajero. Provvedo a linkare subito il tuo racconto. W.
 
brubus1
brubus1 il 16/10/07 alle 20:31 via WEB
Fra giornalismo e vita intima di una coppia che vive palpitante quegli eventi storici di grande rilevanza e importanti per la sorte del mondo. L'evento della caduta del muro che unirà le due Germanie e l'evento trepidante di una dolce attesa. Bel connubio degno della tua capacità di veterano scrittore. Io desideravo ricorrere il tempo con una poesia e forse onestamente sarebbe stato meglio, ma poi non so perchè ho lasciato che mi mettessi in prima persona e raccontare forse confusamente, forse sbandando un poco dal soggetto, un qualcosa che sentivo e percepivo nei miei primi anni ottanta ed ho sfornato il post relativo al gioco. ciao amico writer, davvero ottima iniziativa. sarò curioso poi con calma di leggere gli altri amici. :))
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 16/10/07 alle 21:28 via WEB
In realtà, ciò che ho postato è un frammento (ampiamente modificato) di un romanzo, il primo romanzo che ho scritto e che è rimasto poi rinchiuso in un cassetto. Mi sembrava adatto al tema del gioco. Grazie per il tuo commento, attento come sempre, Brubus. Inserisco il tuo racconto nell'elenco. W.
 
consal
consal il 16/10/07 alle 21:46 via WEB
Claudio, mi dispiace, ma non riesco a commentarti, l'alunno che commenta il professore, non si è visto mai. Ribadisco il mio plauso alla tua iniziativa, soprattutto in giorni strani come questi... in questa community... mi fermo. Grazie di cuore. Salvo.
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 16/10/07 alle 23:41 via WEB
Salvo, lascia perdere queste metafore scolastiche, ti prego :) L'alunno... il professore.. Ho proposto una situazione in cui tutti sono liberi di commentare tutti, senza vincoli e senza remore. In ogni caso, sono contento che tu ti sia trovato bene e ti mando un saluto affettuoso. W.
 
andecaa
andecaa il 17/10/07 alle 10:56 via WEB
Due cose: 1. se puoi scrivere un piccolissimo post sul blog fiae, dove indichi il tuo racconto e il permalink a questo, così anche noi abbiamo tutti i tag aggiornati; 2. questo è il link al testo di LiviaR/Nutella, che non ha scritto un racconto ma un divertente test sugli anni '80 http://labriciola.splinder.com/post/14319051/Come+eravamo sul suo blog. Appena Splinder riprende a funzionare, inserisco anche sul blog anche questo testo. Ciao!!! Ipa
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 17/10/07 alle 14:58 via WEB
Tra poco inserisco il link al testo di Nutella. Per quanto riguarda il blog Fiae puoi farlo tranquillamente tu, Ipa. Ciao. W.
 
cateviola
cateviola il 17/10/07 alle 18:30 via WEB
Molto bello il tuo racconto, anche se arrivo ultima a dirlo... ho letto anche i commenti e non credo di dover aggiungere altro, forse solo un verso di canzone che mi hai fatto risuonare in testa e nel cuore
"oltre il muro dei vetri
si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita ... "
Bel testo, bel sentire. Un abbraccio
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 17/10/07 alle 23:53 via WEB
Cate, il tuo commento e la tua presenza mi fanno piacere e non perché parli bene del testo. Mi fa piacere vederti qui, nonostante tu abbia passato momenti difficili. Voglio che tu lo sappia. Un abbraccio forte e non virtuale. W.
 
zapata71
zapata71 il 17/10/07 alle 21:24 via WEB
Claudio, complimenti, davvero uno scritto ke si legge tutto d'un fiato! E poi la caduta del muro, una nuova vita, e la maternità ... bravo!!!
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 17/10/07 alle 23:55 via WEB
Zapata, sono lieto che il testo ti sia piaciuto, anche perché tratta di temi molto persomali, dietro la forma del racconto. Un saluto affettuoso. W.
 
