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« Nel ricordo di John Lenn...Dove sta andando la Chie... »

Nel ricordo di John Lennon - Seconda parte

 

 

L'avversione di John Lennon per il Cristianesimo: fu costruita ad arte?   

È noto come John Lennon venga ancora oggi attaccato. La falsa chiesa ha spesso voluto ricordare canzoni del periodo immediatamente successivo allo scioglimento dei Beatles come "God", dove John scrive: "credo solo in me", per rimarcare il suo ateismo, dato arrogantemente per scontato. 

Ma per un ragazzo cresciuto senza genitori e proveniente dalla classe operaia, a cui era stato ben presto insegnato a guardarsi dalla polizia e a diffidare dalle autorità, questa lucida convinzione potrebbe risultare in fondo prevedibile. 

La Chiesa Anglicana, alle strette dipendenze della Regina, alto esponente della massoneria britannica, non aveva saputo veicolare probabilmente molti autentici valori cristiani. Ricordiamo come nel novembre 1969 l'artista di Liverpool avesse restituito al governo anglosassone, per protestare contro la guerra, la massima onorificenza conferitagli proprio dalla Regina nell'ottobre 1965. 

Lennon rimase così molto lontano dalla Chiesa Anglicana. D'altronde lui, che veniva dalla classe lavoratrice, non riusciva a tollerare l'ipocrisia dell'autorità costituita e non accettava gli abusi posti in essere dalle istituzioni. In una visione che oggi, alla luce degli avvenimenti odierni, si rivela lungimirante. 

Le sue parole nel brano "Working Class Hero" del 1970 sono più che eloquenti: 

"Appena nati vi fanno sentire piccoli non dandovi tempo, invece di darvelo tutto... Vi feriscono in casa e vi feriscono a scuola, vi odiano se siete intelligenti ma disprezzano uno stupido finché non diventate così fottutamente pazzi da non riuscire a seguire le loro regole... Vi mantengono drogati di religione, sesso e TV e voi pensate d'essere così intelligenti, fuori da qualunque classe e liberi ma siete ancora fottuti zotici, a quanto vedo."  

Ma John Lennon non nutriva affatto una cattiva opinione su Gesù Cristo. Chi scrive questo, scrive solo il falso. 

"Gesù El Pifico, uno piccolo bastardo fascista cattolico spagnolo, giallo, puzzolente e unto, che mangia aglio", di cui Lennon scrive nel suo A Spaniard in the Works del 1965, non si riferisce certamente a Gesù Cristo, come è stato scritto per accusare Lennon addirittura di blasfemia. Gesù è un nome molto comunemente usato in Spagna e il riferimento qui è ovvio. Anzi palese. 

Ma ai giornalisti piace far notizia con rivelazioni eclatanti, che però si rivelano del tutto prive di fondamento. John Lennon aveva stima per la persona di Cristo e lo dichiarò più volte apertamente, a cominciare da quando affermò nel 1966: "Gesù era nel giusto, ma i suoi discepoli erano ottusi e mediocri. È il modo in cui loro lo distorcono ciò che per me rovina il Cristianesimo"

 

Sopra: John Lennon, Yoko Ono e il figlio di John, Julian, nel 1969. L'immagine (fra le altre) testimonia come Lennon continuò a vedere il figlio dopo il divorzio dalla moglie ufficializzato l'8 novembre 1968. Sotto: John e Yoko insieme a Julian e la figlia di Yoko avuta dal precedente matrimonio, Kyoko Chan Cox, rapita dal padre nel 1971. Anche questa fotografia, scattata nel luglio 1969 a Edimburgo, prova come Lennon continuò a vedere Julian ben prima del 1973   

 

Certamente, se osserviamo la Chiesa oggi sotto l'assedio della massoneria, non è difficile comprendere lo sconcerto e lo smarrimento di chi ne è lontano. Mentre i cristiani continuano a mancare troppo spesso di rendere testimonianza. 

Così, quando Lennon dichiarò nel corso di un'intervista condotta da una sua amica giornalista, Maureen Cleave, avvenuta il 4 marzo 1966 per il giornale londinese The Evening Standard, che "i Beatles sono più famosi di Gesù Cristo", non intendeva offendere Cristo. 

Lo dirà con chiarezza durante una conferenza stampa, molto arrabbiato quando fu pressato successivamente per scusarsi. "Se avessi detto che la televisione è più famosa di Gesù, nessuno avrebbe protestato. Non sono contro Dio, contro Cristo o contro la religione"

Aveva fatto invece il nome dei Beatles e tutti avevano gridato allo scandalo, stracciandosi le vesti. Ma era solo una constatazione senza intenzioni offensive. 

