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Il Vesuvio universale, Maria Pace Ottieri (parte 2)

Post n°1403 pubblicato il 12 Novembre 2023 da Signorina_Golightly
 

"Tutto quello che i difensori degli agricoltori dicono potrebbe essere consolante: non si trova niente, nessuno ha mai rinvenuto rifiuti pericolosi, il metabolismo delle piante fa sí che gli inquinanti si autoeliminino, l’ipotesi di un vasto territorio avvelenato non regge alle verifiche e alle analisi scientifiche sul campo. Ma non è consolante se il prezzo da pagare per accettare questa versione è il dissolversi di oltre quarant’anni (le prime denunce sullo smaltimento illegale di rifiuti risalgono al 1972) di evidenze sull’esistenza di un’economia illegale solida e strutturata che ha visto il Nord e il Sud stringersi, come nemmeno Cavour e Garibaldi avrebbero sperato"

"Cono del Vesuvio, dove sorgeva dal 1841 anche l’Osservatorio [...] La valle tra le due cime [...] è detta la valle dell’Inferno perché è una parte della caldera del Somma e durante le eruzioni si riempie di lava incandescente come una vasca."

"i guardaparco non ci sono piú, ci sono i carabinieri forestali [...] Il  Parco dispone di due milioni di euro, uno assegnato dal ministero dell’Ambiente e uno ricavato da una percentuale sui biglietti staccati per la visita al cratere, dopo Pompei, il secondo luogo visitato in Campania."

 "«La camorra quando credi che sia nata? Con l’Unità d’Italia, [...] per far entrare Garibaldi a Napoli c’era bisogno di eliminare la polizia borbonica, il prefetto di polizia [...] affida la sicurezza della città ai piú forti capobastone dell’epoca. Ma i guaglioni dicono “io non vengo a fare il poliziotto per senzaniente” [...] Era nata la “Cavourra”, [...] La dimostrazione che l’Unità d’Italia ha interrotto il fulgido avvenire del ricco e progredito Regno delle Due Sicilie: i collezionisti di primati borbonici snocciolano la prima ferrovia italiana, il primo ponte sospeso in ferro, il primo museo al mondo, Capodimonte; e poi la prima nazione a fare la raccolta differenziata e a costruire in modo antisismico, il primo osservatorio astronomico, le prime cattedre di astronomia ed economia, la prima assistenza sanitaria gratuita, il primo sistema pensionistico…"

"Proprio quando il Regno delle Due Sicilie si stava trasformando in un grande Stato moderno, l’opera delittuosa delle sette che governavano la Francia e l’Inghilterra e la brama di conquista dei Savoia ne distrussero ricchezze e tradizioni. [...] Ma questo solo a patto che si accettasse di contemplare gli altrettanto straordinari primati negativi di cui si tace: punte del novanta per cento di analfabetismo in Sicilia e di poco meno nel Regno di Napoli; ospedali cosí fatiscenti che gli stessi poveri rifiutavano di ricoverarsi; solo tre strade postali e la stragrande maggioranza dei paesi non collegati tra loro; le ferrovie, dopo l’esordio della Napoli-Portici, erano ferme a centoventicinque chilometri in tutto il Regno. Il regime borbonico difendeva gli interessi dell’esiguo ceto dominante: la famiglia reale, l’aristocrazia di sangue e l’alto clero"

"I vesuviani amano i loro luoghi, il primo sguardo al risveglio è al Vesuvio, su cui di solito, nelle loro case volte al mare, si affacciano le finestre della cucina o del bagno. Vogliono saperlo vivo, quando ne sono lontani, li divora la nostalgia."

"Prima dell’avvento dell’età moderna il rischio apparteneva all’ordine naturale delle cose, trascendeva la dimensione volontaristica, segnalava la presenza di un pericolo oggettivo che si attribuiva al fato, alla volontà divina o alla natura, non a una condotta umana sbagliata. Poi la considerazione dei rischi diventa un fenomeno tutto interno alla ragione umana: sorge da una volontà e si manifesta come espressione di una volontà, mentre il pericolo accade e deve essere fronteggiato. È lo sguardo disincantato dello scienziato sulla natura a illudere che la ragione possa dominare la natura, che, almeno in linea di principio, con il progredire delle conoscenze sia possibile prevedere e dunque prevenire ogni minaccia."