DONNADISTRADA
DONNADISTRADA il 17/10/07 alle 22:51 via WEB
Visto che in tre giorni i complimenti te li hanno fatto tutti e meritatissimi anche, questo stile dualistico è molto ben riuscito...
la caduta del muro l'ho vissuta anch'io nel senso della nascita, avvenuta in quei giorni di ottobre... poi vado riecheggiando i miei ricordi... Berlino non avevo mai voluto vederla quand'era divisa, ci sono andata e più volte dopo, grande, enorme e la prima volta pochissimo tempo dopo, con un treno ancora dell'Europa dell'Est, che si fermava ad una stazione sconosciuta, non alla Zoogarten che avevo in cartina e nessuno che parlava inglese o francese, nella ex berlino est e una mezz'ora a pensare cosa fare e una mappa lenzuolo comprata anni prima a Budapest, solo della zona est dopo parecchio tempo mi fece capire in che quartiere fossi finita. E così attraverso altri treni e autobus e metro sono riuscita ad arrivare dall'altra parte... polvere quell'anno e polvere per una decina d'anni ancora prima che la città diventasse unica...
che vuoi farci claudio io ho qualche ricordo che posso e spero di poter condividere.

Un bacione e grazie del commento, angi

 
 
falco58dgl
falco58dgl il 18/10/07 alle 00:02 via WEB
Angi, anche se ti sembrerà strano, non sono mai stato a Berlino. E' una di quelle città che avrei voluto conoscere ma che, per qualche ragione, manca al catalogo dei "miei luoghi". Sono stato invece a Praga, un paio di anni dopo la caduta del socialismo reale e sono rimasto colpito dalla voglia dei praghesi di recuperare il tempo perduto, tra fiumane di turisti, gruppi jazz che suonavano in sale buie e fumose e case magnifiche dagli interni miserabili. Il tuo commento mi ha riportato a quegli anni. Evidentemente i nostri ricordi sono in sintonia anche quando le nostre strade divergono... :) Un bacio. W.
 
andecaa
andecaa il 17/10/07 alle 22:54 via WEB
Ecco, adesso mi sono seduta, rilassata, e mi metto a leggere in pace il tuo racconto. Che ogni volta è un piccolo regalo. Bello e intenso. Come del resto ogni cosa che scrivi. Grazie, Ipa
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 18/10/07 alle 00:04 via WEB
Non ho ben capito se la tua è una premessa o una valutazione "a posteriori", Ipa. Sto scherzando, ovvio. Ti ringrazio per l'apprezzamento, ormai sono arrossito come un peperone :)
 
maryrose6
maryrose6 il 18/10/07 alle 03:51 via WEB
...già...quella placchetta con la crocetta rossa è anche nel mio comodino da 18 anni...ahahahhahha...complimenti...dialogo e prosa insieme...ben alternati....leimmagini arrivano simultanee....quasi come i figli....ahahahhah...grazie ...non ti conoscevo....ora passerò più spesso....bye Mary
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 18/10/07 alle 13:43 via WEB
E' sul tuo comodino come ricordo di un momento felice, suppongo :) Grazie dell'apprezzamento, maryrose. Un caro saluto. W.
 
nenicchia
nenicchia il 18/10/07 alle 16:00 via WEB
Non ce l'ho fatta... mi dispiace
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 18/10/07 alle 20:15 via WEB
Non importa, Nenicchia. E' un gioco, non un compito in classe :-D Bacio. W.
 
carpediem56maestral0
carpediem56maestral0 il 18/10/07 alle 16:31 via WEB
Ho deposto l'uovo...e me lo stò covando con gli occhi, sperando che non ne esca fuori un brutto anatroccolo...un bacio...;-))))
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 18/10/07 alle 20:16 via WEB
Inserita :) W.
 