Ma la rivista americana per adolescenti Datebook aveva pubblicato alcune sue frasi estratte a casaccio dall'intervista con la Cleave, e ne era seguito il putiferio. Negli Stati Uniti i dischi e tutto ciò che riguardava i Beatles venne bruciato in una vera e propria caccia alle streghe animata da una follia collettiva. 

Fu allora che John Lennon comprese che il suo tempo nei Beatles era giunto ormai a termine e iniziò uno scontro con il governo americano che lo avrebbe condotto, sei anni più tardi, a una battaglia aperta a favore della pace. 

Come riporterà la prima moglie di Lennon, Cynthia Powell, nel suo libro: John, edito in Italia nel 2006 da Coniglio Editore: 

"Era scosso e perplesso, e non capiva perché tanta gente dava importanza a quello che aveva detto. Le minacce dei pazzi furono quasi peggio. Ricevemmo terribili predizioni di incidenti aerei e altri accadimenti nefasti, ma solo una colpì veramente John. A differenza di altre lettere, non era ostile o arrabbiata: dagli USA avrebbero sparato a John. Dichiarando quella che secondo lui era la verità, non avrebbe mai pensato di provocare tanto odio e tanta rabbia. Avevo paura anch'io e se avessi potuto impedirgli di andare in tour negli States lo avrei fatto. Ci salutammo chiedendoci se non fosse il nostro ultimo saluto e abbracciandoci in lacrime" (p. 242).

 

                                                                      


                                     

Sopra: una delle tante immagini che mostrano un rogo di tutto il materiale che riguardava i Beatles. Sotto: "rogo dei Beatles" a Waycross, Georgia (U.S.A.), nell'agosto 1966  

 

Anche l'affermazione di Lennon, nel corso della stessa intervista per l'Evening Standard, secondo la quale il Cristianesimo sparirà, non è poi così diametralmente opposta alla celebre profezia - di qualche anno successiva - del professore Joseph Ratzinger sul "piccolo resto". 

Perché la Chiesa Cattolica si avviava lentamente ma inesorabilmente verso una drastica riduzione, non potendo durare ancora a lungo la presenza di quei tanti "credenti" che di vera fede in Cristo avevano, e hanno tuttora, davvero molto poco. 

La giornalista Cleave, amica di Lennon, scriverà che nella sua abitazione John possedeva una serie di libri ben ordinati, una vecchia edizione della Bibbia che lui aveva letto più volte, e un crocifisso. 

Lennon "legge molto sulla religione" e tra i libri della sua biblioteca annovera anche il controverso The Passover Plot di Hugh J. Schonfield, sulla Passione di Gesù Cristo. Passione che, secondo l'autore, avrebbe progettato lo stesso Cristo per poi inscenare la morte in croce. 

Ma in realtà Lennon - come dichiarò l'amica - non aveva mai creduto alle teorie di Schonfield. 

Durante il viaggio che il quartetto di Liverpool fece in India, John ricevette una lettera di una fan di nome Beth. La ragazza chiedeva se i Beatles credessero in Gesù Cristo, disorientata dall'esperienza mistica del quartetto che caratterizzò quel viaggio e che avrebbe colpito successivamente in particolare George Harrison. 

Lennon le rispose con molta dolcezza, assicurandole che "in Gesù Cristo ci crediamo, eccome". Questo il testo completo della sua lettera: 

"Cara Beth, grazie della lettera e delle tue premure. Se leggi che siamo in India in cerca della pace ecc., non significa che non abbiamo fede in Dio e in Gesù ci crediamo eccome. La meditazione trascendentale non si contrappone ad altre religioni. Si basa sulle verità fondamentali di tutte le religioni, è il denominatore comune."  

"Gesù diceva «Il Regno dei Cieli è dentro di te» (vangelo di Matteo, ndr) - ed è esattamente questo che intendeva - «il Regno dei Cieli è vicino» - non in un remoto tempo futuro, o dopo la morte, ma adesso. Durante il digiuno ecc. nel deserto per quaranta giorni e quaranta notti, Gesù doveva fare qualche forma di meditazione, non stava solo seduto sulla sabbia a pregare, anche se meditare è una forma di preghiera. Spero che quel ti ho detto abbia un senso per te, sono certo che ce l'ha per un vero cristiano, cosa che cerco di essere in tutta sincerità" (a cura di Hunter Davies, Le lettere di John Lennon, Mondadori, pp. 121-122).