"Il Vesuvio è uno dei pochi vulcani a recinto della Terra (ce n’è uno anche su Marte), nato all’interno di un edificio precedente, il monte Somma."

"La storia delle eruzioni del Vesuvio si può distinguere a grandi linee in tre cicli: un’attività antica fino all’eruzione pliniana del 79 d. C., un’attività intermedia compresa fra il 79 e il 1631 e un’attività successiva che termina con l’eruzione del 1944."

"Ema, «eruzione massima attesa»: la dicitura comparve nel primo piano di emergenza redatto dalla Protezione civile nel 1995, per indicare l’eruzione considerata come la piú probabile in un’eventuale ripresa di attività del Vesuvio, non la peggiore delle eruzioni, ma la peggiore dell’ultimo millennio, quella del 1631, quando il Vesuvio esplose dopo cinque secoli di silenzio, classificata come subpliniana, un grado meno catastrofica della pliniana del 79 d. C."

"le grandissime eruzioni, quelle che si conoscono dai tempi geologici, e possono verificarsi a distanza di millenni, si contano sulle dita di una mano: [...] Rarissime ma catastrofiche, formano le caldere e producono effetti simili all’impatto di un meteorite. L’eruzione dell’Ignimbrite Campana, che trentanovemila anni fa diede origine alla caldera dei Campi Flegrei, è considerata la piú violenta degli ultimi duecentomila anni. Una colonna di ceneri e gas alta piú di quaranta chilometri si alzò nel cielo e dopo alcune ore collassò inondando con una nube infuocata tutto il territorio circostante fino a settanta chilometri di distanza. Gran parte della piana campana fu sepolta da una coltre di tufo alta fino a cento metri, mentre le ceneri piú sottili trasportate dai venti arrivarono in Russia e, bloccando nell’atmosfera i raggi solari, provocarono un vero e proprio «inverno vulcanico», una riduzione della temperatura terrestre di diversi gradi centigradi che in Europa oscillò da sei a nove gradi."

"Le eruzioni di media potenza sono un discreto numero e molto piú frequenti le piccole e piccolissime."

"Da quando il Vesuvio è tornato nello stato di quiescenza, dopo il 1944, non si sono piú registrati parametri che possano far pensare a una riattivazione. [...] Il condotto si è chiuso, ostruito dai materiali sprofondati, il pennacchio piú celebre del mondo è scomparso, la lava si è solidificata, i segni di vita del vulcano si riducono a piccole emissioni di vapore."

"«Una cosa la sappiamo, che generalmente piú è lunga la quiescenza di un vulcano e piú può essere violenta la riattivazione, ma nemmeno questa è una regola"

"Succede anche che l’eruzione non si annunci con segni precursori chiari."

"è quasi certo che avverrà un’eruzione, ma quando e che tipo di eruzione non abbiamo le conoscenze scientifiche per poterlo dire»."

"Un uomo e una donna in fuga sepolti dalla cenere, le braccia alzate a ripararsi il volto, in un ultimo, disperato gesto di protezione. Sono stati trovati cosí non a Pompei, ma a San Paolo Bel Sito durante lo scavo per la costruzione di un supermercato, lo scheletro della donna sepolto tra le radici di un nocciolo, l’uomo poco lontano, perfettamente conservati, distesi su un letto di pomice, a diciassette chilometri dal Vesuvio. [...] Gli scheletri emersi nel 1995 a San Paolo Bel Sito hanno permesso di riscrivere la storia del vulcano, fino alla loro scoperta si credeva che l’eruzione piú violenta del Vesuvio fosse stata quella di Pompei. [...] Un evento ben piú grave accaduto nell’antica età del Bronzo: l’eruzione delle Pomici di Avellino. A testimonianza di quest’antica catastrofe ci sono i depositi di cenere vulcanica, lasciati dal passaggio delle nubi ardenti di 3800 anni fa, trovati sotto il Maschio Angioino, al centro di Napoli. [...] «La scoperta dice come un’eruzione di analoga potenza potrebbe rappresentare un rischio per tutta l’area attorno al vulcano, a 360 gradi»"