pinguina_felice
pinguina_felice il 19/10/07 alle 19:08 via WEB
Abbattere i muri...è difficile e richiede forza e determinazione!Il muro è sinonimo di qualcosa di forte, incrollabile, di antico e consolidato, per questo quando cade fa ancora più rumore!Anche se ciò che mi ha colpito maggiormente è l'abbattimento del muro interiore..è una cosa che sento particolarmente, perchè anche io ne ho, come tutti, e come è difficile fare anche solo una crepa in qualcosa che sembra sia asse portante del prorpio io!Vaneggio quando devo parlare di me stessa!Complimenti!
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 20/10/07 alle 15:02 via WEB
pinguina, hai colto l'elemento essenziale del mio testo. l'analogia muro reale- muro interiore. Grazie della lettura attenta, un saluto all'Irlanda :-) W.
 
tuttiscrittori
tuttiscrittori il 21/10/07 alle 12:21 via WEB
quasi quasi mi sento in difficoltà a commentare il racconto del promotore del gioco... e se osservassi un diplomatico silenzio, porgendo soltanto ringraziamenti, complimenti e saluti? nono, lo so, così non vale... cade un blocco, la folla esulta, i bambini sono lì e fanno la loro parte. resiste il blocco della paura, i bambini non sono chiamati a partecipare. ma il tiranno viene giustiziato, qualcosa può cambiare. e i bambini tornano e ci avvolgono in quell'abbraccio grande quanto il mondo. elliy :))
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 21/10/07 alle 16:10 via WEB
Elliy, i bambini, come hai notato, sono uno dei fili conduttori del testo: partecipano alla caduta del muro oppure nasceranno in un mondo liberato dai muri (almeno da quello di Berlino). Un caro saluto. W.
 
exairo
exairo il 22/10/07 alle 16:24 via WEB
Devo essere sincera: la prima volta che ho letto questo post la mia aspettativa è stata disattesa e non ho avuto il coraggio di essere l'unica voce fuori dal coro, anche se spesso è una cosa che mi contraddistingue. Oggi ho voluto rileggerlo. Devo dire che l'ho in parte riscoperto. Mi è piaciuto molto la parte in cui scorri velocemente i fatti di cronaca di quegli anni. Sembrano gli appunti concitati di un giornalista, prima di buttare giù il pezzo. Per cui trovo originale il fatto che tu abbia scelto di non sviluppare le frasi e non curare punteggiatura e ortografia. Anche se poi rivedo alcuni errori nei dialoghi...e questo non lo capisco! A quando il prossimo gioco letterario?! ;))
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 22/10/07 alle 19:15 via WEB
La parte in corsivo è tratta da giornali e reportage dell'epoca. I dialoghi, invece, sono stati "inventati" a partire dalla situazione della coppia. Non so a queli errori di punteggiatura e di ortografia ti riferisci, ma comunque ti ringrazio per lo sforzo che hai fatto nel rileggere due volte un testo che non ti aveva convinto :) W.
 
animafragile11
animafragile11 il 24/10/07 alle 19:08 via WEB
ritardataria come sempre...lo so..ma sto pian piano leggendo tutti i racconti... commentandoli, nella speranza di ricevere anch'io tiratine di orecchie da parte degli altri...ORA VENIAMO A NOI DUE: "ci si abbraccia per strada tra sconosciuti e nessuno si controlla le tasche per timore di essere derubato. Non è una sera in cui si possa perdere qualcosa…" E QUI E' IL CENTRO. LA GIOIA CHE CANCELLA OGNI MALUMORE. OGNI PAURA. OGNI NEGATIVITA'.un racconto entusiasta...frenetico come fosse notizia di prima pagina...e l'alternarsi di paure e gioie all'interno di una coppia...Il mondo di ognuno intessuto sullo sfondo del mondo di tutti...che dirti...IL MIO COMMENTO NEANCHE ERA NECESSARIO!!però, in me, riecheggia quella frase : "Non è una sera in cui si possa perdere qualcosa…"!!!Ma vincere..e solo vincere: La libertà!bacio
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 24/10/07 alle 23:59 via WEB
Hai sottolineato un punto importante del testo. La caduta del muro ha creato una situazione eccezionale, di apertura collettiva, di speranze, di rapporti umani (magari effimeri) intensi e consapevoli della particolarità dell'evento. In questa situazione (ricordo un episodio del film "Heimat" in cui il protagonista, ignaro, viene abbracciato da uno sconosciuto per strada) si produce una tensione verso il cambiamento che investe anche le storie personali, i vissuti familiari e di coppia. Grazie del commento, animafragile. W.
 