 

 

Sopra: John Lennon esegue "Imagine" al pianoforte nella "White Room" della sua residenza inglese di Tittenhurst Park (Ascot, Berkshire). Sotto: copertina della colonna sonora del film documentario: "Imagine: John Lennon", pubblicato il 10 ottobre 1988   

 

Imagine   

Dopo la morte di John Lennon, fu proprio quel deep state che l'aveva assassinato a tentare di appropriarsi persino della sua eredità spirituale. Un destino paradossale, questo, che pure è comune a tante vittime della massoneria internazionale. 

Forse le note parole che il generale Carlo Alberto dalla Chiesa confidò alla figlia Rita quando un presentimento di morte lo attanagliava, potrebbero spiegare bene questa amara realtà. 

Il generale disse alla figlia che la prima corona di fiori giunta in occasione del suo funerale sarebbe stata quella del mandante del suo omicidio. Fu così che quando tutto tristemente si avverò, Rita dalla Chiesa prese la prima corona floreale da poco arrivata e la gettò via. 

È noto come la massoneria si dimostri sempre molto abile in questo gioco: far apparire come uomini propri coloro che in vita ha dapprima perseguitato e poi infine ucciso. E brillare anche della loro luce riflessa e della loro notorietà. Naturalmente il gioco val bene la candela quando si tratta di personaggi celebri e molto amati dal pubblico. 

Fu così che "Imagine", la celeberrima canzone di John Lennon, sarebbe stata trasformata in una specie di inno dal sapore massonico, cantata in moltissime e disparate occasioni che nulla avevano a che vedere con il senso originale del brano, voluto da suo autore. Approfittando di un testo che parla di fratellanza universale e vagheggia un mondo senza nazioni, confini e divisioni religiose. 

Ma era altro il senso del testo scritto da John Lennon. Come ha riportato recentemente il sito Virgin Radio, «In un'intervista con David Sheff per Playboy Magazine, pochi giorni prima della sua morte, Lennon raccontò che Dick Gregory aveva regalato a lui e a Yoko Ono un libro di preghiere cristiane. Fu proprio in questo volume che il musicista trovò l'ispirazione giusta per scrivere questo capolavoro: "Il concetto di preghiera positiva può diventare vero - disse il musicista - se solo riuscissimo a immaginare un mondo in pace, senza alcuna definizione di religione. Questo non significa che non debbano esserci le religioni, ma che bisognerebbe eliminare semplicemente il concetto secondo il quale 'il mio Dio è più grande del tuo'. Una volta la World Church mi chiamò e mi chiese 'Possiamo usare il testo di 'Imagine' modificando una frase in 'Imagine one religion'?'. Questa fu la prova che non avevano capito niente. Questa modifica avrebbe distrutto completamente il senso e l'idea della canzone"». 

Certo, si potrebbe obiettare senz'altro che il Cristianesimo professa la sua fede in Gesù Cristo come l'unico Signore in cui può esservi salvezza e davanti al quale ogni ginocchio dovrà piegarsi alla fine dei tempi. 

Ma Lennon risentiva ovviamente del background culturale e artistico che lo circondava a New York. Difficilmente avrebbe potuto descrivere, con parole diverse da quelle, ciò che pensava e sentiva nel 1971, mentre si trovava alla ricerca della verità su Dio, sul mondo e su stesso. Ma vedremo come questa ultima affermazione assumerà maggior credibilità tra poco. 

Per quanto riguarda inoltre l'accusa mossa all'artista di essere comunista, è interessante riportare qui ancora le parole del sito Virgin Radio: 

«Oltre all'aspetto riguardante la religione, "Imagine" racchiude anche un significato politico e sociale, per il quale John Lennon ammise si essersi ispirato al Comunismo. Il musicista spiegò che le similitudini tra gli ideali espressi nel brano e quelli comunisti erano volute: "Nel punto in cui dice 'Immagina non ci siano più religioni, Paesi e politica' ricorda virtualmente il Manifesto Comunista - spiegò - anche se in realtà io non sono vicino al Comunismo e non mi riconosco in alcun movimento"

Le idee politiche di John Lennon non potevano essere etichettate in una particolare corrente di pensiero: "Sono sempre stato molto aperto dal punto di vista politico - disse in merito - sono sempre stato contro lo status quo. È abbastanza facile quando, come me, vieni cresciuto nell'odio e nella paura nei confronti della polizia, vista come un nemico naturale, e quando vieni abituato a disprezzare l'esercito come qualcosa che porta via le persone e le lascia morire da qualche parte. Ciò che voglio dire è che tutto questo riguarda la classe operaia"