"Il risultato che emerge dalla ricerca è che lo scenario estremo, il peggiore possibile di un’eruzione del Vesuvio, non è piú Pompei. [...] Perché gli scienziati ipotizzano scenari cosí diversi? [...] «Bisogna decidere da che cosa ci si vuole difendere, è un problema di costi e benefici e di capacità organizzative. Se ci si vuole difendere da un evento di maggiore energia ci vogliono maggiori risorse, maggiore impegno. Se si fa una scelta di probabilità, allora la Protezione civile, con i tecnici che hanno contribuito a questa scelta, cerca un compromesso tra le probabilità di accadimento dell’evento e i costi dell’impegno. Meno probabile è l’eruzione e piú si alzano spaventosamente i costi. Ci si può difendere anche dal massimo evento possibile, ma il massimo evento possibile è senza limiti."

"Tutto quello che si può dedurre dall’osservazione delle pareti del vulcano dice solo una parte di ciò che succede nelle sue viscere [...] Perché un vulcano erutti, il magma che si accumula deve aprirsi un passaggio verso la superficie fratturando le rocce soprastanti. Mentre risale formando il condotto vulcanico, può provocare terremoti, rigonfiamenti del suolo, variazioni della composizione chimica e della temperatura dei gas delle fumarole, minime variazioni del campo microgravimetrico, quei segnali precursori che gli strumenti sofisticati a disposizione degli scienziati dell’Osservatorio vesuviano, nel corso di campagne periodiche, sono in grado di cogliere."

"si è visto che c’è una zona di onde sismiche a bassa velocità, a circa otto chilometri di profondità, sotto il Vesuvio, dello spessore probabile di un chilometro e questa zona è stata interpretata come un accumulo di magma, una grande camera magmatica. [...] Anche sotto i Campi Flegrei è stata trovata una zona di onde sismiche a bassa velocità, affine alla prima, e il passo successivo è stato quello di dire che i due grandi bacini magmatici sono collegati, cioè che tutta la zona vulcanica, Ischia, Campi Flegrei, Vesuvio e parte della piana campana, quindi diversi chilometri quadrati, sarebbe un grande bacino magmatico. Si tratta di un’ipotesi avanzata da alcuni ricercatori e per ora non ancora provata da dati scientifici."

"si dovrebbe procedere a nuovi esperimenti di tomografie sismiche, le esplosioni artificiali, al costo di centinaia di milioni di euro e la mancanza di finanziamenti è cronica. La ricerca dei vulcanologi e dell’Osservatorio non è come quella della scienza medica: per ottenere finanziamenti deve dimostrare l’utilità di un simile esperimento ai fini di una valutazione del rischio, dimostrare di saper prevedere le eruzioni."

"Anche il Vesuvio si assoggetta a un tempo piú abissale del suo, quello dei movimenti della Terra. [...] Sono le forze tettoniche legate allo scontro tra la placca africana a sud e la placca euroasiatica a nord: l’Africa che si infila sotto la Calabria, metafora geologica del grande fenomeno antropologico che sono le migrazioni nel nostro secolo. Una subduzione parziale, un centimetro all’anno da milioni di anni, che genera due fenomeni osservabili: da un lato la formazione della catena degli Appennini e delle Alpi e dall’altro una rotazione in senso antiorario che produce l’espansione del bacino del Tirreno, come fosse un oceano in formazione, un proto-oceano."