blancoebleu
blancoebleu il 26/10/07 alle 08:15 via WEB
Avevo lasciato qui ieri sera un commento ed ora non lo vedo, se lo è inghiottito libero? Peccato, però; era una passeggiata unter den linden, sotto i tigli di Berlino insieme a tutti i ricordi di allora che mi aveva evocato questo tuo racconto e come tutte le cose scritte di getto non è riproducibile. Posso solo dirti che così come per l'europa dopo il crollo di quel muro niente sarebbe stato più come prima, per te la nascita di un figlio avrebbe prodotto lo stesso effetto. Ma di questo credo che,immediatamente, tu te ne sia accorto da solo :-)
 
 
falco58dgl
falco58dgl il 26/10/07 alle 13:13 via WEB
Se il commento era molto lungo (oppure hai impiegato parecchio tempo a scriverlo) probabilmente c'è stato un "time out" e quindi il messaggio è scomparso. Mi spiace, lo avrei letto molto volentieri (se ti va di provare a riprodurlo, me lo puoi mandare anche privatamente, se credi). L'analogia tra la situazione dell'Europa e quella del personaggio è, in effetti, una delle chiavi di volta del testo. Mi fa piacere che tu l'abbia qui sottolineata. Ciao. W.
 
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LA RECENSIONE

usumacinta

DIECIMILA E CENTO GIORNI
Storie di uomini tra Italia e America Latina
di MARIA PIA ROMANO

Un tuffo che ha il colore del giallo ocra e del verde intenso, di mandorle amare, schizzi di sudore e deliri di lacrime. Di Italia ed America Latina, di viaggi e di fughe, di ritorni e di allontanamenti. Di esaltazione di popoli, di passioni e grida senza voce nella notte. Del blu e dell'azzurro di cielo e mare. Gli stessi che guardano fluire i giorni, i diecimila e cento giorni, mentre la brezza marina scuote il pino le cui radici restano annodate alla terra. All'amore, alla ricerca costante che dà un senso alle cose, alla vita che è fatta di scenari che cambiano, di sogni di libertà da
condividere con i compagni, di ansie e sconforti segreti, che si affondano nel dolore della bulimia, ingurgitando per rabbia e insoddisfazione cibi di cui non si riesce a percepire il sapore. Emersione, immersione, navigazione, approdo: in quattro sezioni si snoda avvincente la narrazione, che racchiude un arco di trentaquattro anni, dal 1970 al 2004.

E' uno di quei libri che si vorrebbe non finissero mai i "Diecimila e cento giorni" di Claudio Martini, edito da Besa. Ti capita tra le mani e lo leggi d'un fiato, perdendoti in quei nomi che diventano subito uomini e tu li ascolti e li vedi soffrire, gioire, respirare, far l'amore. Destini che s'incrociano e si salvano a vicenda, in un costrutto narrativo di suprema bellezza.

Ci sono immagini che s'imprimono nitide e vere nella mente, mentre insegui il tuo cuore rapito dalle storie. Storie di uomini. Storie che vengono fuori in una sorta di "stream of consciousness", in cui più che la cronologia conta il tempo interiore, che ti porta direttamente dentro le porte delle loro case e ti dischiude l'universo dell'anima. Fotogrammi sospesi tra un'Italia che si chiude dietro un perbenismo di facciata e cela solo irriguardose marginalità ed un'America Latina che grida la sua libertà con fierezza sconcertante, mentre è ancora oppressa da un macigno sul cuore che non la fa respirare.

Lo psicologo di origini tarantine, che ha una lunga esperienza di lavoro all'estero, proprio in America Latina, scrive di Perù, Nicaragua, Messico, Kosovo, Italia con la penna guizzante di una grande intelligenza che, come lama, squarcia la cortina dell'indifferenza dei tanti.

 

 

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