Leggendo bene il testo di "Imagine", in effetti, ci si può rendere conto che le parole di Lennon vanno ben oltre gli ideali comunisti, non a caso questa canzone è stata cantata e viene cantata ancora oggi da persone di tutte le fazioni politiche. Questo brano, forse più di altri, è una prova della grandezza di John Lennon e del suo immenso talento come compositore, perché questa melodia e queste parole di speranza riescono davvero a far sognare tutti un mondo diverso».

 

Paul McCartney e John Lennon al Variety Club Showbusiness Awards tenutosi al Dorchester di Londra, il 13 settembre 1964   

 

Il rapporto con Paul McCartney   

Certamente a differenza di John Lennon, l'altro Beatle Paul McCartney, proveniva da una situazione familiare più stabile. Se è vero che il connubio con Lennon fu molto fecondo, è vero anche che le idee di McCartney erano molto lontane da quelle dell'amico. 

Fu così che nel tempo, dopo che i Beatles raggiunsero l'apice del successo, il loro rapporto artistico iniziò a deteriorarsi. All'epoca fan e giornali ritennero Yoko Ono la causa della separazione dei Beatles, ma la verità era un'altra. Il rapporto Lennon/McCartney si era progressivamente distrutto a causa delle divergenze di opinione sul percorso artistico da proseguire. 

John Lennon era sempre più desideroso di liberarsi dal peso dell'essere un Beatle e dare sfogo senza più orpelli alla sua creatività e alle sue battaglie sociali. 

Paul McCartney, dopo lo scioglimento dei Beatles avvenuto nel 1970, proseguì invece la sua carriera insieme alla moglie Linda Eastman e fondò successivamente un nuovo gruppo musicale, i Wings. Ma occorre notare come l'artista abbia preferito spesso brani, che pur rispettando standard di qualità elevata, hanno privilegiato l'aspetto commerciale. 

Negli ultimi anni è emerso pubblicamente anche il sostegno di McCartney alla falsa emergenza climatica e ancor prima il suo tacito avallo a tutte le restrizioni poste in essere a livello mondiale, a partire dall'epoca del COVID. D'altronde il baronetto di Liverpool ha tenuto sempre ottimi rapporti, a differenza di Lennon, con giornalisti, buona società e dinastia Windsor. 

Probabilmente proprio per questo John Lennon, sul finire degli anni Sessanta, definì nel corso di un'intervista Paul McCartney come un ottimo "public relation man". 

Tutto quello che lui non era e non avrebbe potuto essere.   

 

Il testamento spirituale di John Lennon   

Probabilmente fu una delle cause principali che fecero scattare velocemente la decisione di ucciderlo, prima che avesse potuto iniziare a muovere milioni di cristiani e forse anche a manifestare apertamente la sua fede in Gesù Cristo. 

Parliamo di due brani inediti dell'ultimo album di John Lennon: "Double Fantasy", pubblicato il 17 novembre 1980, che mostrano inequivocabilmente come pochi giorni prima di morire John Lennon avesse stretto un rapporto ravvicinato con Dio. I brani in oggetto sono: "Help Me to Help Myself" e "You Saved My Soul". 

Queste due canzoni rimasero nell'ombra per trent'anni, fino al 2010. Il critico musicale  Julián Ruiz, in un articolo pubblicato sul quotidiano El Mundo e sul sito Plastic y Decibelios, scrisse che Yoko Ono volle nasconderli dopo la morte dell'artista non condividendo le posizioni del marito, che si stava avvicinando troppo al Cristianesimo. 

Ma se davvero fosse stato questo il motivo, non si comprende allora perché Yoko avrebbe dovuto tirarli fuori trent'anni dopo. 

È più facile che la comprensibile paura o anche delle possibili minacce dopo la morte del marito avessero costretto Yoko Ono a tacere, con un bambino piccolo ancora da crescere. 

Ma basterà leggere il testo di "Help Me to Help Myself" per comprendere a fondo quanto affermato sopra: 

"Well, I tried so hard to stay alive/  

But the angel of destruction keeps on houndin' me all around/  

But I know in my heart/  

That we never really parted, Oh no".  