"Ercolano è stata segnalata in un convegno di archeologi come l’area archeologica nel peggior stato di conservazione tra quelle non interessate da una guerra civile. [...] Resina, come si chiamava Ercolano fino al 1969, poco piú di un borgo fatto da corso Resina con il Miglio d’oro delle ville vesuviane [...] A differenza di Pompei sepolta da una coltre di cenere e lapilli, Ercolano, il giorno dopo l’eruzione del 79 d. C., fu investita da sei ondate di fango vulcanico, i cosiddetti lahar, che induritesi fino a raggiungere la consistenza del tufo, avvolsero la città sotto una coltre di venti metri. Il duro strato che sigillava la città, il «pappamonte», come lo chiamano gli archeologi, era assai piú arduo da penetrare della cenere di Pompei. [...] I bambini di via Mare crescono per la strada, i padri sono in carcere o ammazzati, le madri si arrangiano per campare. Lasciati a loro stessi, manovrano armi e droga a otto anni, spesso non vanno a scuola, capita che non vengano nemmeno iscritti o ne siano allontanati perché violenti. [...] Alla povertà si aggiunge l’impoverimento, l’aspirazione a una vita di consumi che non si possono permettere, le rate per il Bimby, il Folletto, il frigorifero grande come un armadio. Nelle case di via Mare si possono trovare armi, centinaia di chili d’erba da impacchettare, sacchi di cocaina e pezzi di rame. [...] In nessun altro scavo archeologico del mondo sono stati trovati tanti manufatti e materiali deperibili che raccontano la vita di una città come a Ercolano: la forma di pane col sigillo del panettiere, l’argano montato su un pozzo con la sua corda, la vasca da bagno in bronzo, la matrice per i gettoni che si usavano come biglietti d’ingresso alle terme o a teatro. E centinaia di brocche, vasi di vetro interi, sculture in bronzo. Gli antichi non conoscevano la sciatteria, ogni oggetto nasceva da abilità e grazia, perfino un semplice colino era trapunto da piccoli fori che compongono un disegno firmato dal marchio dell’artigiano. [...] Il legno è il tratto distintivo dell’antica Ercolano [...] ville che prima dell’eruzione si affacciavano direttamente sul mare, allora arretrato di quattrocento metri, ma amate, costruite con sapienza e invenzione di spazi, di luce, di prospettive da una classe di nuovi mercanti piú liberi e moderni degli abitanti di Pompei. La casa di Granianus ha restituito una culla basculante con il materassino di foglie e lo scheletro del bambino che ci dormiva. [...] L’eruzione ebbe inizio con una forte esplosione [...]  Si formò una densa colonna a forma di pino, di gas liquido magma e frammenti di roccia strappati dalle pareti del condotto, alta tra i quindici e i venti chilometri. [...]  frammenti di magma liquido si raffreddarono rapidamente per diventare pomici leggerissime che il vento sparse principalmente nella zona di Pompei. [...] L’esplosione durò ininterrottamente per circa diciotto ore, [...] Fu in queste ore che gli abitanti di Pompei morirono soffocati dai gas emessi dalle pomici calde via via che si depositavano, la triste sorte toccò soprattutto a chi si era rifugiato negli scantinati o nell’interno delle case. [...] l’eruzione entrò in una nuova fase. La pressione del magma diminuí, l’acqua delle falde superficiali alla base del vulcano penetrò nelle fratture create dall’esplosione precedente e si mischiò con il magma. Nuove fortissime esplosioni produssero nubi eruttive [...] una emulsione di gas, frammenti finissimi di liquido magmatico e di materiale solido. La prima colata di fango incandescente si abbatté sulla città. In un lampo, alla temperatura di quattrocento gradi i corpi si vaporizzarono [...] l’alone rosso che spesso li circonda al momento della scoperta è il ferro contenuto nel sangue vaporizzato. [...] In quell’istante i corpi si fissarono nella posizione in cui si trovavano, [...] L’umidità prodotta dall’evaporazione della carne e del sangue, impastata con la cenere, formò una specie di intonaco che ha preservato le ossa. [...] l’eruzione era durata solamente trenta ore [...] Affiora a poco a poco un intero gruppo di persone, accalcati negli angoli in fondo ai ricoveri per le barche: [...] Sono dodici corpi reali, non fantasmi di gesso come a Pompei, è la prima volta che l’antichità restituisce nei particolari una scena cosí commovente, piccoli scheletri oppressi dal panico della lunga attesa, colti negli ultimi gesti di tenerezza, due persone tengono la mano sulla pancia di una donna che ha ancora i capelli, è al nono mese di gravidanza, il feto espulso, lí accanto, una donna accarezza la testa di un ragazzo mentre stringe a sé un bambino molto piccolo. Nei giorni seguenti affiorano altri corpi con i loro vestiti, i gioielli e i copricapi del momento della tragedia, un grappolo di monete fuse dal fango incandescente, alcuni sono intatti, altri hanno le ossa fracassate, devono essere stati trascinati fin lí dalla violenza del fango insieme alle case."


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