["Beh, ho provato duramente a restare vivo/  

ma l'angelo della distruzione continua a perseguitarmi ovunque/  

ma so nel mio cuore/  

che non ci siamo mai veramente separati, oh no".]  

Così, nella seconda parte del brano, Lennon afferma che nel profondo del proprio cuore non era mai stato soddisfatto e si affida all'amore misericordioso di Dio, certo del fatto che Lui non manca di aiutare coloro che lo cercano: 

"They say the Lord helps those who helps themselves,/  

So I'm asking this question in the hope that you'll be kind/  

'Cause I know deep inside/  

I was never satisfied".  

[Dicono che il Signore aiuta chi aiuta se stesso/  

così ti faccio questa richiesta nella speranza che tu sia magnanimo/  

perché so nel profondo/  

che non sono mai stato soddisfatto.]  

E' la fine di un percorso sofferto di fede, durato un'intera esistenza, dove egli è consapevole nel profondo di se stesso di non essersi mai veramente separato da Dio. 

Da notare qui anche la visione, che potremmo definire profetica, che lo sente perseguitato dall'angelo della distruzione (il diavolo) da tempo. 

Di fatto non è un mistero ma una realtà vissuta della vita cristiana che il demonio si accanisca, con le sue persecuzioni, contro coloro che credono in Dio. E lo temono. 

Così nel testo di "You Saved My Soul", si legge nella seconda parte: 

"Oh only you saved me from that suicide/  

Because of all my foolish pride/  

Well if I could thank you, thank you/  

For saving my soul with your true love."  

[Oh, solo tu mi hai salvato da quel suicidio/  

A causa di tutto il mio sciocco orgoglio/  

Beh, se potessi ringraziarti, grazie/  

Per aver salvato la mia anima con il tuo vero amore.]  

La certezza che Dio avesse salvato la sua anima, che lo avesse salvato quando era solo e spaventato dall'idea nefasta, avuta per ben due volte, di porre fine alla propria vita. 

E' da notare, se si effettuano delle ricerche online, come l'intelligenza artificiale di Google suggerisca che sia stata un'altra persona, "forse Yoko Ono" e non certo Dio, a salvare John Lennon dal suicidio nei momenti più difficili della sua vita. 

 

John Lennon con il figlio Sean in visita a Hong Kong nel 1977   

 

Conclusioni   

Facendo qualche ricerca sul web, non è difficile imbattersi in parole come quelle di chi scrive appena sei mesi fa

"Non puoi andare online da nessuna parte che riguardi John Lennon o i Beatles senza che qualcuno sputi su John Lennon. Ho appena visto un video caricato di recente su YouTube chiamato The Dark side of John Lennon e la maggior parte dei commenti delle persone lo stanno facendo a pezzi, alcuni lo chiamano persino senza talento e alcuni lo chiamano persino il diavolo. John Lennon era davvero così cattivo come dice la gente o sono solo persone cronicamente online che lo odiano, perché posso nominare così tante rockstar altrettanto imperfette o anche peggiori di lui che non ricevono affatto tanto odio quanto John Lennon"

D'altronde una certa fetta di cosiddetti cattolici, che si riconoscono come "tradizionalisti", insieme agli efficientissimi giornalisti, si uniscono a questo coro esultante apostrofando Lennon con termini come "blasfemo", "anti Cristo", "porco", "massone" e giù di lì. 

Non bastava il titolo di "nemico pubblico", già affibbiatogli dai servizi segreti americani alle dipendenze del deep state. 

A costoro, che si professano cristiani, ricorderei le seguenti parole di Cristo stesso: «In verità vi dico: I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio» (Matteo 21,31b). Così, restando all'interno del Vangelo di Matteo, il discorso della montagna può fornirci una conclusione probabilmente perfetta: «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Matteo 5,9).   

Nel ricordo di John Lennon, operatore di pace.                     

 

 

 

8 dicembre 2025, Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

 

 

 
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Commenti al Post:
mastro.zero
mastro.zero il 05/02/26 alle 00:39 via WEB
Ho letto il post, senza badare che sia piuttosto lungo. Quando i Beatles si sciolsero noi ragazzi dell'epoca eravamo tristi. La morte di Lennon, poi non capivo perchè fosse avvenuta. Oggi leggendoti mi hai dato l'opportunità di capire quello che accadde al povero John.
Grazie per averlo scritto.
Mastro.
(Rispondi)
 
 
daniela.g0
daniela.g0 il 17/02/26 alle 04:19 via WEB
Grazie a te per il tuo bel commento. Daniela
(Rispondi)
 
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